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La realtà penitenziaria nel Sannio: il garante Ciambriello presenta la Relazione Annuale 2025

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Domani 13 maggio alle ore 11:00 , presso l’ Aula Consiliare di “Palazzo Mosti”, in Via Annunziata n. 138 (Benevento) , il Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello , presenterà la Relazione Annuale 2025 dedicata ai numeri regionali e alla realtà della provincia di Benevento dei luoghi di privazione della libertà personale.

L’iniziativa offrirà un’analisi approfondita del sistema penitenziario sannita, e di come questo si colloca in relazione alla realtà campana e nazionale. Oltre ai dati relativi ad istituti quali la Casa Circondariale “Michele Gaglione” di Benevento e l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, saranno esplorati nella presentazione anche il lavoro svolto dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) di Benevento, dalla REMS di San Nicola Baronia (dipendente dalla Procura di Benevento) ed il ruolo degli SPDC. Questo percorso permetterà di confrontarsi con le principali criticità che interessano il sistema dell’esecuzione penale, a partire dal sovraffollamento carcerario, dalla carenza di personale penitenziario e trattamentale, fino alle problematiche legate alla salute mentale, alle dipendenze patologiche, ai reati dei minori e agli eventi critici verificatisi negli istituti.

Dopo la relazione del Garante Ciambriello interverrà il Sindaco Clemente Mastella e saranno altresì presenti rappresentanti delle istituzioni politiche, giudiziarie, penitenziarie e i Garanti territoriali. Sono stati invitati a partecipare anche volontari penitenziari, avvocatura, operatori del privato sociale.

Il Garante campano Samuele Ciambriello dichiara: “ I numeri sul carcere devono servire non solo a fotografare le criticità, ma anche a costruire risposte più umane, dignitose e costituzionalmente orientate. Le carceri rappresentano lo specchio della qualità democratica di un Paese. Non possiamo abituarci al sovraffollamento, alla sofferenza psichica, alle centinaia e centinaia di tossicodipendenti in carcere, alla logica emergenziale, alla carenza di personale penitenziario e sociosanitario. Abbiamo bisogno di un sistema penitenziario che metta al centro la persona, la dignità, il trattamento e il reinserimento sociale. Investire nelle misure alternative al carcere, nelle figure socio-educative, in gesti di clemenza, significa costruire maggiore sicurezza e coesione sociale per l’intera comunità ”.

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