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Sant’Agata de’ Goti, ‘Radici e Futuro’: “Non parteciperemo a un consiglio ridotto a mera ratifica”
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“I consiglieri comunali del gruppo Radici e Futuro a Sant’Agata de’ Goti non parteciperanno alla seduta del Consiglio comunale convocata per oggi, 30 luglio 2026. È una scelta politica chiara, legata al metodo con cui sono stati gestiti convocazione e istruttoria su punti di altissima complessità tecnica e rilevanza finanziaria: equilibri di bilancio, debiti fuori bilancio e Piano Economico Finanziario (PEF) TARI 2026‑2029.
La documentazione, molto corposa, è stata resa disponibile ai consiglieri solo due giorni fa, nella serata di lunedì 27 c.m., nel corso della commissione, convocata a ridosso del consiglio e dopo la calendarizzazione dello stesso da parte della conferenza dei capigruppo. In queste condizioni è stato di fatto impossibile svolgere un esame serio degli atti, formulare domande, chiarimenti, emendamenti ed esercitare davvero le prerogative riconosciute ai consiglieri.
“Il Consiglio comunale – afferma il gruppo Radici e Futuro – viene trasformato in un semplice luogo di ratifica di decisioni già assunte dall’esecutivo, senza un vero confronto e senza che tutte le forze politiche siano poste nelle condizioni di conoscere fino in fondo gli atti di cui dovrebbero assumersi la responsabilità. In queste condizioni la nostra presenza sarebbe meramente formale e non potremmo avallare un metodo che svuota di contenuto il ruolo del Consiglio.”
I consiglieri di Radici e Futuro ricordano che nel discorso di insediamento il Sindaco aveva richiamato la necessità di una collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione. “Collaborazione sì, ma solo se tutte le componenti del Consiglio vengono poste nelle condizioni di conoscere davvero gli atti – con tempi congrui, istruttorie serie e piena trasparenza. Chiedere collaborazione senza garantire questi presupposti significa, di fatto, chiedere un avallo ‘a prescindere’ su decisioni complesse: un approccio che non possiamo accettare.”
Per il gruppo Radici e Futuro è necessario un cambio di passo: “Per il futuro chiediamo un diverso modo di lavorare: convocazioni rispettose dei tempi, documenti consegnati per tempo, commissioni che siano veri luoghi di approfondimento e non passaggi di facciata. Solo così il Consiglio comunale può tornare a essere il cuore del confronto democratico e della programmazione della città, e non l’ufficio dove si ratificano scelte elaborate altrove.”
La non partecipazione alla seduta di oggi viene quindi qualificata come forma di astensionismo politico‑amministrativo, posta in essere a tutela della dignità e della serietà dell’organo consiliare e per denunciare un metodo di lavoro giudicato lesivo delle prerogative dei consiglieri. “Governare è compito della maggioranza: oggi la responsabilità politica e amministrativa delle deliberazioni che saranno adottate è interamente sua” conclude il gruppo. “Noi continueremo a svolgere con serietà, trasparenza e senso delle istituzioni il nostro ruolo di controllo, proposta e vigilanza, nell’interesse esclusivo della comunità santagatese.”



