AMBIENTE
Contrada Olivola, Benevento Partecipa chiede chiarimenti su megaimpianto fotovoltaico progettato su quasi 100 ettari
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“Immaginate quasi un milione di metri quadrati di territorio. Una superficie delle dimensioni di un intero quartiere cittadino. È questa – scrive Angela Tretola, presidente del Comitato Benevento Partecipa – l’estensione del progetto fotovoltaico Olivola presentato da RWE Renewables Italia e sottoposto alla valutazione ambientale ministeriale: circa 98 ettari, quasi 78 MW di potenza, oltre 112mila pannelli, una sottostazione elettrica e le relative infrastrutture di collegamento. La documentazione esaminata prevede anche l’estirpazione e la ricollocazione di 542 ulivi in diverse aree agricole di contrada Olivola, a ridosso della zona industriale.
Il 23 settembre 2026, con decreto dirigenziale n. 67, la Regione Campania ha autorizzato il progetto. Ma quanto territorio è stato effettivamente autorizzato? Il Comune su che basi ha fornito parere favorevole? Domande alle quali, sulla base degli atti oggi disponibili al Comitato, non abbiamo ancora risposta.
Una cosa, invece, è certa: la Provincia di Benevento aveva espresso un parere contrario, articolato e motivato. Aveva contestato il consumo di suolo agricolo, le incompatibilità con il Piano urbanistico comunale e con quello territoriale provinciale e gli effetti cumulativi degli impianti energetici già presenti o previsti nell’area. La Regione ha ritenuto di poter superare quel dissenso. Ma resta una questione fondamentale: come ha affrontato il Comune le incompatibilità segnalate dalla Provincia rispetto al proprio PUC? l decreto regionale – prosegue Tretola – riferisce di pareri favorevoli degli altri enti, senza consentire di ricostruire nel dettaglio la posizione comunale e le eventuali condizioni poste.
Benevento Partecipa ha quindi predisposto un’istanza di accesso agli atti per conoscere il parere espresso da Palazzo Mosti, le eventuali prescrizioni, le richieste di modifica o riduzione delle superfici e le planimetrie del progetto effettivamente autorizzato. Vogliamo sapere se il Comune abbia valutato la crescente saturazione delle contrade nord, la loro vocazione agricola e le conseguenze di un’ulteriore trasformazione del paesaggio. E se sono state imposte prescrizioni, quelle condizioni dovranno essere difese e verificate una per una. Prima che sia troppo tardi.
Non è una richiesta generica: il decreto regionale obbliga il proponente al rispetto delle prescrizioni e demanda espressamente al Comune, nell’ambito delle proprie competenze, sopralluoghi, verifiche in loco e attività di vigilanza. L’esperienza dell’impianto di biometano di contrada San Domenico deve servirci da lezione. Nel giugno 2026 l’ARPAC ha accertato difformità rispetto al progetto approvato e il mancato rispetto di prescrizioni ambientali quando l’impianto era già operativo. Il Comune è successivamente intervenuto disponendo la sospensione delle attività ma a cose già fatte e solo a seguito di reiterate proteste da parte degli abitanti della zona.
Non possiamo permettere che anche per Olivola si arrivi a verificare il rispetto delle prescrizioni soltanto dopo l’insorgere di criticità. I controlli devono essere programmati, tempestivi, documentati e resi conoscibili ai cittadini. Ma il vero problema va ben oltre il singolo impianto.
L’allarme sulla progressiva saturazione delle contrade settentrionali era già stato lanciato dal Comitato «Contrade Benevento Nord per la tutela del territorio – No BESS», che da tempo denuncia la concentrazione di infrastrutture energetiche sui terreni agricoli, chiedendo maggiore attenzione e interventi concreti alle istituzioni. Una preoccupazione che Benevento Partecipa condivide e rilancia.
Il portale SITI FER della Provincia censisce nel Comune di Benevento 20 iniziative fotovoltaiche e 21 sistemi di accumulo BESS, in differenti fasi amministrative. I dati riguardano l’intero territorio comunale, ma la cartografia mostra una significativa concentrazione proprio nelle contrade nord. E attenzione: non parliamo di terreni abbandonati o inutilizzati. Parliamo di campi coltivati, uliveti, vigneti, aziende agricole, abitazioni. Di un territorio che rischia di perdere progressivamente la propria identità sotto il peso di autorizzazioni considerate una alla volta.
Quante altre installazioni potranno sopportare queste contrade? Quanto terreno agricolo resterà libero? E soprattutto, chi sta governando questa trasformazione?
Non basta autorizzare. Occorre valutare gli effetti complessivi, prevenire la saturazione e dotarsi di strumenti che consentano di difendere concretamente il territorio.
Chiediamo al Comune di Benevento e alla Provincia – conclude la nota – di fare quadrato. Di aprire immediatamente un tavolo operativo con la Regione Campania e, per quanto di competenza, con il MASE. Di mettere insieme dati, strumenti urbanistici, pianificazione territoriale e controlli, individuando tutte le misure consentite dalla legge per tutelare le contrade nord e governare le future trasformazioni.
Alla Regione chiediamo particolare attenzione alla concentrazione degli impianti nelle prossime istruttorie. Alla Provincia di garantire un monitoraggio costante e l’aggiornamento del proprio sistema informativo. Al Comune di chiarire quale visione abbia per il futuro di questa parte della città e di esercitare pienamente le proprie responsabilità di vigilanza. C’è poi una questione di trasparenza che non intendiamo lasciare senza risposta. RWE Renewables Italia è la stessa società individuata come sponsor della scultura di Mimmo Paladino prevista davanti alla stazione ferroviaria di Benevento, per un finanziamento annunciato di 183mila euro, IVA compresa. Un rapporto pubblico e documentato che non dimostra irregolarità, ma che rende ancora più importante conoscere integralmente gli atti e le valutazioni dell’amministrazione comunale sul progetto Olivola.
Non siamo contrari alla transizione energetica. Siamo contrari a una trasformazione del territorio che rischia di procedere senza una visione d’insieme, senza sufficienti strumenti di tutela e senza un controllo effettivo delle prescrizioni. Le contrade nord non sono spazi vuoti su una mappa. Sono una parte dell’identità di Benevento, del suo paesaggio e della sua economia agricola. Difenderle non può essere una battaglia lasciata ai soli cittadini. Deve diventare una responsabilità condivisa delle istituzioni. Questa è l’ultima chiamata prima che sia troppo tardi”.


