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CRONACA

Truffe online utilizzando profili e-Bay e carte Postepay. Un arresto e due denunce

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La Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Benevento, sotto la direzione del Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giovanni De Lucia, ha portato a termine nelle ultime ore una complessa ed articolata attività d’indagine info-telematica riguardante numerosi episodi di frode informatica finalizzati alla realizzazione di truffe online sul noto portale di commercio elettronico e-Bay.

Le indagini appena concluse erano state avviate qualche mese fa anche da altri uffici di Polizia italiani a seguito di numerose denunce sporte da alcuni cittadini, che lamentavano il fraudolento utilizzo in rete del proprio profilo e-Bay o della propria carta Postepay.

Ai malcapitati era stata recapitata una mail, apparentemente proveniente dagli Uffici Sicurezza di Poste Italiane o e-Bay e riportante nella grafica il logo istituzionale di uno dei due siti, mediante la quale venivano invitati ad inserire le proprie credenziali di accesso per effettuare alcuni controlli di sicurezza.

Chi effettuava tali operazioni, in pochi minuti, forniva inconsapevolmente i codici di accesso al proprio profilo e-Bay o alla propria carta Postepay. Contrariamente al “modus operandi” utilizzato in passato, i dati catturati non venivano modificati immediatamente ma “i profili e le carte violate” cominciavano ed essere monitorate.

In pratica, le vittime erano controllate in riferimento alla frequenza di utilizzo delle loro carte e del loro profilo e-Bay. Quelli utilizzati saltuariamente venivano selezionati per le attività truffaldine poiché minore era possibilità che il titolare si accorgesse di eventuali operazioni anomale.

I profili e-Bay acquisiti illecitamente erano così utilizzati per inserire numerosi annunci truffa, pubblicizzanti materiale elettronico dal prezzo particolarmente appetibile, mentre, quando qualcuno acquistava la merce, il sedicente venditore forniva quale modalità di pagamento una delle carte “Postepay bucate”, sulle quali dopo qualche giorno veniva regolarmente versato il denaro.

Mediante tale artifizio informatico, tre cittadini italiani, un trentenne A. M., la sua compagna ventenne D. D. e la madre di lei, la cinquantaseienne R. L., soggetti già noti alle Forze di Polizia, tutti residenti in provincia di Pavia, erano riusciti ad acquisire un vero e proprio archivio informatico di “preziosi dati telematici” nonché a rastrellare in pochi mesi alcune decine di migliaia di euro.

Al fine di rendere impossibile la tracciatura dei flussi monetari da parte degli investigatori, le somme truffate venivano fatte transitare su numerose altre “carte postepay compromesse” ed infine depositate su conti correnti virtuali stranieri o utilizzate per acquisti online all’estero.

Al danno la beffa poiché gli utenti truffati in rete avevano inizialmente denunciato i titolari delle carte Postepay ricaricate o dei profili e-Bay che avevano inserito gli annunci.
Le tracciature telematiche riguardanti le connessioni telematiche dalle quali risultavano effettuate le operazioni fraudolente riportavano a reti wireless aperte di centri commerciali ubicati nell’aria pavese e milanese.

Le indagini, svolte in collaborazione con l’ufficio frodi di Poste Italiane e le sedi britanniche degli uffici sicurezza di e-Bay, hanno avuto una concreta e decisiva svolta solo nelle ultime ore quando gli uomini della Squadra Criminalità informatica della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Benevento, a seguito della minuziosa acquisizione di precisi riscontri oggettivi e tracciature telematiche, hanno accertato che, parte delle somme truffate erano state impiegate per l’acquisto online di materiale informatico su siti britannici di “commercio sicuro”.

La merce affidata a più vettori internazionali al fine renderne difficoltosa l’eventuale tracciata veniva regolarmente recapitata presso l’indirizzo di residenza delle due donne.

L’uomo, così come disposto dal Tribunale di Pavia, si trova attualmente agli arresti domiciliari presso l’abitazione della compagna con il divieto di detenere e utilizzare computer, telefoni cellulari ed altri mezzi di connessione alla rete internet mentre le due donne sono state denunciate in stato di libertà.

Sono tuttora in corso ulteriori indagini volte ad identificare eventuali complici del sodalizio criminale.

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