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‘Dieci anni sempre distanti dagli interessi della collettività’

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Da Elvira Santaniello, Responsabile della Rete Rose Rosse Campania e del Presidio di Legalità e Giustizia di San Giorgio del Sannio riceviamo e pubblichiamo.

***

"Qualche giorno fa il Sindaco Giorgio Nardone ha pubblicato su “Il Sannio Quotidiano” un articolo di commiato alla comunità sangiorgese amministrata per 10 anni. Un articolo commovente, tutto ispirato al suo spirito di servizio alla comunità ed ai risultati ottenuti in termini di risanamento economico, di realizzazione del programma elettorale e di concretizzazione della memoria storica del territorio.
 

Tuttavia, a parte la citazione relativa ai tre monumenti (due già eretti, uno al guerriero sannita e uno al Gruppo di Combattimento Friuli e il terzo, erigendo, all’emigrante) non mi pare, anche dopo una lettura approfondita, di rinvenire nell’articolo quali siano le opere concrete che hanno fatto seguito (e cito testualmente) all’aver “messo in campo ogni sforzo e risorsa disponibile per rendere l’amministrazione pubblica più efficiente e vicina alla società civile, per cogliere ed interpretare le aspettative di tutti i cittadini, indistintamente dal loro sentire politico, per garantire la tutela della legalità e la serena ed ordinata convivenza civile”.
 

Allora, visto che è il Sindaco stesso ad invitare la cittadinanza alla verifica del suo operato, “valuterete voi questo mio decennio amministrativo” scrive, voglio accogliere questo invito e provare a fare una valutazione di questi 10 anni con Nardone al timone dell’Amministrazione Comunale. Per farlo, però, considerato anche il fatto che è stato lo stesso Sindaco a non dare ai cittadini i dati utili per fare una valutazione oggettiva, mi toccherà, necessariamente basarmi su ciò che di negativo è stato frutto del suo mandato e che, a prescindere dal suo volere, è arrivato a conoscenza dei cittadini.
 

Vado a memoria: cementificazione selvaggia;disastro ambientale (vedi incendio del Capannone Barletta e il depuratore di Gianguarriello per il quale il dott. Nardone è anche indagato dalla Procura); inadeguatezza dell’impianto fognario; inadeguatezza del manto stradale in centro e situazione vergognosa delle strade in periferia; vivibilità zero; continuo e costante aumento di furti (non ultimo un furgone dell’immondizia); continuo e costante aumento del consumo di alcol e di droghe (con arresti ormai all’ordine del giorno di spacciatori e consumatori bambini e costante disattenzione da parte degli esercenti [nonché della Polizia Urbana]del divieto di commercio di bevande alcoliche ai minori); inadeguatezza e/o assenza di servizi per le categorie deboli (diversamente abili, anziani autosufficienti e non, famiglie disagiate, bambini); inadeguata programmazione ed attuazione in tema ambientale e di sostenibilità (scarsi risultati nella raccolta differenziata, nessun utilizzo di energie alternative, assenza assoluta di spazi verdi e parchi giochi, assenza di un’isola ecologica, etc); inadeguata programmazione ed attuazione in tema di welfare (prova ne è la chiusura della Telsey ed il licenziamento della maggior parte dei dipendenti); inadeguato utilizzo, in tempo di crisi economica e di necessità del rispetto del patto di stabilità, di risorse economiche della comunità per attività accessorie e non funzionali allo sviluppo e/o al miglioramento della comunità (vedi notti bianche, contributi a pioggia per associazioni “vicine” all’Amministrazione, monumenti etc); il mancato adeguamento dello Statuto Comunale al T. U. degli Enti Locali (Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) per quanto riguarda le condizioni di pari opportunità tra uomo e donna nell’Amministrazione Comunale (art. 6 comma 3 del T. U.) e per quanto riguarda la partecipazione popolare all’amministrazione locale e le garanzie necessarie relativamente al tempestivo esame delle istanze dei cittadini ( art. 8 commi 3, 4, 5 del T.U.); inadeguati livelli di partecipazione della cittadinanza all’amministrazione della cosa pubblica.
 

Da questo elenco, parziale e sicuramente implementabile, si evince chiaramente che la decennale consiliatura di Giorgio Nardone, al di là dei dettagli relativi all’ordinaria amministrazione, non ha lasciato, oltre ai monumenti, alcuna operazione che possa essere riconducibile agli interessi della collettività né nel campo della produzione di lavoro né nella partecipazione della cittadinanza alla vita amministrativa né nell’ottica della vivibilità del paese.
 

I molti punti sopra evidenziati, tutti negativi, invece, lasciano irrisolti, a partire dai risultati delle indagini sull’incendio del capannone Barletta al depuratore di Gianguarriello, una serie di problematiche tutt’ora in essere che determinano grave nocumento per la collettività.
 

La Rete delle Rose Rosse Campania, perseguendo la legalità sul territorio, augura, ovviamente, a Giorgio Nardone, di provare la propria innocenza nei provvedimenti che lo vedono indagato ma, nel contempo, chiede, in ossequio alla trasparenza, al Sindaco e all’Amministrazione Comunale uscente che si faccia, alla fine della consiliatura, un reale, concreto e soprattutto documentato bilancio consuntivo rispetto ai punti di cui sopra.
 

Nel contempo, opererà sul territorio affinché i cittadini e le cittadine possano conoscere quali sono le reali iniziative, ammesso che ve ne siano, messe in atto dall’amministrazione ancora in carica per risolvere tutti i problemi elencati".

 

 

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