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POLITICA

Corona propone un comitato civico per la tutela del territorio e per accertare con urgenza il livello di inquinamento delle falde

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“Anche la ricomparsa della puzza insopportabile e la schiuma con i pesci morti nel Calore sono il risultato delle disattenzioni delle autorità di controllo e la gestione politico-amministrativa al tempo di Mastella sindaco, sostenuto da parte del centro destra e del Campo largo. Alla puzza del biodigestore di contrada San Domenico si è aggiunta quella solita che arriva da Ponte Valentino oggetto nel 2023-2024 di segnalazioni ripetute ed esposti di pochi abitanti della zona sostenuti dal Codacons e da Altra Benevento”. A scriverlo in una nota è Gabriele Corona.

“Anche in quella occasione il sindaco Mastella, abituato ad attribuirsi sempre tutti i meriti per i presunti sondaggi positivi sulla qualità della vita in città, si difese sostenendo di non avere competenze e fu sorretto dal solito codazzo di maggioranza, dai tifosi politici in attesa di favori e dalla stampa amica. Invece, come “autorità sanitaria” e come capo della amministrazione comunale aveva sicuramente ed ha ancora, la responsabilità dei controlli sul funzionamento degli stabilimenti industriali e del depuratore del Consorzio ASI più volte segnalato da Altra Benevento anche per i reflui sversati da misteriose autobotti. Nessuno ha mai saputo come si conclusero i controlli dell’ARPAC e della ASL sulla “puzza” e le indagini della Procura della Procura della Repubblica. Lo stabilimento Sanav responsabile di una parte delle emissioni puzzolenti ha dovuto adeguare gli impianti ma nessuno sa quali controlli sono stati fatti su altre industrie e sul depuratore.

L’ex presidente Luigi Barone poco prima della sua defenestrazione causata dall’abbandono di NdC, annunciò gli adeguamenti richiesti dalla Regione Campania e riconfermati all’inizio del 2024 dal nuovo presidente Domenico Vessichelli, mastelliano doc, ma non si sa se sono stati fatti e con quali risultati. Sta di fatto che la Procura della Repubblica dopo la schiuma che ha invaso il fiume Calore e determinato la morte di molti pesci, ha sequestrato quell’impianto per accertamenti. Il Consorzio ASI ha approvato tra marzo e aprile 2026 un nuovo progetto di adeguamento del depuratore ma solo ieri, 28 luglio, è stata pubblicata sul sito istituzionale la determina del 24 aprile con la quale è stato conferito ad un tecnico l’incarico di validare il progetto. Perché solo adesso, dopo il sequestro del magistrati, è stata pubblicata quella determina con tre mesi di ritardo? E’ stato “validato” il progetto?

Qualche spiegazione – prosegue Corona – la dovrebbero dare il presidente Vessichelli e gli altri componenti del direttivo del Consorzio, Antonio Pietrovito, Alessio Augliese e Marco Zollo, tutti vicini politicamente a Mastella, nonché il dimissionario Guerino Gazzella, segretario NDC della provincia di Avellino, marito di Carmela Serluca, ex assessora alle Finanze del Comune di Benevento, nominata assessore regionale dal presidente Roberto Fico. Quel depuratore è gestito dalla società Multiservice ASI srl, amministrata da Giovanna Razzano fino alla fine del 2025, quando è diventata assessore del Comune di Benevento, la quale pertanto può spiegare come vengono raccolti e trattati i reflui degli stabilimenti industriali della zona e anche quelli che arrivano con autobotti da ignote località.

Insomma, Mastella che controlla politicamente il Consorzio ASI avrebbe potuto spiegare cosa è davvero accaduto a Ponte Valentino ed invece continua ad occuparsi ossessivamente di sondaggi, gestione del potere e alchimie elettorali grazie ad accordi con Forza Italia e una parte del centro sinistra.

Altra Benevento che da anni si occupa di “città sostenibile” e lotta al malaffare propone ai cittadini più consapevoli ed estranei alla ricerca di favori clientelari, alle associazioni ambientaliste, ai movimenti civici e ai consiglieri comunali liberi dai vincoli del centro destra e del Campo minato, di organizzare iniziative comuni per la difesa del territorio e per accertare con urgenza anche l’inquinamento delle falde, già interessate dalla presenza dell’eterno tetracloroetilene, dalle quali viene ancora prelevata l’acqua servita ai rioni Ferrovia, Libertà e parte del Centro storico”, conclude Corona.

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