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Fortore

Foiano punta su Festival e cinema per raccontare il brigantaggio e la memoria del Fortore

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Trasformare una memoria storica in un racconto cinematografico e, attraverso quel racconto, provare a dare nuova forza culturale e turistica a un piccolo comune delle aree interne. È questa la scommessa contenuta nel progetto “Briganti del Fortore. Cinema, Memoria e Comunità”, che il Comune di Foiano di Val Fortore intende candidare all’avviso pubblico “Cultura nei piccoli comuni” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

La proposta è stata approvata prima di Ferragosto dalla Giunta Ruggiero e prevede un investimento complessivo di 91mila euro. La richiesta di contributo ministeriale ammonta a 72.300 euro, mentre il Comune si impegna a garantire un cofinanziamento di 18.700 euro qualora il progetto venga ammesso a finanziamento.

Al centro dell’iniziativa c’è la realizzazione di un cortometraggio dedicato alle vicende del brigantaggio postunitario nel Fortore. Ma l’obiettivo dichiarato va oltre la produzione di un film. L’idea è utilizzare il cinema come strumento per riaprire una riflessione sulla storia locale, coinvolgere gli abitanti, valorizzare il paesaggio e costruire una nuova narrazione di Foiano capace di raggiungere anche un pubblico esterno.

Il brigantaggio rappresenta una delle memorie più complesse e radicate nella storia del territorio fortorino. Nel progetto viene descritto non soltanto come un episodio del passato, ma come un patrimonio immateriale ancora presente nei racconti familiari, nelle tradizioni orali, nei nomi, nelle figure tramandate e nei luoghi che hanno fatto da teatro alle vicende successive all’Unità d’Italia. È proprio questa memoria, secondo l’amministrazione, a rischiare di disperdersi o di essere restituita attraverso rappresentazioni semplicistiche e stereotipate.

La scelta del cinema nasce dunque dalla volontà di trasformare la memoria in un’esperienza culturale contemporanea, capace di parlare anche alle generazioni più giovani. Il cortometraggio non dovrebbe limitarsi a raccontare una vicenda storica, ma mettere in relazione personaggi, luoghi, paesaggio e comunità.

Foiano, in questa prospettiva, non sarebbe una semplice location. Il paese diventerebbe parte integrante della storia raccontata sullo schermo. Piazze, edifici storici, sentieri, boschi, paesaggi rurali e architetture tradizionali dovrebbero entrare nella costruzione visiva del film, trasformando il patrimonio territoriale in uno degli elementi principali della narrazione

La proposta è organizzata in cinque work package, che accompagnano l’iniziativa dalla scrittura alla diffusione dell’opera. La prima fase riguarda lo sviluppo cinematografico. Partendo dalle ricerche storiche già disponibili sul brigantaggio nel Fortore, il progetto prevede la definizione della sceneggiatura, dello storyboard e del piano di regia e produzione. Saranno individuate le location, effettuato il casting, selezionata la troupe e predisposti scenografie, costumi e autorizzazioni.

La seconda fase è quella della produzione vera e propria. Ed è qui che il progetto introduce uno dei suoi elementi più caratterizzanti: la partecipazione della comunità. Il Comune immagina un casting aperto e il coinvolgimento di cittadini e associazioni come figuranti o collaboratori nelle attività di supporto al set. Gli abitanti potranno contribuire anche all’individuazione delle location e alla ricostruzione dell’ambientazione storica. In parallelo sarà realizzato un backstage fotografico e audiovisivo, destinato a documentare non soltanto il film, ma anche il rapporto tra troupe e territorio. La comunità, dunque, non viene concepita come semplice pubblico finale. L’obiettivo è renderla parte del processo creativo.

La terza fase riguarda la post-produzione, con montaggio, color correction, sound design, mixaggio audio, musiche, titolazione e finalizzazione tecnica. Saranno prodotti anche trailer, locandina e materiali grafici per la comunicazione.

Il progetto prevede poi un appuntamento specifico: il Festival del Brigantaggio. L’evento dovrebbe rappresentare il momento pubblico conclusivo dell’intero percorso, con l’anteprima del cortometraggio, incontri con il regista e la troupe, approfondimenti dedicati al brigantaggio postunitario, una mostra fotografica sul backstage e visite guidate nei luoghi utilizzati durante le riprese.

