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CULTURA

‘Jazz steps’, il concerto del ‘Jodice Bros Jazz Trio’ incanta il San Vittorino

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Con il bellissimo concerto del Jodice Bros Jazz Trio, un altro Venerdì sera all’insegna del Grande Jazz, all’Auditorium San Vittorino di Benevento. L’evento, dal respiro internazionale, faceva parte della rassegna curata dal M° Umberto Aucone, “Jazz steps – I venerdì del Jazz”, terza costola della poliedrica Stagione concertistica 2023 che l‘Accademia di Santa Sofia sta proponendo in sinergia con l’Università degli Studi del Sannio e il Conservatorio di Benevento. Sempre con la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock e sotto la direzione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale che, come sempre ha rivolto a tutti i presenti, calorosi saluti iniziali di benvenuto insieme a Maria Buonaguro, Presidente Amici dell’Accademia.

Il fantastico Trio Jazz, è composto da tre vere punte di diamante, orgoglio del Jazz italiano nel mondo: Pino Jodice, pluripremiato pianista a livello internazionale, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra Jazz e docente di composizione Jazz del Conservatorio G. Verdi di Milano; Luca Bulgarelli, contrabbassista, che suona nei più importanti Festival Jazz del mondo, collabora in studio e dal vivo con numerosissimi artisti registrando oltre 70 album, anche nel settore della musica italiana d’autore, e che come Sound Designer ha mixato e masterizzato numerosi lavori discografici per diverse etichette; e Pietro Iodice batterista di spicco del panorama Jazz italiano, attualmente batterista della PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra) dell’auditorium di Roma, e che insegna Batteria Jazz in vari conservatori.

Questo trio ha all’attivo una collaborazione ventennale e un’attività concertistica infinita, come ha spiegato Pino Jodice, durate il concerto. Insieme rappresentano una solida e imponente sezione ritmica, per molti anni parte fondamentale di una delle orchestre Jazz nazionali più importanti, la Parco della Musica Jazz Orchestra di Roma, e vantano collaborazioni con le orchestre più importanti in Italia e all’estero, e con i più grandi musicisti Jazz internazionali.

Il duo Jodice, Pino e Pietro, napoletani di nascita ma romani d’adozione, fratelli nella vita e nell’arte, con il fratello acquisito Luca Bulgarelli – come li ha presentati il Maestro Umberto Aucone – nel corso della magnifica serata, hanno proposto soprattutto, composizioni originali del leader Pino Jodice, rompendo il ghiaccio con la composizione AnnA. Come il nome, tutto il tema è melodicamente sviluppato come un palindromo (Si Mi Mi Si). Anna è una bravissima violinista ukraina e il brano è un inno alla pace.

Hanno poi proseguito con l’affascinante brano Gravitational Waves, dal disco Infinite Space, il loro ultimo lavoro pre pandemia. Il brano evoca il suono che potrebbero avere le onde gravitazionali dell’universo. L’esecuzione del trio è veramente “spaziale”, atmosfere siderali dalle ritmiche iperboliche, stranianti ma perfette. Il trio è micidiale. Il pubblico conquistato.

Arriva poi il brano Reflection (riflessioni sull’anima), che fa parte di un nuovo album omonimo, che il trio inciderà a breve con un quartetto d’archi il Sunrise String Quartet. Qui esplode invece, una melodia dal tema raffinato, che evolve poi in impressionanti improvvisazioni, ricche di fantasia e gustose pennellate variopinte tipiche del colorato mondo del Jazz. Gli applausi scrosciano da un assolo all’altro.
È la volta di Melodia Infinita, ballad scritta da Pino Jodice, inizialmente per orchestra, eseguita per la prima volta da Enrico Rava al Barga Jazz Festival (LU), sempre dal cd Infinite Space. Una stupenda composizione, contemplativa, malinconica e riflessiva, dai caldi sapori mediterranei, evocatrice di paesaggi marini e ipnotiche suggestioni acquatiche dove le note del pianoforte si fanno liquide. Elegantemente geniale Pino Jodice, sempre. Nelle sue composizioni come nella vita multiforme ed esuberante che evoca dai tasti del suo pianoforte. Seducente il contrabbasso di Bulgarelli che apre e chiude l’esecuzione, e che in tutti i brani conduce le danze con ironia, trasporto ed energica sicurezza. Il pubblico sottolinea ogni pezzo di bravura con grandi applausi.

Il quinto brano è New Step, inciso nel primo album del trio, dedicato al celebre disco del sassofonista John Coltrane, Giant Steps, album pubblicato nel 1960, uno dei dischi più importanti della storia del Jazz. L’esecuzione del trio, una corsa frenetica dal ritmo serrato e folle, è sorprendente per il controllo e la precisione. Come la tecnica sopraffina e l’affiatamento che li contraddistingue in tutto il concerto.

L’ultimo brano è dedicato a un loro stimato collega, Aldo Bassi, compositore italiano, tra i più apprezzati trombettisti Jazz italiani, e leader in campo jazzistico a livello internazionale, mancato purtroppo prematuramente nel 2020. Apprezzatissimo docente anche al conservatorio di Benevento, per il suo inconfondibile stile e per la sua passione, Bassi ha fatto anche lui parte del Parco della Musica Jazz Orchestra di Roma. Per onorarne la memoria, il trio sceglie Nice Groove, composta da Pino Jodice per l’Album di Bassi, Muah!. Grande swing dal piglio contemporaneo, il groove del titolo mantiene le promesse nella perfezione di un’esecuzione esemplare dove, ancora una volta, l’entusiasmo e il piacere di suonare sono complementari alla tecnica e al talento smisurato dei tre magistrali interpreti. La batteria di Pietro Jodice, qui come nei suoi altri assolo, è di un altro mondo. Misurata potenza, smisurata dinamica, elettrizzante creatività.

La platea del San Vittorino si esalta. Il bis, acclamato a gran voce da un pubblico euforico, è Matrix, di un altro genio del Jazz da poco scomparso, Chick Corea, compositore, pianista e tastierista statunitense, morto nel 2021. L’ “interplay” del trio è una garanzia, la chiusura è da manuale. Il suono è una meraviglia. Questi signori, nostri Maestri del Jazz nel mondo, sono portatori sani di tecnica impeccabile, scambi continui di provocazioni, suggerimenti e giochi di improvvisazione, eclettismo musicale, inesauribile vena poetica e verace ironia. Il Jazz è vivo. Viva il Jazz.

 

 

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