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POLITICA

Nucleare, ‘mettiamoci una croce’: i motivi di un ‘Sì’

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Con lo spot ‘Nucleare: mettiamoci una croce, il 12 e 13 giugno fermiamo il nucleare’, è entrata nel vivo anche nel Sannio la campagna referendaria contro il nucleare in Italia! Legambiente Valle Telesina, all’interno della Maratona referendaria del 4 e 5 giugno 2011 ha organizzato questa mattina a Telese Terme (Benevento) un tavolo informativo in piazzetta Minieri, all’ingresso delle Terme, per informare i cittadini sulle ragioni dei referendum.
Dai contatti di questo sabato referendario a Telese Terme, l’impressione che gli ambientalisti hanno raccolto è che la stragrande maggioranza dei cittadini è contraria al nucleare. Molti hanno dichiarato di essere informati e di aver già deciso di andare a votare per i 2 si per l’acqua pubblica, il si netto contro il nucleare, e il si anche contro il legittimo impedimento. Mentre i giovani sono i più convinti e sicuri, alcuni anziani hanno manifestato il timore di sbagliare nel voto ed hanno richiesto un supplemento di informazioni sul numero di schede, e sulle modalità del voto. Qualcuno ha richiesto i materiali da distribuire.
“Per promuovere la partecipazione ai referendum del 12 e 13 giugno 2011, afferma Grazia Fasano, presidente di Legambiente Valle Telesina – e poter raggiungere il 50%+ 1 degli elettori, Legambiente chiede, a tutti coloro che tengono particolarmente a cuore le questioni che riguardano il servizio idrico e la produzione di energia pulita, di diffondere i tanti giusti motivi dei referendum su acqua e nucleare, tra amici, nei luoghi di lavoro e in famiglia, anche perché i sostenitori del nucleare stanno diffondendo tante false informazioni, prima tra tutte il costo delle energie rinnovabili rispetto al costo di una centrale nucleare”.
***
La scheda

Ecco quindi, in sintesi, i motivi del si per dire ‘no’ al nucleare di Legambiente.

PERCHÉ VOTARE SÌ AL REFERENDUM SUL NUCLEARE DEL 12 E 13 GIUGNO

IL NUCLEARE È UNA TECNOLOGIA PERICOLOSA
Come dimostrano la tragedia giapponese di Fukushima e il disastro di Cernobyl, non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.
LE CENTRALI RILASCIANO RADIOATTIVITÀ NELL’AMBIENTE ANCHE NEL NORMALE FUNZIONAMENTO
Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti. I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia. L’agricoltura e il turismo rischiano di essere pesantemente penalizzati.
LO SMALTIMENTO DEFINITIVO DELLE SCORIE È UN PROBLEMA IRRISOLTO
Le scorie sono molto pericolose e restano radioattive per decine di migliaia di anni. Non esiste al mondo un deposito definitivo per smaltirle in sicurezza per un periodo così lungo.
IL NUCLEARE È UNA FONTE ENERGETICA MOLTO COSTOSA
L’elettricità dall’atomo, considerando anche la dismissione delle centrali e lo smaltimento delle scorie, costa più delle altre fonti di energia. I maggiori costi inevitabilmente verranno scaricati nella bolletta dei cittadini.
IL NUCLEARE NON RIDUCE LE IMPORTAZIONI
Il nucleare produce solo elettricità (pari a solo il 25% dei consumi energetici dell’Italia) e non viene usato per alimentare il settore dei trasporti, produrre calore per l’industria e per gli edifici. Per questo non ridurrà in modo significativo le importazioni delle fonti fossili: infatti in Francia, noto paese nuclearista, il consumo procapite di petrolio è più alto che in Italia.
IL NUCLEARE PRODUCE POCHI POSTI DI LAVORO
Una centrale in costruzione produce 3.000 posti di lavoro, che si riducono a 300 nella fase di esercizio. In soli 10 anni la Germania può vantare 350.000 addetti nel settore delle rinnovabili, mentre in Italia al 2020 con le fonti pulite si potrebbero creare almeno 200mila posti di lavoro.
LE CENTRALI UTILIZZANO L’URANIO, MATERIA PRIMA IN VIA DI ESAURIMENTO
L’uranio è una materia prima che deve essere importata. È una risorsa limitata, disponibile in natura ancora per qualche decina di anni, come il petrolio e il gas.
LA LEGGE ITALIANA PREVEDE L’USO DELL’ESERCITO PER REALIZZARE LE CENTRALI
Grazie alla legge approvata nel 2009 il governo italiano può usare l’esercito per imporre al territorio la costruzione delle centrali nucleari, con inevitabili conflitti istituzionali e sociali.
L’AGENZIA PER LA SICUREZZA NUCLEARE È A FAVORE DELL’ATOMO
I membri dell’Agenzia, a partire dal presidente Umberto Veronesi, minimizzano ogni problema del nucleare, dallo smaltimento delle scorie all’insicurezza delle centrali. Sono quindi a favore dell’atomo: un interesse di parte come può garantire la sicurezza dei cittadini?
TRA I PAESI PIÙ INDUSTRIALIZZATI, L’ITALIA
È STATO IL PRIMO AD USCIRE DALL’ATOMO.
NEI PROSSIMI ANNI CI SEGUIRÀ
LA GERMANIA. PERCHÉ TORNARCI?
Legambiente è tra le 80 associazioni che hanno costituito il comitato referendario.

 

 

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