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POLITICA

Interventi di edilizia scolastica, De Marco spiega le proposte di Liberi e Uguali

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“Oltre il 41% degli edifici scolastici (pari a 15.055) – scrive in una nota Angelo De Marco, candidato beneventano per LeU al collegio plurinominale per la Camera dei Deputati – si trova in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti; il 43% di questi risale a prima del 1976, e cioè a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica; solo il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica.

Per le scuole situate in zona sismica, – aggiunge – la situazione non è incoraggiante: solo un quarto ha l’agibilità statica, poco meno della metà il collaudo. In poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate).

Questi sono i dati ricavati dai Rapporti 2017 di Cittadinanzattiva e Legambiente. Emerge da questi la fotografia di un patrimonio edilizio scolastico di bassa qualità, con carenze significative di vario tipo, dalla messa in sicurezza antisismica all’adeguamento alle normative (circa 1 scuola su 2 non ha il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi).

Le proposte di Liberi e Uguali sul tema sono: L’anagrafe dell’edilizia scolastica va completata rapidamente insieme al finanziamento delle diagnosi statiche ed energetiche di tutti gli edifici, con l’obiettivo di avere entro il 2020 il fascicolo di fabbricato per ogni scuola d’Italia. Per programmare risorse e interventi, occorre in primis, un’anagrafe scolastica affidabile. Eppure oggi l’anagrafe è ancora incompleta (mancano all’appello ben 6.315 edifici, il 15% del totale) e imprecisa (ci sono 14.711 istituti registrati due volte) e riporta una zonizzazione del rischio vecchia, sostituita nel 2003 dall’attuale, complicando la lettura dei bisogni reali; occorre ridurre e semplificare le linee di finanziamento per la riqualificazione edilizia e stabilire priorità precise d’intervento basate sull’obiettivo, sull’età dell’edificio e sulla situazione di rischio dell’area su cui la scuola insiste. La vera sfida consiste nel promuovere un grande cantiere di innovazione, dove convogliare idee e risorse per progettare e realizzare spazi adatti a una moderna didattica, sicuri, accoglienti e sostenibili; piano triennale straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici: al fine di accelerare gli interventi di bonifica da amianto e di messa in sicurezza degli edifici scolastici, il Fondo unico per l’edilizia scolastica, di cui all’articolo 11, comma 4-sexies, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, deve essere adeguatamente incrementato di almeno 3 miliardi di euro all’anno per un triennio”.

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