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CRONACA

Guardia Sanframondi: i vigili del fuoco rimuovono la palla del campanile della Chiesa dell’Annunciata

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Nel cuore antico del paese sannita di Guardia Sanframondi, è in corso una delicata operazione dei vigili del fuoco di Benevento del nucleo S.A.F. per la rimozione della palla sul campanile della Chiesa dell’Annunciata Ave Gratia Plena, che ha subito un’ulteriore inclinazione a seguito del recente sisma.

Nella zona, sono state interessate altre sei abitazioni destinatarie di ordinanze di sgombro. Intanto, il Comune sta affrontando una perizia di somma urgenza da sottoporre alla Protezione Civile per finanziare interventi complessi, allo scopo di far rientrare le famiglie.

Il prossimo 30 gennaio , i funzionari della sovrintendenza, provvederanno ad ispezionare la Chiesa, che è un bene monumentale protetto, per predisporre il progetto di restauro. L’architettura religiosa è stata edificata a devozione dei cittadini di Guardia tramite atto notarile dell’8 maggio 1430 quando risultò essere necessaria la costruzione di una nuova chiesa dato che quella di Sant’Angelo in Castello era ormai cadente.

Il patronato era dell’Universitas che vi annesse un ospedale. Terminata nel 1430, fu ingrandita nel 1511 e prima del 1637 ma crollò del tutto a seguito del terremoto del 5 giugno 1688 per essere poi ricostruita in forma diversa. Venne consacrata tardi, solo nel 1780 da mons. Gentile.

La chiesa è a pianta rettangolare, ricca di stucchi e decorazioni barocche. Il soffitto della navata è costituito da cassettoni lignei intagliati e dorati con scomparti che forse originariamente erano anche dipinti. A sinistra della navata centrale, poco prima del presbiterio, si apre il cosiddetto “Cappellone” o chiesa vecchia avente tre altari.

L’arcata che collega la navata al cappellone è sorretta da due angeli in stucco in stile barocco. L’organo, anch’esso barocco, è riccamente intagliato e dorato ma versa in uno stato di abbandono e le canne in stagno sono quasi del tutto scomposte. Il campanile in pietra ha degli inserti medievali come i due leoni scolpiti alla base mentre la “cipolla” è rivestita da embrici maiolicati cerretesi giallo e verdi.

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