POLITICA
Coraggio Dem: “Il PD che vota a destra dovrebbe solo dimettersi”
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“La scena indecorosa di un Partito Democratico sannita che, in larga parte, alle Provinciali ha votato la destra, sia nel Comune capoluogo, sia in altri Comuni ove la Segretaria si è recata ed è stata mandata personalmente, accompagnata da altri dirigenti, a fare campagna elettorale per il candidato della destra, nonchè le vicende indecorose che stanno andando in scena in queste ore con uno scontro aperto tra fazioni, alimentato anche da chi dice di essere disposto a restituire la tessera ma in realtà rappresenta il principale responsabile del declino del Pd sannita, unitamente al gruppo unico di sua espressione, stanno ridicolizzando e pongono la pietra tombale sul Pd Sannio, sulla sua stessa credibilità e tenuta. Ed hanno oltraggiato oltre i confini provinciali e regionali anche il Pd nazionale e la segretaria Elly Schlein”. Così in una nota il fondatore Giovanni Palmieri e il coordinamento di Coraggio Dem Sannio
Dopo essersi resi responsabili del calpestamento dei valori e degli ideali che, prima di tutto, prima di meri calcoli personalistici e di bottega, dovrebbero muovere l’azione politica, essendo inconcepibile che chi si professa democratico e di sinistra voti la destra anziché astenersi, e addirittura poi renda interviste di una gravità inaudita in cui “minaccia ed avverte” gli avversari che hanno portato alla luce l’evidenza, resta una sola scelta seria: le dimissioni!
Dimissioni che dovrebbe rassegnare la Segretaria per conto d’altri Marcantonio per aver tradito la linea di un Partito Democratico e di sinistra, unitamente alla segretaria cittadina Razzano che ha implicitamente avallato il voto alla destra.
Dimissioni per l’ispiratore della suddetta linea, votante in qualità di consigliere di Castelfranco in Miscano prima di dimettersi il giorno dopo, nonchè componente dell’Assemblea Provinciale, capo del poco che resta dell’attuale Pd sannita, Del Basso De Caro.
Dimissioni per il consigliere Moretti, nominato componente esterno della Direzione del Partito che aveva addirittura dichiarato il suo voto per la Destra. Dimissioni per i consiglieri del gruppo Pd della città di Benevento e di numerosi altri Comuni che hanno votato la Destra.
Dimissioni dall’Assemblea Provinciale che ancora si attendono anche da parte dell’ex segretario provinciale del PD condannato e sospeso dai pubblici uffici in virtù della legge Severino, quantomeno per una questione di opportunità, come dovrebbe essere nel PD, in attesa dei successivi gradi di giudizio.
Dimissioni da parte dei dirigenti e componenti delle commissioni di garanzia che hanno condiviso ed accettato tale linea. E di quelli che sono stati complici (tra essi anche Antonella Pepe) nello svolgimento del Congresso Provinciale svoltosi all’insegna di violazioni sulle quali stiamo facendo luce, faremo luce e pretenderemo chiarezza fino in fondo, sino ad interpellare se necessario la magistratura ed i vertici nazionali del PD che a questo punto speriamo intervengano una volta per tutte.
Auspichiamo la presa d’atto definitiva della fine del ciclo politico di questo gruppo ormai unico del Pd sannita. Auspichiamo altresì che tutti i componenti dell’attuale gruppo dirigente che non si riconoscono più in questo PD e che non hanno responsabilità in merito alla deriva totale in cui il PD sannita è stato trascinato (dal Congresso al voto provinciale).
Ci appelliamo a costoro e a tutti i componenti responsabili degli organismi, segretari di circolo e militanti affinchè, in maniera responsabile appunto, si dissocino immediatamente, dimettendosi e chiedendo le dimissioni dei responsabili e di coloro che hanno votato la Destra i quali, in un partito serio, andrebbero in realtà espulsi!
Chiediamo la convocazione di un’assemblea pubblica, aperta, sia alla base, sia ai militanti, sia alla stampa, perché un partito non può essere l’associazione privata di un gruppetto di poche persone, ormai totalmente disconnesso dalla realtà, dai problemi, dai destini della gente, di cui dovrebbe occuparsi.
Infine, nel condannare lo scontro in atto in queste ore tra alcuni protagonisti della politica sannita, alimentato dall’odio e dalle avversioni personali di alcuni, auspichiamo che si ritorni ad una politica che abbia a cuore le sorti dei territori e delle persone, ragion per cui non è più rinviabile una nuova fase che passa dalle dimissioni o comunque dall’azzeramento di questo PD che non può più essere diretto e rappresentato da chi da almeno dieci anni ad oggi lo ha distrutto, lasciando solo macerie.
Ci farebbe piacere, infine, conoscere la posizione del segretario regionale De Luca, il quale è silente da mesi, tace e non ha mai risposto sulla gestione del Congresso del Pd sannita e, dopo un atto così grave da parte di una larga parte del PD sannita e dirigenti di primo piano che hanno votato la Destra, in prima battuta, lunedì 27 luglio u.s., dopo il voto ha rilasciato una dichiarazione in cui nel fare gli auguri al Presidente della Provincia, tra l’altro affermava: “Il voto consegna un importante messaggio politico alternativo alla destra, che tutte le forze del centro sinistra sono chiamate a raccogliere con responsabilità in vista delle future sfide amministrative.”
Per poi rendersi conto solo dopo, forse, che da parte di larga parte del PD Sannita vi era stato un voto alla Destra. Per quale ragione il segretario regionale non ha condannato gli esponenti sanniti del suo partito addirittura uscendo con una dichiarazione unitaria insieme alla segretaria provinciale Marcantonio? Perché il segretario regionale non ha preso posizione neanche dopo che qualcuno gli avrà pur spiegato l’accaduto? Perché ancora una volta si è limitato a “coprire” il PD sannita che ha votato a Destra? Avendo il PD locale in tal modo oltraggiato anche il PD nazionale che combatte la Destra? Perché non è intervenuto immediatamente dopo per sfiduciare il PD sannita. Ecco, sarebbe il caso di chiarirlo. E sarebbe il caso che il segretario regionale De Luca, ora, sia il primo a scaricare il Pd Sannita e ad invitare questo gruppo che lo sta portando alla distruzione alle dimissioni”, conclude la nota.




