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Camera di Commercio

Sannio, imprese in ritirata e nuove sfide: la Camera di Commercio punta su turismo, innovazione e accesso al credito nel 2027

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Il Sannio si prepara ad affrontare il 2027 con una doppia esigenza: difendere il proprio tessuto produttivo dalla progressiva contrazione del numero delle imprese e, contemporaneamente, individuare nuove traiettorie di sviluppo capaci di valorizzare le risorse economiche, culturali e produttive del territorio. È questa la fotografia che emerge dalla Relazione previsionale e programmatica 2027 della Camera di Commercio Irpinia Sannio, il documento che traduce gli indirizzi strategici dell’Ente in programmi e interventi per il prossimo anno.

Un documento che, pur riferendosi all’intera circoscrizione camerale, composta dalle province di Avellino e Benevento, offre elementi significativi per comprendere le prospettive del Beneventano. E soprattutto mette in evidenza una questione di fondo: le aree interne continuano a pagare un prezzo particolarmente elevato in termini di perdita di attività economiche, difficoltà di accesso al credito, fragilità delle microimprese e progressivo impoverimento demografico.

La programmazione camerale prova a rispondere attraverso tre direttrici: competitività delle imprese, sviluppo e valorizzazione del territorio, modernizzazione dell’Ente. Ma dietro il linguaggio della programmazione amministrativa si nasconde una sfida concreta per il Sannio: fare in modo che le risorse disponibili si traducano in aziende più solide, nuove opportunità occupazionali e maggiore capacità di attrarre investimenti e visitatori.

Il campanello d’allarme: il sistema imprenditoriale continua a restringersi

È probabilmente il dato più significativo dell’analisi economica contenuta nella relazione: tra il 2021 e il 2025 la provincia di Benevento ha perso il 4% della propria consistenza imprenditoriale, scendendo a un indice pari a 96 rispetto alla base 2021 fissata a 100.

Una contrazione superiore a quella registrata a livello nazionale, dove la flessione si è fermata all’1,7%, e più marcata anche rispetto al quadro regionale campano, sostanzialmente stabile al 99,5%.

Il dato sannita si inserisce in una dinamica che interessa complessivamente le aree interne, ma che assume una particolare rilevanza nei comuni più piccoli, dove la presenza di attività economiche rappresenta spesso un presidio fondamentale non soltanto per l’occupazione, ma anche per la tenuta sociale delle comunità.

La relazione richiama, a questo proposito, situazioni comunali caratterizzate da una progressiva erosione della base produttiva. Il caso di Cairano, in Irpinia, viene indicato come esempio particolarmente critico, con una consistenza imprenditoriale scesa sotto l’86% rispetto al 2021. Un riferimento che, pur non riguardando il Beneventano, rende evidente la vulnerabilità delle realtà periferiche.

Per il Sannio, il problema è particolarmente delicato perché si intreccia con lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la difficoltà di garantire un ricambio generazionale nelle attività economiche.

La perdita di imprese, infatti, non è soltanto una questione statistica. Significa meno servizi nei centri minori, minori occasioni di lavoro, una riduzione delle opportunità per i giovani e un progressivo indebolimento delle economie locali.

La Camera di Commercio individua nella polverizzazione delle microattività individuali uno dei principali fattori di fragilità. Molte iniziative imprenditoriali nascono come forme di autoimpiego, con capitalizzazioni limitate e una ridotta capacità di resistere agli shock economici, all’aumento dei costi e alla contrazione della domanda.

È su questo terreno che dovranno misurarsi gli interventi del 2027.

Imprese giovani, ma ancora troppo vulnerabili

Un altro indicatore importante riguarda la capacità delle nuove imprese di sopravvivere nel tempo.

L’analisi camerale prende in considerazione le attività nate tra il 2020 e il 2023 nell’intera circoscrizione Irpinia Sannio. Per le imprese avviate nel 2020, il tasso di sopravvivenza scende dal 93% a un anno al 70% dopo cinque anni. Per quelle nate nel 2021, la percentuale si attesta al 71% dopo quattro anni.

