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‘Contro la sostituzione della democrazia con i mercati’
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Collettivo autonomo studentesco, Collettivo autonomo universitario e L@p asilo 31 di Benevento, in occasione dello sciopero proclamato per oggi dalla Fiom hanno diffuso alla stampa questa loro riflessione.
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“Oggi anche noi siamo scesi in piazza a fianco della Fiom per sostenere lo sciopero di 8 ore indetto dai metalmeccanici. E’ una iniziativa di lotta decisa all’interno della mobilitazione di sole 3 ore indetta dalle confederazioni sindacali, CGIL CISL UIL, che hanno preso posizione contro la manovra economica decisa dal Governo Monti.
Il Piano Marchionne, esteso da Pomigliano ad ogni stabilimento parla infatti lo stesso linguaggio del taglio sulle pensioni, dell’aumento delle tasse sulla prima casa, dell’aumento dei costi della benzina e dell’Iva sui beni di consumo: far pagare ai più deboli il costo di una crisi provocata dai più forti.
In questa fase della crisi, quella che ha reso evidente in tutto il pianeta il regime di “dittatura della finanza” a cui il 99% della popolazione mondiale è sottoposta, a fronte di un 1% che si arricchisce a dismisura speculando sui debiti pubblici, il Governo Monti ha fatto capire, in continuità con il precedente governo Berlusconi, che si può concertare solo attorno ad un unico pensiero, quello delle ricette neoliberiste che hanno portato sul baratro l’idea di Europa sociale, a favore di una Europa delle banche e della concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi.
Sostituire la democrazia con “i mercati”, è l’esatta logica anche di Marchionne che, attraverso il ricatto della chiusura degli stabilimenti, impone la cancellazione di diritti e garanzie uguali per tutti. E’ necesaria un’unica battaglia per un nuovo welfare, dalla difesa del contratto nazionale al reddito di cittadinanza per le nuove tipologie del lavoro, noi mettiamo in discussione che la ricetta per affrontare la crisi possa e debba essere quella fornita dagli stessi che l’hanno provocata! Un paese con il debito pubblico gonfiato per oltre il 40% da spese militari, burocrazie, soldi elargiti per grandi opere inutili e che non si realizzeranno mai, stipendi e vitalizi milionari per i boiardi, notabili, manager e politici, deve tagliare cominciando dal basso, da chi ha meno? Perché? La crisi di sistema del capitalismo contemporaneo, che significa crisi economica, di democrazia, climatica, energetica, alimentare, dimostra che bisogna cambiare il sistema, ma i signori che oggi ci impongono sacrifici e miseria, non sono d’accordo, perché appartengono a quel sistema. Noi dobbiamo dire NO. Dobbiamo aprire una nuova stagione in questo paese che ridia speranza a tutti, che indichi un futuro e permetta a tutti di mettersi in cammino per raggiungerlo.
Per questo NO al piano Marchionne significa SI alla democrazia e ai diritti. NO al taglio di pensioni e innalzamento dei costi della vita significa SI a tassare i grandi patrimoni, le transazioni finanziarie almeno a livello europeo, i capitali nascosti nelle banche svizzere dai rentier, tagliare le spese militari, i costi delle grandi opere inutili, stipendi e vitalizi milionari della politica e dei manager di stato. NO alla precarietà significa contratto nazionale collettivo e introduzione attraverso reddito, detassazione, servizi di nuove misure per affrontare le tipologie di tutto il lavoro.
NO ai tagli per i comuni che costringono a privatizzare i servizi pubblici, SI alla gestione collettiva dei BENI COMUNI.
Dobbiamo unirci in una nuova opposizione per l’alternativa! Dalle fabbriche, alle scuole ed università, dai territori che resistono alla devastazione ambientale, dobbiamo ricostruire il nostro paese e l’Europa, con al centro il benessere collettivo, la giustizia, l’uguaglianza, la dignità umana”.



