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CRONACA

Scuola, sono cominciate le agitazioni. Occupati gli Istituti superiori della città

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Dopo le mobilitazioni e le assemblee studentesche che hanno interessato la  giornata odierna, gli studenti hanno occupato gli istituti superiori della città: il Liceo Scientifico "Rummo", il Liceo Classico "Giannone", l’isituto Alberghiero "M.Polo", il Ragioneria "Alberti" ed il Magistrale "Guacci.

Proprio nel giorno in cui è in discussione il ddl Gelmini in Parlamento (ramo Camera), si è intensificata la protesta del mondo della conoscenza nel Paese.

E il primo riflesso in chiave locale è stata proprio l’agitazione nelle scuole. Sin dalle prime ore del mattino, portoni sbarrati già al Liceo Guacci in via Calandra.

Mentre, in zona Santa Colomba la protesta ha investito Alberghiero e MarcoPolo.

Anche lo Scientiico ha avviato la sua agitazione: in un’assemblea è stato letto il testo della riforma, poi gli studenti medi hanno deciso di avviare una manifestazione simbolica per "esprimere la solidarietà agli universitari in lotta – hanno detto i ragazzi -, ma anche la preoccupazione nostra, universitari di domani".

Intanto, nel centro città si è mosso il serpentone degli universitari. Dalla facoltà di Scienze gli studenti si sono portati lungo il corso Garibaldi, fino a piazza Roma, sede della Facoltà di Ingegneria, per poi proseguire fino a piazza Matteotti. L’aspetto anche goliardico del moto di ribellione si è espresso con un girotondo intorno al campanile della chiesa di S. Sofia, dove è stato apposto – a mo’ di firma – lo striscione: "No alla riforma", ed in un altro striscione, retto a mano ed inchiostrato a spray, dal significativo slogan: "Abbracciamo la cultura".

Un abbraccio simbolico a cui hanno preso parte tutti gli studenti e qualche ricercatore. "Speriamo di non dover assistere oggi ad un momento funesto per l’Università Italiana" ha dichiarato il prof. Davino, ricercatore di Ingegneria.

Ultima zona presidiata dagli studenti il Rettorato in Piazza Guerrazzi, dove sono giunti orgogliosamente riconoscendosi nel grido collettivo "il futuro siamo noi". Ma il Rettore non c’è "E’ a Roma a porgere la penna alla Gelmini" – sogghigna qulacuno e allora non resta che scrivere il proprio pensiero sugli striscioni innanzi alle varie facoltà. "La democrazia: e chi ce l’ha?"

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