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POLITICA

ZES, Barone (Lega): “Serve una misura specifica per le aree interne, non un’estensione indistinta a tutta Italia”

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“Il confronto sulla ZES, promosso nell’ambito dell’iniziativa della Lega “A Tua Difesa”, con Riccardo Molinari, Gianpiero Zinzi, Nicola Ottaviani e Giosy Romano, ha confermato quanto questo strumento possa essere importante per sostenere investimenti e sviluppo. La proposta di estendere il modello ZES a tutto il territorio nazionale apre una riflessione importante”. Così Luigi Barone, responsabile Coesione territoriale e ZES della Lega

“Credo però serva uno strumento ancora più mirato: una vera “ZES Aree Interne”, applicabile alle aree interne di tutta Italia e costruita sulle esigenze specifiche dei territori che oggi soffrono maggiormente lo spopolamento, la perdita di servizi e la riduzione delle opportunità economiche.

Parliamo di una parte enorme del nostro Paese: i Comuni delle aree interne rappresentano circa il 50% dei Comuni italiani. Una realtà che interessa l’intero territorio nazionale e che ci impone di cambiare anche il modo con cui guardiamo ai divari territoriali.

Oggi il divario italiano non è più soltanto quello tra Nord e Sud. È sempre di più il divario tra territori capaci di attrarre investimenti, imprese, capitale umano, giovani e famiglie e territori che, invece, perdono popolazione, competenze, attività economiche e opportunità. Una frattura che attraversa il Paese da Nord a Sud.

Il principale problema delle aree interne, infatti, non è soltanto economico. È prima di tutto demografico. Negli ultimi dieci anni le aree interne hanno perso circa 700 mila residenti, quasi il 5% della loro popolazione, con una riduzione ancora più marcata nei territori più periferici. Intere comunità continuano a perdere abitanti, soprattutto giovani, perché mancano occasioni di lavoro, prospettive di crescita e condizioni sufficientemente attrattive per costruire lì il proprio futuro.

Lo spopolamento non si combatte soltanto garantendo servizi, ma anche creando economia. Se un territorio non offre lavoro, investimenti e prospettive, sarà sempre più difficile convincere un giovane a restare, una famiglia a costruire lì il proprio futuro o qualcuno a tornare dopo essere andato via.

Per invertire questa tendenza non bastano interventi assistenziali. Bisogna creare le condizioni perché imprese, investimenti, occupazione e capitale umano tornino nelle aree interne. È da qui che può partire una vera inversione della tendenza demografica.

Una ZES specifica per questi territori potrebbe essere uno strumento decisivo. Dovrebbe prevedere una semplificazione amministrativa ancora più spinta, tempi autorizzativi certi e procedure accelerate per chi sceglie di investire nei piccoli Comuni e nelle zone interne.
Accanto alla semplificazione serve un incentivo realmente accessibile al tessuto produttivo locale. Per questo proponiamo di abbassare a 50 mila euro la soglia minima di investimento per accedere al credito d’imposta, così da permettere anche alle micro e piccole imprese, che rappresentano una parte fondamentale dell’economia di questi territori, di utilizzare concretamente lo strumento.

La questione demografica e quella economica sono strettamente legate: senza lavoro non si fermano lo spopolamento e l’emigrazione dei giovani; senza imprese e investimenti non si crea nuovo lavoro.

Per questo la ZES Aree Interne può diventare molto più di una misura fiscale. Può rappresentare una vera politica nazionale di riequilibrio territoriale, capace di rendere conveniente investire dove oggi è più difficile farlo, attrarre nuovo capitale umano e restituire una prospettiva a comunità che rischiano progressivamente di svuotarsi.

La nuova sfida del Paese è ridurre la distanza tra l’Italia che attrae e l’Italia che si spopola. Se vogliamo far ripartire le aree interne, dobbiamo tornare a renderle luoghi nei quali conviene investire, lavorare, vivere e mettere su famiglia. Una ZES pensata specificamente per questi territori può essere uno degli strumenti più efficaci per raggiungere questo obiettivo”, conclude Barone. 

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