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San Giorgio La Molara, il Comune cerca tra i dipendenti un direttore per il Museo de’ la Terra

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Prima di rivolgersi all’esterno, il Comune di San Giorgio La Molara guarda al proprio organico per individuare il futuro direttore del Museo civico “Museo de’ la Terra”, ospitato nello storico complesso dell’ex convento dei Domenicani.

L’Amministrazione comunale ha infatti pubblicato un avviso interno di ricognizione finalizzato a verificare la presenza, tra i dipendenti dell’Ente, di una professionalità in possesso delle competenze necessarie per assumere l’incarico.

La procedura nasce dagli indirizzi approvati dal Consiglio comunale con la deliberazione numero 25 del 23 giugno 2026, con la quale è stato approvato il nuovo Regolamento/Disciplinare del Museo e sono state indicate le modalità per il successivo conferimento dell’incarico di direttore. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di affidare la direzione per un anno, eventualmente rinnovabile, in una fase definita dall’avviso come sperimentale e transitoria, dedicata all’organizzazione, alla valorizzazione e alla programmazione delle attività museali.

Un ruolo tra cultura, ricerca e organizzazione

Il direttore, secondo quanto previsto dal regolamento del Museo, non avrebbe una qualifica di ufficio dirigenziale, ma dovrebbe garantire la direzione scientifica, culturale e organizzativa della struttura.

Tra i compiti indicati figurano la cura dell’identità e della missione del “Museo de’ la Terra”, il supporto alla programmazione di attività culturali, espositive, didattiche e divulgative, la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del territorio e la collaborazione alle attività di conservazione, ordinamento, inventariazione e documentazione delle collezioni.

Al direttore spetterebbe inoltre proporre iniziative, mostre, eventi e percorsi di fruizione, mantenere rapporti con scuole, università, associazioni e istituzioni culturali e collaborare alla comunicazione e alla promozione del museo.

Particolare attenzione viene riservata anche alla coerenza delle iniziative ospitate nella struttura con la missione del museo e con le esigenze di tutela dell’edificio e dei beni custoditi.

Le funzioni propriamente gestionali, amministrative, contabili, negoziali e provvedimentali, precisa il Comune, resteranno invece in capo al Responsabile dell’Area competente.

I requisiti richiesti

L’avviso non individua un unico titolo di studio obbligatorio, ma indica una serie di ambiti ritenuti coerenti con le caratteristiche del museo: cultura, storia, arte, architettura, archeologia, demoetnoantropologia, turismo culturale, archivistica e biblioteconomia, oltre ad altri percorsi formativi compatibili con la natura della struttura.

Tra gli elementi che potranno essere presi in considerazione ci sono anche le esperienze nella gestione o promozione di attività culturali e museali, nell’organizzazione di mostre, iniziative didattiche e divulgative, nonché la conoscenza del patrimonio storico, artistico e culturale di San Giorgio La Molara e dell’area del Fortore.

Rileveranno inoltre le capacità organizzative e relazionali e le esperienze nei rapporti con enti pubblici, associazioni, scuole, università e istituzioni culturali.

La scadenza è il 20 settembre

I dipendenti comunali interessati dovranno presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 23:59 del 20 settembre 2026.

Alla domanda dovranno essere allegati il curriculum vitae aggiornato e sottoscritto, una breve relazione sulle competenze e sulle esperienze maturate e, eventualmente, una proposta sintetica di attività per il periodo semestrale. È prevista anche la possibilità di essere convocati per un colloquio conoscitivo.

La valutazione sarà effettuata dal Responsabile dell’Area I e, precisa il Comune, non si tratta di un concorso: non sarà formata una graduatoria e la ricognizione non vincola l’Amministrazione al conferimento dell’incarico.

Se non ci sarà una professionalità interna

Il passaggio previsto dall’avviso è particolarmente rilevante: la ricognizione rappresenta infatti il primo passaggio prima di un eventuale ricorso a una procedura esterna.

Al termine della verifica, il Comune dovrà accertare se esista o meno una professionalità interna idonea e utilizzabile. Solo qualora venga accertata l’impossibilità oggettiva di utilizzare personale dell’Ente, l’Amministrazione potrà procedere con una procedura comparativa pubblica rivolta a professionisti esterni, secondo quanto previsto dall’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 165 del 2001.

L’avviso, dunque, apre formalmente la fase di ricognizione interna per una figura destinata ad avere un ruolo centrale nella programmazione e nella valorizzazione del “Museo de’ la Terra”, lasciando successivamente aperta, in assenza di professionalità interne utilizzabili, la strada della selezione pubblica esterna.

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