Più incoraggianti i risultati delle generazioni imprenditoriali successive: le imprese nate nel 2022 registrano una sopravvivenza dell’80% a tre anni, mentre per quelle del 2023 il dato sale all’84%.

Numeri che suggeriscono un miglioramento della capacità iniziale di resistenza, ma che non cancellano le difficoltà strutturali.

I primi tre anni di attività restano infatti la fase più delicata, quella in cui si concentra una quota consistente delle cessazioni. Per le imprese sannite, spesso caratterizzate da dimensioni ridotte e da una forte dipendenza dal mercato locale, diventa essenziale poter contare su servizi di accompagnamento, consulenza e assistenza finanziaria.

Non basta favorire la nascita di nuove attività: occorre aiutarle a consolidarsi, costruire una propria struttura organizzativa e raggiungere mercati più ampi.

Da qui l’importanza del servizio camerale Nuove Imprese, che nel 2027 proseguirà attraverso il portale SNI e i presidi territoriali. Il programma prevede un corso di nove ore dal titolo «Start! Dall’Idea al Business», due seminari dedicati ai finanziamenti e all’autoimpiego, venti colloqui individuali di primo orientamento e la pubblicazione di settanta notizie sulla piattaforma.

Un’attività che punta a rendere meno improvvisato il percorso di chi intende avviare un’impresa, offrendo strumenti di conoscenza e orientamento già nelle prime fasi del progetto.

La crisi aziendale: troppe chiusure, poca prevenzione

Il quadro si completa con i dati relativi agli eventi concorsuali e alle procedure che hanno interessato le imprese dell’intera area Irpinia Sannio.

Il report camerale registra 1.301 eventi procedurali riferibili a 1.075 imprese coinvolte. Rispetto al 2024 si osserva una diminuzione del 12,1%, ma il confronto con il 2023 restituisce una situazione meno rassicurante: gli eventi risultano infatti aumentati del 27,8%.

La flessione più recente, dunque, non equivale a un superamento delle difficoltà finanziarie accumulate negli ultimi anni.

L’elemento che desta maggiore preoccupazione è la prevalenza delle procedure di scioglimento e liquidazione rispetto agli strumenti alternativi di gestione della crisi. Le imprese sembrano arrivare spesso alla chiusura senza aver utilizzato in maniera sufficientemente tempestiva le possibilità di ristrutturazione e risanamento.

È un problema particolarmente rilevante per un territorio come quello sannita, nel quale la scomparsa di un’attività può avere conseguenze che vanno ben oltre il singolo imprenditore, soprattutto nei comuni con una presenza limitata di servizi e operatori economici.

La risposta individuata dalla Camera passa attraverso il rafforzamento del CEFIM, il Centro di Servizi Camerali per la Finanza e la Prevenzione delle Crisi, e dell’Osservatorio sulla Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Quest’ultimo coinvolge gli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti e dei notai di Avellino e Benevento, oltre all’ABI, con l’obiettivo di creare un punto di riferimento qualificato per imprese e cittadini.

Previsti anche uno Sportello Antiusura, Legalità e Finanza Etica, in collaborazione con Finetica ETS, e iniziative di sensibilizzazione sulla composizione negoziata della crisi.

La logica è intervenire prima che le difficoltà diventino irreversibili. Perché salvaguardare un’impresa in difficoltà significa anche proteggere competenze, occupazione e valore economico che altrimenti andrebbero perduti.

Credito e finanza: il CEFIM come strumento per le piccole aziende

L’accesso al credito rappresenta uno dei passaggi cruciali della strategia camerale.

La maggiore selettività degli istituti finanziari, insieme al costo ancora significativo del denaro e alle incertezze economiche, rischia di penalizzare soprattutto le aziende più piccole, che spesso non dispongono di strutture amministrative in grado di predisporre una documentazione finanziaria adeguata.

Nel 2027 il CEFIM sarà uno degli strumenti attraverso i quali la Camera intende intervenire su questa criticità.

In collaborazione con Innexta, saranno messi a disposizione servizi di valutazione economico-finanziaria attraverso la piattaforma Libra, percorsi formativi specialistici con SkillUp, consulenze personalizzate e incontri dedicati all’accesso alle agevolazioni.

