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‘Quanto defluisce dalla Diga di Campolattaro’: l’Asea replica con dati e fatti alle accuse

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“Con la responsabilità e la trasparenza che da sempre contraddistingue la gestione di ASEA della diga di Campolattaro – il cui ruolo, giova ricordarlo, fu decisivo nel limitare enormemente i danni nei territori a valle dell’invaso nell’ottobre del 2015 – vi è la necessità di rimarcare la verità dei fatti e degli atti rispetto a quanto da qualche giorno appare sugli organi di stampa locali.

Nella qualità di ingegnere responsabile della sicurezza, delle opere e dell’esercizio della diga – scrive Vincenzo Rosiello – occorre precisare che, semplicemente, non corrisponde al vero sostenere che dall’invaso non sia rilasciato il deflusso minimo vitale (DMV). La parola ai dati, oggettivi e riscontrabili: portata media giornaliera scaricata nel mese di aprile 0,92 m3/s; mese di maggio 0,93 m3/s; primi 21 giorni del mese di giugno 0,94 m3/s.

Il deflusso minimo vitale è stabilito in 0,66 m3/s, giusta Delibera dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale n.2 del 19.06.2007.

Portasi, inoltre, a conoscenza che, il valore delle portate affluite e defluite all/dall’invaso, quali componenti del bilancio idrologico, sono inserite nel Bollettino delle Osservazioni Mensile, redatto ai sensi dell’art. 19 del DPR 1363/59, e trasmesso all’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli del MIMS e per conoscenza al concessionario, Provincia di Benevento.

Lo stesso bilancio idrologico – continua il responsabile Asea – è parte dell’Asseverazione semestrale, quale Atto ufficiale, a firma del sottoscritto, trasmessa ai predetti soggetti ed anche alla Direzione Generale per le Dighe di Roma del MIMS. Quest’ultima, poi, per tutte le oltre cinquecento dighe italiane sottoposte allepropriavigilanza, quindi anche per Campolattaro, riceve giornalmente, in tempo reale, i dati del livello dell’invaso e delle portate scaricate.

Ricordasi altresì che, la quota di massima regolazione è pari a 377,25 metri sul livello del mare. L’attuale quota, di 374,97 m. slm, è coerente con la procedura di conclusione (fase finale) degli invasi sperimentali, prodromici al collaudo funzionale dell’opera, ex art.14 DPR 1363/59, di durata ultradecennale. Per dovere di cronaca, evidenziasi ancora che, il collaudo statico delle opere accessorie della diga Campolattaro, ex Legge 1086/1971, è stato effettuato in data 29.07.1993, laddove il collaudo tecnico-amministrativo, ex Legge 109/1994, è datato 11.11.1997.

La Direzione Generale delle Dighe, giusta nota di cui prot.n. 20300 del 03.02.2022, «invitava codesta Azienda a procedere con la massima celerità e a presentare conseguentemente motivata istanza per il raggiungimento sperimentale della quota massima di regolazione» alla conclusione dell’intervento di ripristino ed integrazione della strumentazione piezometrica sul corpo diga.

L’ASEA, in data 31 marzo (prot. n. 1153), formulava conseguente e motivata istanza, precisando il dato dei volumi scaricati pari a circa 0,80 m3/s, superiori al DMV (deflusso minimo vitale) di 0,66 m3/s (valori che poi, di fatto, sono stati maggiori, anche per la crescita di deflusso, ad immutato grado di apertura delle paratoie, in condizioni di aumento del volume invasato).

L’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli, con nota prot.n. 9552 del 06.05.2022, sentita la Direzione Generale e visto il parere favorevole all’Istanza da parte della Commissione di collaudo, concedeva formale autorizzazione al raggiungimento della quota di massima regolazione, stabilendo prima del raggiungimento della stessa, più livelli di quota inferiore con relativo obbligatorio e lungo mantenimento temporale di detti livelli.

Il metodo di collaudoutile precisarlo – non è regolato da discrezione o da capricci dell’Ente Gestore, ma obbedisce a un preciso e cogente programma e protocollo, disposto dai competenti enti sovraordinati, con i dovuti e prescritti mantenimenti delle quote di livello nelle proceduredi collaudo delle «dighe in materiali sciolti», e con i derivanti incrementi di frequenza delle misurazioni e dei rilievi della complessa strumentazione di controllo installata nella e sull’opera.

In ultimo, oltre agli obblighi normativi/procedurali cui ASEA risponde, è opportuno altresì evidenziare l’importanza di portare a termine il collaudo funzionale dell’invaso artificiale, alla luce dell’imponente intervento di utilizzo delle acque in programma e comunque, per poter avere, in un molto prossimo domani, più acqua invasata per i fini plurimi, anche naturalistici e ambientali”, conclude Rosiello.

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