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CULTURA

Dall’anoressia alla poesia: i “Sogni d’un amore perduto” del giovane sannita Frasca

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L’arte come catarsi. I versi di una poesia diventano lo strumento per liberare l’anima e lasciarla ‘danzare’, libera dai condizionamenti e dalle pressioni della quotidianità.

I “Sogni d’un amore perduto”, del 18enne sannita Matteo Frasca, sono questo: un viaggio tortuoso tra sentimenti, ambizioni, delusioni e rinascite. Emozioni che il giovanissimo scrittore ha racchiuso in un libro, disponibile in versione e-book e presentato lo scorso 8 giugno a San Giorgio del Sannio.

Una raccolta di poesie, ma non solo. Il volume è una sorta di autobiografia in versi. Ogni composizione è un pezzo della storia di Frasca: l’infanzia tormentata, l’adolescenza e il primo amore non corrisposto. Ostacoli apparentemente insormontabili che lo portano verso un conflitto interiore e con la realtà che lo circonda. Un battaglia sempre più cruente che finirà nel tunnel buio dell’anoressia.

Sullo sfondo, però, c’è l’arte. La poesia, ma non solo. C’è, soprattutto, la danza classica: Frasca inizia a studiare nel Sannio e poi ad Avellino. Nel 2014 vince una borsa di studio presso l’Hungarian Dance Academy di Budapest, dove studia per un anno e mezzo. Nell’estate 2015 partecipa allo stage estivo dell’Academie de Danse Princesse Grace di Montecarlo e poi viene ammesso al Teatro dell’Opera di Roma, dove studia nei mesi di ottobre e novembre 2015.

A metà novembre 2015, però, viene ricoverato all’ospedale “Rummo” di Benevento per anoressia e a gennaio 2016 nella clinica per disturbi psichiatrici dell’alimentazione “Villa Pia” di Guidonia, in provincia di Roma.

Nel momento più difficile, la scintilla dell’arte torna ad illuminare il suo cammino. Questa volta, però, non è una coreografia a far scattare la magia, ma le mani che compongono i suoi versi. Vengono fuori parole coraggiose che vanno in fondo, guardano il baratro e leggere come ballerini ritornano in superficie. Testimoni privilegiati della forza e della volontà che accompagna un 18enne coraggioso che oggi torna ad affacciarsi alla vita.

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