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CRONACA

Traffico illegale di auto di lusso tra Italia ed Est Europa: in manette due persone a Telese Terme

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Sono ritenuti responsabili, in concorso con altre 16 persone residenti nelle province di Roma, Napoli, Bari e Brescia, di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale e alla ricettazione di auto di lusso.

Per questo motivo la Polizia Stradale di Benevento – diretta dal comandante Renato Alfano – ha eseguito questa mattina due ordinanze di custodia cautelare ai danni di Mario Carrozza e della sua convivente di origine ucraina Halyna Koreniako, entrambi residenti a Telese Terme.

Gli agenti hanno anche eseguito perquisizioni domiciliari, rinvenendo e sequestrando svariati documenti di veicoli, utili ora per la prosecuzione delle indagini. I due, al termine delle formalità di rito, sono stati associati al carcere di Capodimonte.

L’operazione ha consentito di smantellare un traffico internazionale di veicoli posto in essere con tecniche criminali raffinate ed una rete capillare di contatti tra Italia, Lituania, e Bielorussia.

Dopo un anno di investigazioni, gli uomini della Stradale, avvalendosi della collaborazione delle polizie straniere, sono riusciti a ricostruire il complesso sistema illegale che faceva entrare nelle casse dell’organizzazione guadagni milionari.

La banda si era specializzata nel traffico internazionale di veicoli, utilizzando due sistemi oramai consolidati: un primo “modus operandi” consisteva nell’impiego di un “prestanome”, che stipulava un contratto di locazione per un veicolo di grossa cilindrata.

In questo caso il veicolo, che sarebbe dovuto rimanere sul territorio nazionale, veniva invece venduto, all’insaputa della società locatrice proprietaria del bene, ad un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato ed esportato in Lituania o Bielorussia.

Giunto in loco, il veicolo oggetto di appropriazione indebita veniva munito di falsa documentazione ed illecitamente immatricolato in quel paese. Contestualmente in Italia veniva denunciato il falso furto del veicolo, perfezionando in tal modo il reato di riciclaggio internazionale.

La seconda modalità, invece, era quella di “agevolare” la vendita di veicoli di lusso da parte di privati che intendevano “disfarsene” in modo sbrigativo e conveniente. Anche in questo caso la tecnica era consolidata: l’organizzazione si impossessava del veicolo con pochi soldi e lo faceva sparire, immettendolo in tempi brevi nel mercato straniero, munito di falsa documentazione e nuove targhe.

Nel frattempo, il vecchio proprietario, non appena l’auto entrava nel territorio straniero, sporgeva denuncia di furto per ottenere l’indebito risarcimento dall’assicurazione, con ciò rendendosi responsabili – a vario titolo – di simulazione di reato, truffa, falso documentale e riciclaggio internazionale di veicoli.

L’intera l’attività veniva gestita dai membri dell’organizzazione con la massima cura dei dettagli: l’individuazione dei veicoli da esportare, le persone fisiche o giuridiche da coinvolgere, la falsificazione o l’alterazione dei documenti di circolazione, fino all’individuazione dei canali di vendita nei Paesi stranieri.

La complessa attività di investigazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha consentito il recupero di una decina di autovetture di lusso.

Nel periodo delle indagini, oltre 25 persone sono state denunciate con l’operazione“Rent&Go” e sono stati assicurati alla giustizia alcuni dei più importanti trafficanti internazionali di veicoli di lusso, arrestati con l’operazione odierna.

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