L’ambizione è che il Festival non rimanga un appuntamento isolato, ma possa diventare la base per una manifestazione periodica dedicata al rapporto tra cinema, memoria storica e aree interne. In questo senso, il finanziamento richiesto non servirebbe soltanto a produrre un cortometraggio, ma a costruire un piccolo ecosistema culturale attorno all’opera: produzione, evento, promozione, coinvolgimento della popolazione e successiva valorizzazione dei luoghi.

Una parte significativa della proposta riguarda ciò che dovrebbe accadere dopo la fine delle riprese. Il corto sarà infatti candidato a festival cinematografici e rassegne nazionali dedicate al cinema indipendente e ai temi della memoria storica. Trailer e contenuti digitali saranno utilizzati attraverso i canali istituzionali del Comune.

L’opera, inoltre, resterà nella disponibilità dell’amministrazione come patrimonio audiovisivo permanente. Potrà quindi essere utilizzata per attività culturali, educative e di promozione territoriale. Lo stesso vale per fotografie e materiali realizzati durante la produzione, destinati a diventare un archivio permanente.

È una scelta importante perché punta a evitare che l’intervento si esaurisca con la conclusione del finanziamento. L’investimento dovrebbe lasciare infatti un prodotto utilizzabile negli anni e potenzialmente spendibile per nuove iniziative.

La prospettiva turistica è altrettanto evidente: se il film riuscirà a rendere riconoscibili i luoghi di Foiano, questi potranno successivamente essere collegati a itinerari, visite guidate e iniziative dedicate alla memoria del brigantaggio.

Il progetto si inserisce in un problema più ampio che riguarda Foiano e, più in generale, molte aree interne italiane: spopolamento, invecchiamento della popolazione, mobilità dei giovani e riduzione delle opportunità culturali.

La proposta comunale parte da un presupposto: in territori caratterizzati da fragilità demografiche ed economiche, la cultura può diventare uno strumento di coesione e non soltanto un settore di intrattenimento. Il coinvolgimento degli abitanti nelle diverse fasi della produzione dovrebbe creare occasioni di incontro tra generazioni e rafforzare la consapevolezza del valore del patrimonio locale. Anche l’impatto economico viene inserito nella strategia. La produzione audiovisiva richiederà professionisti e servizi, mentre l’organizzazione del festival potrà generare domanda per accoglienza, ristorazione, trasporti, forniture e supporto logistico. Il progetto indica esplicitamente la volontà di coinvolgere, ove possibile, operatori e imprese del territorio, così da trattenere una parte delle risorse investite all’interno dell’economia locale.

Un altro elemento sottolineato nella proposta è la natura dell’intervento. Non sono previste opere edilizie, nuove infrastrutture o trasformazioni permanenti dei luoghi. Le attività saranno realizzate utilizzando prevalentemente spazi e location già disponibili, con allestimenti temporanei e materiali riutilizzabili.

Al di là delle procedure amministrative e del finanziamento, la parte più interessante della proposta sta nella domanda che pone: può una storia locale diventare uno strumento concreto di rigenerazione culturale?

Il progetto di Foiano prova a rispondere di sì, mettendo insieme cinema, storia, paesaggio e partecipazione. La sua forza potenziale sta proprio nell’idea di non raccontare il brigantaggio esclusivamente come una pagina storica, ma di utilizzarlo come punto di partenza per interrogarsi sull’identità del Fortore e sul rapporto tra una comunità e i luoghi che abita.

Per un piccolo comune, realizzare un cortometraggio può sembrare un obiettivo circoscritto. Qui, però, il film è pensato come il risultato visibile di un percorso più ampio: recuperare memorie, coinvolgere cittadini, mettere in rete competenze, far conoscere il territorio e costruire un prodotto culturale destinato a restare.

Se il finanziamento ministeriale arriverà, Foiano avrà quindi l’opportunità di trasformare una delle memorie più controverse e significative della propria storia in un progetto culturale contemporaneo. Non soltanto un film sui briganti, dunque, ma un tentativo di raccontare — attraverso i briganti — il territorio, la sua memoria e una comunità che cerca nuovi strumenti per continuare a raccontarsi.

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