Sono previsti inoltre webinar e laboratori pratici sulla pianificazione finanziaria, sulla gestione dei flussi di cassa e sulla prevenzione delle crisi aziendali.

A completamento del programma sarà pubblicato un bando voucher per le PMI, destinato a favorire l’accesso al credito e l’acquisizione di servizi specialistici.

L’obiettivo è accompagnare le aziende verso una gestione finanziaria più consapevole, aiutandole a presentarsi agli istituti di credito con bilanci, previsioni e programmi di investimento più strutturati.

Una questione decisiva per le piccole imprese sannite, che devono poter affrontare non soltanto le spese ordinarie, ma anche gli investimenti necessari per innovare, ampliare la propria attività e affrontare la trasformazione tecnologica.

Il Sannio agroalimentare guarda ai mercati internazionali

Tra i settori sui quali la programmazione camerale intende puntare con maggiore decisione figura l’agroalimentare, uno dei principali elementi identitari e competitivi del territorio.

Vino, produzioni tipiche, trasformazione alimentare e artigianato di qualità rappresentano un patrimonio che può trovare nuove opportunità attraverso l’internazionalizzazione.

La Camera intende proseguire nel sostegno alle imprese attraverso il progetto SEI, dedicato all’export, e la collaborazione con Promos Italia e ICE Agenzia.

Le attività comprenderanno l’individuazione delle aziende con potenziale esportatore, la valutazione della loro capacità di operare sui mercati esteri, percorsi di formazione e accompagnamento specialistico.

Particolare attenzione sarà riservata agli incontri B2B attraverso la piattaforma InBuyer, che consente di mettere in contatto le aziende locali con buyer internazionali selezionati.

Sul fronte dei contributi economici, sono previsti bandi a cadenza semestrale per l’erogazione di voucher destinati a sostenere la partecipazione delle PMI a fiere nazionali e internazionali.

La programmazione contempla inoltre la presenza a manifestazioni come Vinitaly, Cibus e Artigiano in Fiera, oltre agli appuntamenti di settore VitignoItalia e Cibo&Dintorni.

Per il Sannio, la prospettiva è particolarmente interessante. Il comparto vitivinicolo, le produzioni agroalimentari di qualità e le specialità locali dispongono di un potenziale commerciale che può essere ulteriormente valorizzato attraverso una presenza più strutturata sui mercati internazionali.

Non si tratta soltanto di partecipare alle fiere, ma di accompagnare le imprese nella costruzione di relazioni commerciali durature, nella conoscenza delle normative estere e nella diversificazione dei mercati di riferimento.

In questa direzione si inserisce anche il nuovo quadro di collaborazione tra Unioncamere e Ministero degli Affari Esteri, che punta a rafforzare il collegamento tra il sistema camerale e la rete diplomatico-consolare italiana.

Un’opportunità per le PMI sannite, che potranno beneficiare di un accompagnamento più completo nei percorsi di internazionalizzazione.

Turismo, la scommessa è fare sistema

Se l’agroalimentare rappresenta una delle principali risorse produttive del Sannio, il turismo costituisce una delle grandi opportunità ancora da sviluppare pienamente.

La relazione individua nella valorizzazione integrata del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico una delle priorità del 2027.

La strategia non si limita alla promozione delle singole attrazioni, ma punta alla costruzione di un’offerta territoriale coordinata, capace di mettere in relazione imprese ricettive, ristorazione, cantine, produttori, operatori culturali ed enti locali.

Il progetto triennale «Turismo Irpinia Sannio» proseguirà attraverso il rafforzamento delle reti territoriali e la collaborazione con le DMO, le organizzazioni di gestione delle destinazioni turistiche.

È previsto anche il Bando Voucher Turismo, rivolto alle imprese del settore per sostenere investimenti nell’innovazione, nella qualificazione dei servizi e nel miglioramento della competitività.

Uno degli strumenti individuati è il modello ISNART «Destinazione Eventi», attraverso il quale saranno mappate e valutate le principali manifestazioni territoriali.

L’obiettivo è trasformare gli eventi locali in occasioni di attrazione turistica, coinvolgendo organizzatori, imprese, amministrazioni e operatori del settore.

