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Le associazioni ambientaliste: ‘Fondo Valle Vitulanese? No grazie, facciamo un’altra strada’

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Le associazioni ambientaliste “WWF Sannio” e “LIPU – Sezione di Benevento”, coinvolte dalla Provincia di Benevento nella Conferenza di Servizi per il progetto della realizzazione del terzo lotto della strada “Fondo Valle Vitulanese”, hanno depositato le proprie osservazioni, elaborate  congiuntamente anche insieme all’associazione “Pianeta Sannio odv”.

Si tratta di osservazioni – scrivono in una nota – formulate in termini di forte dissenso, adeguatamente motivato, nei confronti di un’opera che è ritenuta non coerente con le esigenze e le potenzialità del territorio ma che rappresenta, anzi, un rischio inaccettabile proprio per il territorio stesso e delle popolazioni residenti.

L’impostazione di fondo del progetto, infatti, appartiene ad una concezione antica (siamo negli anni del “dopo terremoto”) di infrastrutturazione e di sviluppo, oggi decisamente superata in considerazione della nuova e incalzante fase di cambiamenti climatici e transizione ecologica che l’umanità sta sperimentando.

Proprio da un punto di vista ambientale e climatico, il progetto – continuano – presenta carenze sostanziali nei dati ed elementi normativi di riferimento, in gran parte non aggiornati, insufficienti o inesistenti; soprattutto, il progetto non considera la qualità ambientale una risorsa strategica prioritaria per lo sviluppo complessivo del territorio, come chiedono non solo le associazioni ambientaliste, ma anche Istituzioni locali e gruppi imprenditoriali.

Il terzo lotto è ubicato in un’area ad elevata complessità e ricchezza ambientale ed è realizzato in prossimità di una importante area protetta, il Parco Regionale Taburno Camposauro. Ciononostante è del tutto insufficiente – o per certi versi, inesistente – una attenzione progettuale per la tutela e rafforzamento della rete ecologica territoriale.

Il tema della resilienza dell’infrastruttura ai cambiamenti climatici è assente, seppure attualissimo e di fondamentale importanza prospettica, e su cui l’UE ha pubblicato nuovi orientamenti tecnici per le opere da realizzare nel periodo 2021 -2027; ma carenze importanti sono rinvenibili nell’analisi di impatto ambientale, nelle relazioni geologiche e geotecnica.

Le associazioni chiedono – in sintonia con il mutato spirito dei tempi e in coerenza con le Norme più evolute – che siano garantite la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, condizioni senza le quali non si può certo parlare in modo veritiero di sviluppo e promozione dei livelli di qualità della vita umana.

Per questi motivi – concludono – hanno formalmente espresso un netto dissenso nei confronti del progetto dell’opera, un grave rischio per l’integrità e il benessere complessivo del territorio interessato.

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