CRONACA
Frode bonus edilizi, maxi sequestro da 160 milioni: coinvolte anche 29 persone residenti nel Sannio
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C’è anche il Sannio al centro della vasta inchiesta della Procura di Salerno che ha portato a un sequestro preventivo di circa 160 milioni di euro nell’ambito di presunte frodi sui bonus edilizi.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza, tra le oltre 240 persone fisiche e giuridiche coinvolte figurano anche 29 residenti tra Benevento e la provincia, inseriti in un più ampio sistema che si estende su tutto il territorio nazionale.
L’operazione, disposta dal GIP di Salerno, ha interessato numerose regioni italiane e riguarda presunti illeciti legati a Bonus facciate, Superbonus 110%, Ecobonus e Sismabonus.
Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un sistema strutturato di frode basato su circa 80 società fittizie, utilizzate per simulare lavori di riqualificazione edilizia mai effettivamente realizzati su circa 200 immobili. Tra questi figurano anche beni riconducibili agli stessi indagati e immobili di privati cittadini e amministrazioni comunali, considerati estranei ai fatti.
Al centro dell’organizzazione ci sarebbero due professionisti contabili, ritenuti gli ideatori del meccanismo fraudolento: attraverso la costituzione delle società e l’accesso alla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la cessione dei crediti, avrebbero generato crediti d’imposta fittizi, poi monetizzati o utilizzati in compensazione fiscale.
Le indagini hanno inoltre portato alla luce una società salernitana già coinvolta in procedimenti per bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, che avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 335 milioni di euro.
Contestati anche episodi di riciclaggio per circa 17 milioni di euro, con trasferimenti di denaro anche verso l’estero, in particolare in Cina, India e Pakistan. L’inchiesta, ancora in corso, punta ora a chiarire il ruolo dei singoli indagati e l’effettiva entità del danno erariale.



