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Sindacati

‘La Cassa integrazione per i lavoratori dei consorzi rifiuti era un bluff’

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Dal coordinatore regionale della FLAICA CUB, Marcello Amendola, giunge sui tavoli delle redazioni una nota molto aspra nei confronti dell’atteggiamento tenuto, nello specifico, nel Sannio verso i lavoratori degli ex Consorzi Rifiuti. A detta del sindacato di base va ridisegnata l’intera situazione, con una precisa individuazione delle colpe e degli eventuali raggiri.
Di seguito diamo la nota integrale.
“La Regione Campania, a seguito del ricorso di sei lavoratori del Consorzio Rifiuti Benevento 1, ha chiesto all’INPS di sospendere la erogazione della Cassa integrazione per tutti i dipendenti dello stesso consorzio perché si tratta di una procedura assolutamente irregolare. E’ noto, infatti, che la C.I.G. si applica solo ai lavoratori del settore privato e non ai lavoratori dei consorzi rifiuti che sono dipendenti pubblici. Solo i commissari liquidatori dei consorzi rifiuti della provincia di Benevento, gli amministratori locali e i dirigenti sindacali di CGIL, CISL e UIL hanno fatto finta di ignorare questa semplice norma ed hanno chiesto la Cassa integrazione per tutti i lavoratori del consorzio ai quali hanno fatto credere di aver agito nei loro interessi.
Ed invece, l’art. 13 della legge 26/2010 stabilisce che i consorzi avrebbero dovuto rivedere la Dotazione Organica, assumere stabilmente i lavoratori assunti entro il 31/12/2008, con precedenza per quelli in servizio alla data del 31/12/2001 e continuare a garantire il servizio. Così è successo in tutta la Campania tranne che in provincia di Benevento, dove i commissari liquidatori dei consorzi si sono inventati lo “stato di crisi” per licenziare illegittimamente i lavoratori, facendo poi finta di fare loro un favore con il riconoscimento della Cassa integrazione fino alla fine del 2010 prorogabile per tutto il 2011.
A cosa serviva questo bluff?
Di fatto è successo che mentre i lavoratori dei consorzi venivano costretti a non lavorare, gli Enti locali hanno affidato a ditte private il servizio di raccolta dei rifiuti. Insomma, si è fatto finta di chiudere una vertenza con i lavoratori dei consorzi per giustificare un’altra emergenza rifiuti con altri appalti a privati. Naturalmente a pagare sono i cittadini sempre attraverso le tasse.
Ora i commissari liquidatori dei Consorzi devono revocare i provvedimenti di sospensione dal servizio ed utilizzare i lavoratori stabilmente per il servizio di raccolta rifiuti, senza spendere altri soldi per gli appalti alle ditte private, in attesa che la Provincia renda operativa la SAMTE, società provinciale per il trattamento dei rifiuti che dovrà assumere i lavoratori dei Consorzi".

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