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Cinghiali, LAV Benevento contro il Piano regionale 2025–2028: “Abbattimenti inefficaci e dannosi per l’ecosistema”

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Netta presa di posizione della LAV di Benevento contro il Piano straordinario di controllo dei cinghiali 2025–2028 adottato dalla Regione Campania. L’associazione esprime “ferma e motivata opposizione” al provvedimento, ritenendolo inadeguato sotto il profilo scientifico, gestionale ed etico.

Pur riconoscendo le criticità legate alla presenza dei cinghiali sul territorio – dai danni alle colture ai rischi per la sicurezza stradale, fino alle preoccupazioni per la diffusione della Peste Suina Africana – la LAV sottolinea la propria vicinanza ai cittadini e agli agricoltori colpiti. Tuttavia, secondo l’associazione, la risposta non può consistere nell’intensificazione degli abbattimenti né nell’affidamento della gestione a soggetti legati al mondo venatorio.

“Numerosi studi scientifici dimostrano che le uccisioni sistematiche non rappresentano una soluzione strutturale al contenimento numerico della specie”, evidenzia la LAV. Al contrario, tali pratiche potrebbero generare effetti controproducenti, come la frammentazione dei gruppi sociali, l’aumento dei tassi riproduttivi compensativi e la dispersione degli animali, con il rischio di ampliare l’area di diffusione del virus.

L’associazione richiama inoltre un dato significativo: già dal 2005 è consentito abbattere cinghiali durante tutto l’anno e in qualsiasi orario, ma le problematiche segnalate non sono diminuite. Anzi, risultano in crescita. Uno studio dell’ISPRA pubblicato nel 2023 certifica che tra il 2015 e il 2021 le uccisioni sono aumentate del 45%, con una media di circa 300mila capi abbattuti ogni anno. “Eppure – osserva la LAV – le lamentele degli agricoltori non accennano a diminuire, dimostrando nei fatti che la caccia non è la soluzione”.

Particolare preoccupazione viene espressa per gli interventi previsti all’interno del Parco Nazionale del Matese, area istituita per la tutela della biodiversità e degli equilibri ecosistemici. Per l’associazione, la gestione faunistica in un parco nazionale dovrebbe privilegiare metodi non cruenti, basati su criteri scientifici rigorosi e orientati alla prevenzione.

In alternativa al Piano regionale, la LAV Benevento propone una strategia integrata e sostenibile fondata su più direttrici: prevenzione strutturale dei danni alle colture attraverso recinzioni efficaci e corretta gestione dei rifiuti organici; controllo della fertilità mediante vaccini immunocontraccettivi già sperimentati in contesti internazionali; ripristino degli equilibri ecologici, anche attraverso la tutela dei predatori naturali dove compatibile; monitoraggio epidemiologico e gestione sanitaria non cruenta, supportati da dati aggiornati e valutazioni indipendenti.

Secondo l’associazione, la gestione della fauna selvatica dovrebbe essere sottratta a logiche emergenziali e affidata a un modello di governance trasparente, interdisciplinare e fondato su evidenze scientifiche. “Gli animali selvatici non possono essere considerati un problema da eliminare – sottolinea la LAV – né possono pagare con la vita scelte gestionali e ambientali maturate nel tempo”.

Per questo la LAV Benevento chiede alla Regione Campania la sospensione del Piano straordinario e l’apertura di un tavolo tecnico-scientifico che coinvolga enti di ricerca, associazioni ambientaliste, rappresentanze agricole e istituzioni locali, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci, etiche e realmente sostenibili. “La tutela della biodiversità, il rispetto della vita animale e la sicurezza delle comunità – conclude l’associazione – non sono obiettivi alternativi, ma traguardi da perseguire insieme”.

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