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Calcio

Quale futuro per la B? Se non si riparte, addio ai record ma non si potrà negare la A al Benevento

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Più tempo passa, meno chance ci sono che l’Italia riesca a portare a termine i campionati di calcio. L’orientamento del Governo sta cambiando, ammesso che fosse mai andato nella direzione di ripartire per davvero. L’impressione è che non si attendeva altro che ulteriori ostacoli per lavarsene le mani ed evitare di accollarsi quella che sarebbe una grossa responsabilità.

La Figc resta convinta che il 18 possano riprendere gli allenamenti, ma Gravina di questo passo rischia di restare l’ultimo dei giapponesi. Il protocollo insufficiente non è più il solo problema e ora il paradosso è che mentre per il Comitato Tecnico Scientifico del Governo, il Coni e la Federazione Nazionale dei Medici Sportivi è troppo farraginoso e poco rigido, per i club di Serie B invece è troppo restrittivo. Difficilmente si riuscirà a trovare un punto d’incontro.

Col passare dei giorni prende sempre più piede l’ipotesi che l’unico campionato in grado seriamente di ripartire, pur con tutti i distinguo del caso, sia la Serie A. E la B? Se non riuscisse ad andare a traino, dovrebbe intraprendere qualche strada alternativa. Tanto più che in seno all’assemblea non c’è neppure più quella compattezza tanto sbandierata fino a qualche giorno fa.

Cosenza, Livorno e Venezia per ovvie ragioni vorrebbero mandare tutto a monte, ma almeno altre 5/6 squadra sono convinte che non ci siano le condizioni per riprendere. Potrebbe quindi finire tutto anticipatamente e il sogno del Benevento di battere tutti i record andrebbe in frantumi, ma non quello della Serie A. Perché è pressoché impossibile che se non si dovesse proseguire con la stagione, i giallorossi vengano esclusi dalla massima categoria. La soluzione più plausibile torna ad essere quella della A a 22 squadre con due promosse dalla B automaticamente.

Ma non è detta ancora l’ultima parola: i vertici del calcio proveranno fino all’ultima a tornare in campo, e in questo senso un aiuto concreto potrebbe arrivare da altri campionati come la Bundesliga (le cui squadre dall’8 aprile hanno ricominciato ad allenarsi) che dovrebbe ripartire, salvo clamorosi ripensamenti, dal prossimo 8 maggio. O come la Premier League, che ha stanziato 4 milioni di sterline per l’acquisto di 26mila tamponi, o quello svizzero che farà riprendere gli allenamenti l’11 maggio.

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