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SANNIO

Dimensionamento scolastico a San Salvatore Telesino, la lettera di un cittadino

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“Gentilissimi cittadini della Valle Telesina condivido con Voi quanto segue: d’ ora in poi la comunità di San Salvatore T. deve sperare che tutti i bambini, ma proprio tutti anche quelli dell’anticipo, si iscrivano a San Salvatore e che tutti gli studenti iscritti continuino a frequentare la nostra scuola, altrimenti l’autonomia si perde già dal 2017, e se pure fosse, come sostiene l’amministrazione, che il prossimo anno possiamo stare tranquilli, noi ci chiediamo: ma la scuola dura un solo anno? E quello che succederà fra due anni non sono più problemi loro o nostri?

La verità è che una scuola con più di settecento alunni e quindi nella condizione di poter lavorare serenamente, a causa dell’accordo politico stipulato dal nostro sindaco, si ritroverà a cercare soluzioni alternative per scongiurare il rischio di non scendere sotto i seicento iscritti e perdere l’autonomia scolastica.

La Prof.ssa Santillo e l’Avv. D’Orta (in qualità di membri eletti del Consiglio d’Istituto, componente genitori) sono andate in Municipio a San Salvatore Telesino a far protocollare ben 475 firme inerenti la petizione sull’annullamento della Delibera Comunale nr. 142 del 24/10/2016 dove si dà atto all’accorpamento della scuola dell’Infanzia Sezione di Castelvenere, Capoluogo e Parito con l’Istituto Comprensivo di Guardia Sanframondi. Hanno poi consegnato questa petizione contro la frettolosa delibera comunale, alla Dirigente dell’I.C. di San Salvatore Telesino che ha ringraziato davvero tutti per quanto fatto e si è detta molto preoccupata per la situazione creata.

La Dirigente di San Salvatore Telesino si è fatta, quindi, carico di trasmetterla agli organi scolastici superiori e alla Provincia di Benevento. Sul sito dell’I.C. http://www.icbosco.gov.it sono pubblicate le delibere che danno tutte parere negativo a questo accordo superficiale e dannoso.

Per tutto ciò, per questa precaria situazione, dobbiamo ringraziare un’amministrazione comunale che non ha saputo tutelare un bene prezioso quale la scuola è, ed ora ci troviamo di fronte al rischio concreto di penalizzare una bella realtà scolastica come l’I.C. “San Giovanni Bosco”, da anni consolidata e ben organizzata, ma che ora, per volontà di altri, perderà davvero molto se, chi può, non fa un passo indietro.

Di fronte a quanto evidenziato, quale risposta ha fornito ai suoi cittadini l’Amministrazione? Ha rivolto accuse di strumentalizzazione a chi vuole mantenere con tutte le forze un bene del proprio paese.

A San Salvatore Telesino chi ama la propria comunità, senza connotazioni né partitiche né politiche, e lotta perché le cose restino così come stanno perché funzionano bene, si deve sentire una nota stonata e non ha diritto ad una risposta effettiva.

Le domande dunque sono sempre le stesse perché ancora non vengono date risposte: come mai l’Amministrazione comunale di San Salvatore T. ha acconsentito ad uno smembramento della propria scuola?

Fino ad ora abbiamo sempre pensato che compito primario di ogni amministrazione fosse quello di operare affinché la propria realtà scolastica si consolidasse e non si frantumasse. Come mai l’Amministrazione ha preso questa decisione in modo arbitrario e con fare dittatoriale, senza preventivamente informare la sua comunità e senza tener conto della volontà dei suoi cittadini o confrontarsi con gli organi decisionali della propria istituzione scolastica? A queste domande ci rammarichiamo, dati gli eventi, di doverne aggiungere un’altra: come mai di fronte alla semplice e non polemica richiesta di rivedere questa decisione da parte di tanti cittadini preoccupati, l’amministrazione ha risposto alzando un muro e non vuole fare un passo indietro?

Indiscrezioni trapelate, infatti, sostengono insistentemente che, sebbene il sindaco di Castelvenere si sia detto disponibile a rivedere l’accordo, il sindaco di San Salvatore, invece, insiste nella posizione che bisogna togliere qualcosa alla scuola della propria comunità, e questo sembra davvero un paradosso poiché nulla ne ricava in cambio o, per meglio dire, nessun bene per la comunità”. (Stefano Avitabile)

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