Per il Beneventano questo approccio potrebbe rappresentare un’occasione importante. Il territorio dispone di risorse culturali e paesaggistiche diversificate, di una tradizione enogastronomica riconoscibile e di manifestazioni che possono contribuire a costruire un calendario di appuntamenti capace di generare presenze e ricadute economiche.

La Camera intende inoltre valutare un progetto specifico per la valorizzazione dell’offerta enogastronomica ed enoturistica delle due province, attraverso press tour destinati a giornalisti e content creator e possibili iniziative di incoming rivolte a buyer e operatori turistici qualificati.

La sfida sarà superare la frammentazione dell’offerta. Il turista deve poter trovare un sistema organizzato di esperienze, itinerari, servizi e opportunità, non una semplice successione di attrazioni isolate.

In questo quadro si inserisce anche il progetto Mirabilia 2026-2027, che punta a valorizzare il patrimonio culturale e i siti riconosciuti dall’UNESCO, mettendoli in relazione con le produzioni tipiche e le eccellenze artigianali.

Intelligenza artificiale, il Sannio entra nella nuova frontiera dell’innovazione

Uno dei capitoli più innovativi della programmazione riguarda la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale.

La Camera riconosce che le micro e piccole imprese delle aree interne rischiano di rimanere indietro rispetto ai processi di innovazione che stanno modificando profondamente il sistema economico.

Per questo motivo intende rafforzare il Punto Impresa Digitale (PID), attraverso attività di informazione, formazione, valutazione del livello di maturità tecnologica delle aziende e accompagnamento agli investimenti.

Tra gli strumenti previsti figurano test di autovalutazione digitale e sostenibile, servizi di mentoring e collegamenti con università, centri di ricerca e Digital Innovation Hub.

Particolare attenzione sarà riservata all’intelligenza artificiale generativa, alle applicazioni aziendali dell’IA, alla cybersecurity e all’utilizzo dei Big Data.

La Camera riproporrà anche il Bando Voucher Doppia Transizione, destinato a sostenere gli investimenti delle PMI in tecnologie innovative, consulenza e formazione, con un’attenzione specifica all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale.

Ma la novità più significativa è rappresentata dall’Academy per l’Intelligenza Artificiale e l’Innovazione Sostenibile.

L’iniziativa, avviata attraverso un percorso di consultazione e coprogettazione, punta a mettere in relazione sistema universitario, ricerca, ITS Academy e imprese.

L’obiettivo è costruire un ecosistema territoriale dell’innovazione, capace di individuare le competenze richieste dal mercato e di offrire ai giovani opportunità formative e professionali qualificate.

Non si tratta soltanto di insegnare alle aziende a utilizzare nuovi strumenti tecnologici. La questione riguarda anche la possibilità di trattenere sul territorio competenze e professionalità che altrimenti rischiano di trasferirsi altrove.

Un ulteriore tassello è rappresentato dal MOOC gratuito «Intelligenza Artificiale e Trasformazione Digitale per le MPMI», realizzato in collaborazione con l’Università Telematica Giustino Fortunato e Societing Lab dell’Università Federico II di Napoli.

Il percorso comprende sei moduli per complessive trenta ore di formazione, con approfondimenti sull’IA applicata alla gestione d’impresa, il machine learning, l’intelligenza artificiale generativa, il prompt engineering, l’Internet of Things e le tecnologie di filiera.

La formazione sarà affiancata da laboratori territoriali tra Avellino, Benevento e il Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio.

Un progetto che punta a rendere accessibile l’innovazione anche alle aziende meno strutturate, evitando che la trasformazione digitale diventi un ulteriore fattore di divario competitivo.

Lavoro e giovani: colmare il divario delle competenze

La trasformazione tecnologica porta inevitabilmente con sé una questione occupazionale.

La relazione individua nel mismatch tra domanda e offerta di lavoro una delle criticità del sistema produttivo. Le imprese faticano a reperire figure professionali qualificate, mentre una parte dei giovani incontra difficoltà nell’individuare percorsi formativi coerenti con le opportunità offerte dal mercato.

