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Depuratore a Benevento, le associazioni scrivono a Rolle: “Una nuova soluzione per evitare due scempi”

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“Egregio prof. Rolle, fin da quando sono stati avviati gli studi preliminari per l’individuazione del sito su cui realizzare l’impianto per la depurazione delle acque reflue urbane, le scriventi Associazioni hanno chiesto all’Amministrazione Comunale – anche mediante proposte progettuali – di effettuare una scelta urbanistica in grado di coniugare la necessità di risolvere l’annoso problema dell’inquinamento fluviale con la salvaguardia dell’area naturalistica posta a valle del nucleo abitato, miracolosamente ancora integra”. Così in una lettera aperta al Commissario straordinario per la depurazione, Enrico Rolle, le associazioni sannite del Cai, Fai, Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, il Comitato Santa Clementina nel Cuore, Lipu, Slow Food e Wwf.

“Senza voler ripercorrere l’iter dei continui ricollocamenti dell’impianto – spiegano -, va detto che l’Amministrazione Comunale è purtroppo giunta ad una decisione progettuale in antitesi rispetto a quanto auspicato dalle Associazioni che a vario titolo si occupano della salvaguardia e della valorizzazione del territorio beneventano. Il sito prescelto per la realizzazione dell’impianto di depurazione principale insiste su di un’ansa del fiume Calore posta a valle della città, in località S. Angelo a Piesco, all’interno del Corridoio Ecologico Regionale e prospiciente la pista ciclo-pedonale già realizzata dalla Provincia di Benevento, frequentata da passeggiatori e sportivi. L’area in questione mantiene una netta vocazione agricola ed è all’interno dell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane”, creata dalla Provincia di Benevento con Delibera di Giunta n.141 del 16/03/2007 e ratificata con l’adozione del Piano Faunistico Venatorio Provinciale approvato dal Consiglio Provinciale il 20 febbraio 2008; in più vi è una viabilità stradale piuttosto problematica. Inoltre la LIPU è affidataria, in loco, di un ex casello ferroviario della dismessa linea Benevento-Alife, recentemente ristrutturato e adibito a Centro Visite con un finanziamento del Dipartimento Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri; gestisce inoltre, per conto della Provincia di Benevento, l’Oasi di Protezione faunistica del fiume Calore denominata “Zone Umide Beneventane”, la quale si estende su una superficie di 853 ha lungo 17 km di fiume. L’area di S. Angelo a Piesco, in particolare la suddetta pista ciclo-pedonale, fa parte altresì del tracciato di monte della neo istituita “Via Francigena del Sud” e della pista ciclabile europea “EuroVelo 5”. Questo è il quadro sintetico della situazione socio-ambientale di S. Angelo a Piesco.

L’ipotesi di realizzare l’impianto principale del sistema di depurazione della città in questa area ci preoccupa e ci allarma – sottolineano -. Contrariamente a quanto sostiene il Sindaco di Benevento tramite la stampa, le sottoscritte Associazioni non sono mai state consultate sull’ipotesi del sito di S. Angelo a Piesco, nonostante abbiano richiesto in varie occasioni di essere informate, di contribuire fattivamente alla individuazione del sito e di condividere la decisione finale. Invece, sul sito proposto di Santa Clementina fin dal primo momento le sottoscritte associazioni ne hanno fatto rilevare l’inidoneità per la vicinanza della Via Appia, candidata all’istituzione di un Parco di cui Benevento è capofila, da proporre all’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Le associazioni quindi, si appellano a Lei per valutare l’idoneità di un’ulteriore area per l’ubicazione dell’impianto di depurazione, alternativa a quella di Sant’ Angelo a Piesco. Si tratta di un’area nei pressi della nuova Stazione di Vitulano, che non svolge servizio passeggeri, la quale è ubicata nel Comune di Benevento nonostante la denominazione, che: dista oltre 400 metri dall’abitazione più vicina al di là del fiume e oltre 600 metri dalle abitazioni sulla stessa sponda; è già servita da un’ampia strada di accesso realizzata per il transito di mezzi pesanti; non è a rischio inondazione; era utilizzata come cantiere per la nuova linea ferroviaria e quindi il riutilizzo sarebbe ad impatto quasi nullo, contrariamente all’area di Sant’Angelo a Piesco.

Inoltre – concludono – l’area è ampia e potrebbe ospitare impianti e servizi ulteriori oltre ad essere al margine della zona industriale di Contrada Olivola, peraltro non dotata di depuratore. Nel chiedere un incontro per illustrare più in dettaglio la proposta in questione, si porgono distinti saluti”.

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