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Opinioni

Addio Scuola di Magistratura. Ancora un sogno infranto, peccato

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La crisi continua a farla da padrona in Italia e nel Sannio. Scuola di Magistratura bye, bye. La ministra Severino ha scelto la soluzione, per lei, più economica: Scandicci, in quel di Firenze. Una scelta “tecnica”, in grado di far sintesi tra il Nord e il Sud, e che accoglie le indicazioni già espresse dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a febbraio di quest’anno, quando aveva esortato all’unificazione delle tre scuole programmate. Dichiarazioni che avevano fatto tremare le mura della Caserma Guidoni.
 

E pensare che in viale Atlantici era tutto pronto. Dal 2009. La struttura avrebbe potuto ospitare la scuola di magistratura in qualsiasi momento. Era stata anche presentata alla stampa, con un tour nell’ottobre dello scorso anno, la struttura di viale Atlantici che avrebbe dovuto accogliere e formare i futuri magistrati. In testa al corteo dei giornalisti: Il presidente della Provincia Aniello Cimitile, il sindaco di Benevento Fausto Pepe e l’ex guardasigilli Clemente Mastella.
 

Erano i giorni della tensione calabro-sannita. Ma mentre Benevento e Catanzaro erano intente a tirarsi i capelli e a farsi guerra a colpi di ricorsi, Firenze era lì. Al centro della penisola. Zitta, zitta. In quel di Scandicci si era sereni. La Scuola di Magistratura sorgerà lì, a Villa di Castelpulci, una proprietà demaniale, lo ha detto il ministro al Consiglio Superiore della Magistratura, lì “ove una positiva convergenza di intenti tra Ministero ed enti territoriali interessati consentirà di acquisire anche gli arredi e le dotazioni tecnologiche ed informatiche, senza alcun onere a carico del bilancio della scuola stessa.”
 

Il giglio batte così Benevento, Catanzaro e Bergamo. Con buona pace degli investimenti fatti dalle tre province, che sull’arrivo di una sede della scuola di magistratura ci avevano creduto fino all’ultimo.
 

Sembrava ieri il tempo dell’esaltazione bipartisan a Benevento dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che, accogliendo il ricorso di appello proposto dalla provincia sannita contro la sentenza del Tar Lazio, non ammetteva il ricorso di Catanzaro e sanciva la fine della querelle tutta meridionalista a vantaggio dei sanniti. Troppo presi tra tribunali e carte, Benevento e Catanzaro per accorgersi che Firenze, lì al centro dell’Italia, pronta, poteva infrangere i sogni, che più di una volta avevano riunito intorno ad un tavolo presidenti, sindaci, consiglieri, parlamentari.
 

Il giorno dopo la vittoria su Catanzaro tutto il mondo politico a prendersi il merito del risultato, accapigliandosi sul chi appartenesse la paternità della venuta della scuola, che, a quel punto, sembrava non avere ostacoli. Anche se qualcuno aveva messo in guardia dal non esultare troppo presto.
 

A fare da contorno alla vicenda della scuola di magistratura inaugurazioni, come a Bergamo nel giugno dello scorso, alla presenza di tre ministri del vecchio governo: Angelino Alfano, Roberto Calderoli e il leader della Lega Umberto Bossi; o dichiarazioni che non lasciavano margine ai dubbi. Indimenticabili quelle a Benevento, in piena campagna elettorale, dell’allora Ministro alla Giustizia Angelino Alfano. Era il maggio del 2011 quando a Piazza Santa Sofia, da lì a pochi giorni patrimonio Unesco, dichiarava: “Benevento avrà la sua scuola di Magistratura”.
A dire il vero però il ministro del governo Berlusconi la scuola di magistratura, almeno a leggere i siti di informazione calabresi, la prometteva un pò a tutti.
 

E poi il nuovo guardasigilli Francesco Nitto Palma, che determinò l’alzata di scudi del Pd contro la volontà del ministro di portare nuovamente a Catanzaro la sede per il Sud della scuola di magistratura.
 

Alla politica sono succeduti i tecnici, tutti risparmio e tagli. Le sorti della Scuola di Magistratura sono passate nelle mani della Severino. La ministra ha preso tempo per decidere, vagliare e valutare. Visitando anche alcuni luoghi coinvolti nella scelta. Ma la ministra tecnica però non ha mai accolto l’invito del presidente della provincia di Beneventodi venire nel Sannio a rendersi conto degli investimenti fatti.
 

“L’insediamento della Scuola a Benevento permetterebbe un notevole risparmio per le casse dello Stato – le aveva scritto Cimitile – in quanto sarebbe ospitata in una sede proprietà della Provincia che ha già sostenuto onerosi investimenti per la sua ristrutturazione. Inoltre la stessa collocazione geografica del capoluogo sannita risulta maggiormente funzionale alle esigenze dei magistrati meridionali che devono partecipare alle attività della Scuola. Crediamo che questi siano ottimi motivi affinchè Severino confermi la scelta operata dal suo predecessore Mastella, mettendo così fine ad una vicenda che ha registrato ritardi ormai diventati insopportabili”.
 

È andata a Catanzaro. Non a Benevento. Eppure noi siamo più vicini a Roma, almeno per quanto riguarda i chilometri di autostrada. Per il resto, non sembra.
 

A nulla sono valse anche le parole profuse dell’ex guarda sigilli Mastella, che per primo ha creduto nella possibilità che Benevento potesse avere una scuola di magistratura. “Benevento è cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico – scriveva il leader Udeur alla fine di febbraio -punto di passaggio obbligato nella direzione Napoli-Bari e per chi da Roma è diretto in Puglia. Non fosse stato per il ricorso al Tar Lazio della Provincia di Catanzaro, i locali della Caserma Guidoni sarebbero già in uso al Csm per l’organizzazione didattica. In un momento di profonda crisi economica ed occupazionale, l’apertura della Scuola di Magistratura potrebbe rappresentare un primo segnale di ripresa per la nostra comunità.”
 

Il dado è tratto, o meglio la sede è scelta. A breve sarà sottoscritto per la sede di Villa di Castelpulci, un protocollo d’intesa tra gli Enti locali, il Ministero e la stessa Scuola della Magistratura, la cui bozza è già stata preventivamente approvata dai rispettivi uffici. I locali presso la Scuola saranno pronti prima dell’avvio della formazione dei M.O.T., vincitori del concorso indetto con D.M. 15.12.2009, che, dopo un travagliato e complesso iter politico-amministrativo, verranno assunti entro il prossimo mese di giugno.
 

Su queste parole di infrangono i sogni di chi aveva investito in termini di soldi nel passato. I sogni di chi ambiva a donare un nuovo prestigio alla città. I sogni di occupazione e di sviluppo per il futuro. Il giorno dopo il risveglio, sogni infranti. Benevento non avrà la scuola di magistratura.
 

Come sempre la vittoria ha molti padri, la sconfitta è figlia di nessuno. Resta solo una parola: “peccato”.
 

Erika Farese

 

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