La Camera intende rafforzare il raccordo tra scuola, università, formazione tecnica e sistema imprenditoriale, utilizzando anche i dati del Sistema Informativo Excelsior per individuare i fabbisogni professionali.

Tra gli strumenti valorizzati figurano le ITS Academy, considerate fondamentali per costruire percorsi di formazione specialistica più vicini alle esigenze delle imprese.

Sono inoltre previste iniziative di reskilling e upskilling, cioè aggiornamento e riqualificazione delle competenze dei lavoratori già inseriti nel mercato occupazionale.

Per il Sannio, la questione assume un significato particolare: la possibilità di offrire ai giovani percorsi professionali qualificati è strettamente legata alla capacità di contrastare lo spopolamento e rendere il territorio più attrattivo anche per nuovi investimenti.

Una Camera in trasformazione, ma il 2027 sarà anche l’anno della nuova governance

C’è infine un elemento istituzionale che accompagna l’intera programmazione.

La Camera di Commercio Irpinia Sannio, nata dalla fusione delle precedenti Camere di Avellino e Benevento nel luglio 2022, è ancora guidata da un Commissario straordinario.

Il percorso per il rinnovo del Consiglio camerale, avviato nel 2025 con la trasmissione degli atti alla Regione Campania, ha subito rallentamenti a causa dei ricorsi presentati da alcune organizzazioni di categoria davanti alla giustizia amministrativa.

La conclusione della procedura è attesa nel corso del 2027, anno nel quale dovrebbe quindi insediarsi la nuova governance.

Un passaggio importante, perché la futura amministrazione sarà chiamata a definire gli indirizzi di mandato e a consolidare le scelte strategiche per il prossimo ciclo.

La stessa relazione sottolinea che la programmazione è stata costruita con una struttura flessibile, proprio per consentire eventuali adeguamenti da parte dei nuovi organi amministrativi.

Sul piano organizzativo, l’Ente punta anche a rafforzare il proprio capitale umano e a proseguire il processo di digitalizzazione dei servizi.

Tra gli strumenti già operativi figura ISIA, l’assistente virtuale camerale, che nel primo quadrimestre del 2026 ha registrato 477 conversazioni e 2.651 messaggi, con un tasso di risposta del 91,8%.

Nel 2027 saranno ulteriormente sviluppati i servizi online, la gestione digitale delle pratiche, lo sportello web e le procedure automatizzate del Registro delle Imprese.

La vera sfida: trasformare la programmazione in sviluppo concreto per il Sannio

La Relazione previsionale e programmatica 2027 restituisce dunque un quadro articolato. Da una parte c’è un sistema economico che continua a mostrare segnali di fragilità, con una base imprenditoriale in contrazione, difficoltà di consolidamento delle nuove attività e una gestione della crisi aziendale ancora troppo spesso orientata alla liquidazione.

Dall’altra emergono opportunità legate all’innovazione, alla digitalizzazione, all’internazionalizzazione e alla valorizzazione turistica.

Per il Sannio, la partita si giocherà soprattutto sulla capacità di mettere in connessione queste diverse dimensioni. L’agroalimentare dovrà essere sempre più integrato con il turismo, le imprese dovranno essere accompagnate verso mercati più ampi, la formazione dovrà rispondere ai fabbisogni reali del sistema produttivo e l’accesso al credito dovrà diventare uno strumento di consolidamento, non soltanto di sopravvivenza.

Resta centrale anche la questione dei piccoli comuni, dove la perdita di un’attività commerciale o artigianale può accelerare la desertificazione economica e sociale.

La Camera di Commercio individua una serie di strumenti per intervenire su queste criticità. Il banco di prova sarà la loro concreta attuazione e, soprattutto, la capacità di raggiungere le imprese che hanno maggiormente bisogno di assistenza.

Il 2027 si presenta quindi come un anno di transizione su due fronti: economico, per un territorio chiamato a ripensare il proprio modello di sviluppo, e istituzionale, con l’atteso passaggio alla nuova governance camerale.

Per il Sannio non basterà difendere ciò che resta del tessuto produttivo. La vera sfida sarà creare le condizioni affinché fare impresa, investire, lavorare e costruire il proprio futuro in questa provincia torni a essere una scelta concreta e sostenibile.

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