POLITICA
‘No all’aborto’, Avs contro il cartellone pubblicitario del CAV: ‘Benevento non può ripiombare nel Medioevo’
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“Non possiamo tacere dinanzi al cartellone pubblicitario apparso queste mattine in corrispondenza di una rotonda di ingresso alla città di Benevento, in una zona molto trafficata e vicina all’Ospedale.
Non si tratta di una comunicazione commerciale – scrive AVS Sannio – ma della peggiore propaganda ideologica di una sedicente “crociata cattolica”, in cui troneggia la scritta “No all’aborto”, accompagnata da un testo che associa ad una delirante, quanto offensiva metafora, la gioia della maternità a quella della promozione del Benevento calcio in serie B!
Non è la prima volta che simili “crociate”, evocanti il Medioevo, praticano un terrorismo psicologico nei confronti di donne che arrivano ad esercitare un proprio diritto, compiendo una scelta dolorosa e lacerante vissuta sulla propria pelle. Fino a qualche anno fa, il CAV (Centro di aiuto alla vita), a dispetto della legge, esercitava la propria propaganda presso l’Ospedale “Rummo” di Benevento nel reparto IVG (interruzione volontaria di gravidanza), distribuendo volantini con immagini di feti e ostentando cartelli dello stesso tenore, tendendo veri e propri “agguati” alle donne, giunte in quel reparto a conclusione di un lungo ed angoscioso iter procedurale presso i servizi pubblici.
Non potevamo rimanere in silenzio di fronte a un così volgare oltraggio di una legge dello Stato, la 194/1978, che tutela l’interruzione volontaria della gravidanza presso strutture sanitarie pubbliche.
Sarebbe, piuttosto, auspicabile per la cittadinanza leggere manifesti che pubblicizzino l’attività dei servizi e dei consultori pubblici, nella loro opera gratuita di assistenza, prevenzione e tutela della salute psicofisica delle donne.
Intanto, ricordiamo che per rendere la sanità pubblica più equa ed inclusiva e garantire concretamente il diritto di accesso delle donne all’interruzione volontaria della gravidanza, ostacolato da un’alta percentuale di obiezione di coscienza (63,4% la media nazionale tra i ginecologi), la Regione Campania, guidata da Roberto Fico, recependo le linee guida del Ministero della Salute emanate nel 2020, ha introdotto l’aborto farmacologico in day hospital e a domicilio fino alla nona settimana di gestazione, senza necessità di ricovero.
Con questa decisione, la Campania è diventata la terza Regione in Italia ad applicare pienamente un modello di IVG farmacologica e deospedalizzata, insieme al Lazio e all’ Emilia-Romagna. Se qualcuno intende tornare al Medioevo non è il benvenuto nella nostra città”, conclude AVS.



