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Sindacati

Mobilità volontaria nel pubblico impiego, il commento di De Nigris (Flp)

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La Flp – Funzioni Locali informa che la Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 12559 del 18 maggio 2017, si è pronunciata sulla possibilità, nell’ambito del pubblico impiego, di applicabilità delle regole della mobilità prima di dar inizio allo scorrimento della graduatoria di un concorso.

“La Suprema Corte – scrive il Coordinatore Territoriale Giuseppe De Nigris -, dopo aver esposto l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia, dispone che la “Mobilità intercompartimentale” deve ritenersi estranea ai blocchi delle assunzioni nella pubblica amministrazione in quanto all’esito della sua realizzazione non vi è un vero e proprio aggravio di spesa per la pubblica amministrazione globalmente considerata, posto che – pur variata l’amministrazione di appartenenza – il numero complessivo dei soggetti impiegati rimane lo stesso, trattandosi di strumento di gestione funzionale all’organizzazione complessiva della pubblica amministrazione. Così ne resta un quadro normativo di assoluto favore per il passaggio di personale tra amministrazioni rispetto all’assunzione di nuovo personale, che non può non riverberarsi anche sul rapporto tra ricerca di personale mediante “Mobilità volontaria e scorrimento delle graduatorie” .

Anche la Corte Costituzionale ha rilevato come la “Mobilità vlontaria integra una fattispecie di cessione del contratto e gli oneri di pubblicità delle carenze di organico al fine di agevolare la copertura tramite passaggio diretto di personale da altre amministrazioni rispondono semplicemente alla necessità di rispettare l’art. 97 della Costituzione e, precisamente, i principi di imparzialità e di buon andamento dell’amministrazione (sentenza n. 324/2010).

Difatti – spiega la nota – ‘il trasferimento di un dipendente da un amministrazione ad un’altra tramite mobilità intercompartimentale concreta una fattispecie diversa dalla prorassione verticale da una categoria ad un’altra, la prima una cessione di contratto e l’altra un reclutamento di personale, e che il legislatore – in ossequio a principi di buon andamento sanciti dall’art. 97 della Costituzione, al fine di realizzare economie di spesa – favorisce il passaggio diretto di personale pubblico, a parità di inquadramento, tra le diverse amministrazioni’. La scelta tra copertura di posti vacanti tramite ‘Mobilità del personale ovvero scorrimento di graduatoria efficace poteva ritenersi rimessa, sino alla novella legislativa del novembre 2005, al potere discrezionale della pubblica amministrazione’.

Così la Corte di Cassazione Sezione Lavoro – conclude De Nigris – chiude definitivamente il discorso precisando non solo che la Mobilità volontaria rappresenta un obbligo per la pubblica amministrazione, pena la nullità in caso di decisione diversa, ma che la competenza sia del Giudice Ordinario a fronte dell’assenza della discrezionalità della scelta”.

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