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Trasformazione dei contratti, stato di agitazione alla Maugeri di Telese Terme

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“Deciso lo stato di agitazione presso l’Istituto Scientifico di Telese Terme al termine di una nutrita e partecipata assemblea dei lavoratori indetta da CGIL FP, CISL FP IrpiniaSannio e UIL FPL. L’apprensione dei dipendenti scaturisce dalla decisione unilaterale da parte di ICS Maugeri di trasformare unilateralmente i contratti di lavoro.

Cresce di giorno in giorno – scrivono i sindacati – l’ansia e la preoccupazione dei lavoratori della struttura telesina che si occupa della cura di pazienti affetti da patologie post-acute e croniche invalidanti di natura neuromotoria, reumatologica-ortopedica, cardiovascolare, respiratoria e per grave obesità, esiti di gravi ustioni o traumi e piaghe da decubito, che non possono essere trattate in regime ambulatoriale o a domicilio, trovano nella struttura campana della Fondazione Salvatore Maugeri una risposta in ambito riabilitativo. La scelta dell’azienda risulta incomprensibile e dal sapore amaro considerata la disponibilità sempre dimostrata dai lavoratori verso l’Istituto soprattutto alla luce dei recenti forti sacrifici loro richiesti allorquando si è paventato l’orlo del fallimento e che anche grazie alla disponibilità dei propri dipendenti si sta superando.

E’ opportuno precisare che la struttura di Telese Terme subisce di riflesso la vicenda che ha coinvolto anni addietro la struttura centrale con sede in Lombardia e malgrado la situazione debitoria pesante, dal 2014 ICS Maugeri, anche attraverso un concordato preventivo, ha potuto intraprendere la strada per raggiungere la parità di esercizio finanziario. Ovviamente il piano di risanamento economico-finanziario nell’ambito della procedura di concordato per rimettere i conti in ordine non sarebbe stato possibile senza la collaborazione dei lavoratori che nel 2014 avevano accettato di rinunciare al 50% delle quote di produttività/incentivazione, a vedersi compensate le eventuali ore di straordinario attraverso recuperi, a subire il blocco del turn-over (mancata compensazione di tutto il personale cessato o assente a qualsiasi titolo).

Oggi il gesto di responsabilità, generosità e disponibilità, che portò ad un accordo sindacale di tre anni, ricevendo in cambio la teorica disponibilità a rivedere le cose nel caso la situazione fosse migliorata viene cancellato con un colpo di spugna da un comunicato che del management della Maugeri che prevede la modifica unilaterale del contratto dall’inizio di questo mese dimenticando che verso la fine del 2017 e dopo varie sollecitazioni, Maugeri confermava che avrebbe mantenuto i termini dell’accordo quadro (contratto di sanità pubblica). Si è passati da una prima proroga da dicembre a fine marzo 2018, poi ad una seconda proroga scaduta proprio a fine giugno.

Nel frattempo – continua la nota – c’è stata l’intesa per il contratto di sanità pubblica, che prevede degli incrementi di salario, il tutto con la ratifica della corte dei conti. Una situazione molto chiara con degli impegni economici (4 mln circa) che l’azienda conosceva, ma al momento di formalizzare i propri impegni, ICS Maugeri fa sapere di non poterli mantenere, anche a seguito di alcuni tagli governativi che abbasserebbero le previsioni di budget. Insomma, oggi che l’esercizio finanziario finalmente torna in equilibrio, la risposta di ICS Maugeri è del tenore opposto: non solo non si ritorna alle condizioni originali e non c’è adeguamento salariale, ma si prospetta il cambio dal comparto pubblico a quello privato, con il conseguente abbassamento degli stipendi e col peggioramento delle condizioni lavorative.

Dal 29 giugno scorso, dopo l’incontro fra l’Azienda e le rappresentanze sindacali, avvenuto a livello centrale in Lombardia, in tutti i centri (oltre una ventina in tutta Italia) – concludono le sigle – si sta procedendo ad effettuare assemblee con i lavoratori ed in tutte le strutture sino ad oggi dopo le assemblee è stato proclamato lo stato d’agitazione. Per i sopra citati motivi i dipendenti dell’ ICS Maugeri assieme alle rappresentanze sindacali di CGIL FP, CISL FP IrpiniaSannio e UIL FPL hanno proclamato lo stato di agitazione ed adesso si attende le risultanze dell’incontro con Prefetto e Azienda”.

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