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Comune di Benevento

Miasmi, schiuma nel Calore e criticità ambientali: è scontro in Consiglio comunale a Benevento

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Miasmi a contrada San Domenico e nell’area di Ponte Valentino, schiuma nel fiume Calore con conseguente morte della fauna ittica e altre criticità ambientali che da settimane alimentano le segnalazioni dei cittadini. È su questo terreno che questa mattina si è consumato lo scontro tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale a Benevento.

Il tema era inserito al tredicesimo e ultimo punto all’ordine del giorno, con la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto dedicato proprio agli argomenti in questione.

Una collocazione che ha fatto scattare la protesta delle forze di opposizione, che hanno contestato tempi e modalità della discussione. I consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula all’inizio della seduta, per poi rientrare al momento della trattazione del punto dedicato alle questioni ambientali. La protesta si è inserita in un clima già segnato dalle polemiche sulla gestione delle segnalazioni relative ai cattivi odori, mentre il Comitato civico San Domenico continua a chiedere dati, controlli e maggiore trasparenza sugli atti.

A ricostruire gli iter seguiti dall’amministrazione sono stati, carte alla mano, i dirigenti comunali Maurizio Perlingieri e Antonio Iadicicco. Sulla vicenda ha quindi relazionato in aula l’assessore comunale all’Ambiente Oberdan Picucci, chiamato a rispondere alle contestazioni dell’opposizione.

Moretti: “Città alle prese con emergenze, servivano risposte”

Dai banchi dell’opposizione, il consigliere di Civico22 Angelo Moretti ha contestato innanzitutto la scelta di collocare il tema ambientale in fondo all’ordine del giorno.

“Non possono mettere un argomento del genere insieme ad altri 12 argomenti”, ha affermato Moretti, richiamando la presenza tra i punti della seduta anche di diverse proposte di cittadinanza onoraria. Per il consigliere, la città sarebbe invece alle prese con una serie di questioni che richiedevano una discussione immediata e approfondita.

Moretti ha citato, tra le altre cose, le vicende giudiziarie, la situazione di alcune scuole e quella del fiume Calore, oltre alle segnalazioni sui cattivi odori in diversi quartieri. “Di fronte a questi episodi – ha sostenuto – non è possibile che l’opposizione consiliare chieda e ottenga una convocazione nei termini dello Statuto e poi venga messa al tredicesimo punto”.

Il consigliere ha quindi accusato l’amministrazione di non aver fornito risposte sufficienti e ha posto l’accento sulla necessità di rendere maggiormente accessibili gli atti e le informazioni relative agli interventi messi in campo.

La richiesta, dunque, è quella di spostare il confronto dalle polemiche politiche ai documenti, agli accertamenti e alle responsabilità istituzionali: “Oggi bisognava concentrarsi molto sulle risposte che l’amministrazione deve alla cittadinanza”, ha concluso Moretti.

Picucci: “Il Comune ha fatto ciò che doveva”

A replicare è stato l’assessore all’Ambiente Oberdan Picucci, che ha respinto le accuse di inerzia da parte dell’amministrazione.

“Parliamo sicuramente di un argomento molto importante che merita chiarezza, ma non merita strumentalizzazione e non merita allarmismi”, ha esordito Picucci, rivendicando il lavoro svolto dal Comune.

“Tutto ciò che il Comune doveva fare l’ha fatto e l’ha fatto in maniera tempestiva”, ha aggiunto l’assessore, ricordando però la distinzione tra il ruolo dell’amministrazione comunale e quello degli organismi tecnici e giudiziari.

“Il Comune non è l’organismo tecnico, non è l’Asl, non è l’Arpac, non è l’organo inquisitorio, non è la Procura della Repubblica”, ha sottolineato Picucci. Il compito dell’Ente, secondo l’assessore, è stato quello di ricevere le segnalazioni, attivare le verifiche attraverso gli organismi competenti e trasformare gli elementi raccolti in dati tecnici sui quali intervenire.

Un passaggio che, ha spiegato Picucci, si sarebbe però intrecciato con l’indagine della Procura della Repubblica. Ed è proprio il vincolo investigativo uno degli elementi richiamati dalla maggioranza per spiegare la mancata divulgazione di alcuni atti.

“Ciò che non è stato comunicato alla città è perché a nostra volta non l’abbiamo ricevuto dagli organi tecnici proprio per copertura del segreto istruttorio”, ha detto l’assessore, assicurando che tutto quanto nella disponibilità dell’amministrazione è stato comunicato “in maniera tempestiva e completa”.

La questione dei miasmi resta aperta

Il confronto in aula arriva mentre le segnalazioni dei residenti sui miasmi continuano a interessare San Domenico e le contrade di Benevento Nord. E sullo sfondo resta anche la vicenda del fiume Calore, richiamata dalla stessa richiesta di Consiglio comunale aperto. La seduta odierna ha così riunito in un unico confronto istituzionale le diverse questioni ambientali che negli ultimi mesi hanno alimentato proteste, richieste di chiarimenti e sollecitazioni agli enti preposti.

Per Picucci, tuttavia, il Comune resta in attesa dei dati necessari per compiere ulteriori valutazioni: “Dopo quei dati ci muoveremo per capire tante cose, con la cooperazione istituzionale, con il rispetto istituzionale e con il rispetto per la Procura che sta facendo il suo compito”.

Il confronto politico, dunque, resta aperto. Da una parte l’opposizione chiede maggiore tempestività, efficacia e trasparenza; dall’altra la maggioranza rivendica di aver seguito gli iter di propria competenza e richiama i limiti imposti dalle competenze degli altri enti e dall’indagine in corso. Nel mezzo restano le segnalazioni dei cittadini e la richiesta di conoscere, attraverso atti e dati, origine e soluzioni delle criticità ambientali.

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