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POLITICA

Tempo scaduto per le proposte, tra una settimana il decreto per la riduzione delle province. A novembre toccherà alle Prefetture e agli uffici periferici

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Ieri è scaduto il termine per l’invio all’Esecutivo delle proposte regionali di riordino delle Province, che da oggi saranno esaminate per arrivare al decreto che conterrà la nuova mappa degli enti di area vasta. Dalle dichiarazioni rilasciate dal ministro Patroni Griffi al Corsera si evince che molti di questi piani, approvati dai Cal o dalle Conferenze Regione – Autonomie Locali, non saranno accolti. Molte regioni, tra cui la Campania, hanno chiesto deroghe al piano di riordino delle province basato sui criteri di popolazione ed estensione territoriale.
Il testo che ridisegnerà la cartina dello stivale è atteso in consiglio dei Ministri già per il prossimo mercoledì 31 ottobre.

Cambia il volto dell’Italia, ma cambia anche il sistema elettorale delle Province. Anche qui agirà il riordino. Le norme previste nel decreto legge Salva-Italia, cancellano le Giunte provinciali e puntano a trasformare i consigli in organi di secondo livello, eletti cioè dai Comuni. Ma affinché queste nuove regole siano attive bisognerà aspettare la pronuncia della Consulta, prevista per il6 novembre.

Entro la metà del mese di Novembre, anche l’assetto periferico dello Stato cambierà volto. Accanto alla riduzione delle province, è prevista anche una riorganizzazione delle Prefetture e degli uffici periferici dello Stato, come Questure, Inps, Motorizzazioni, etc. A confermarlo è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, in un’audizione davanti alla commissione bicamerale per il federalismo. Sarà approvata in Consiglio dei ministri una “delibera preliminare con la quale arrivare a una riforma articolata dei livelli di governo sul territorio”. Ma si tratterà solo dell’inizio dell’iter visto che Patroni Griffi intende avviare sul territorio forme di consultazione per tener conto delle richieste.

 

Eri.Far.

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