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Sindacati

Dopo i 9 licenziamenti, i lavoratori del Marsec annunciano lo sciopero

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“I lavoratori della MARSec SpA, unitamente alla RSU, esprimono forte preoccupazione per la decisione dell’azienda di ricorrere alla mobilità, ovvero licenziare 9 unità dell’organico. I nove esuberi si vanno ad aggiungere a due dipendenti dimissionari e alla prematura scomparsa di un ricercatore, avvenuta pochi mesi fa.” Così i lavoratori del Marsec in una nota inviata alla stampa, nella quale annunciano anche l’intenzione di dar vita ad uno sciopero.

“Una riduzione dell’organico storico – vale la pena ricordare che la maggior parte dei dipendenti approdò al MARSec, poi gestito dalla MARSec SpA, perché vincitrice di concorso pubblico – a fronte di un aumento del numero di dirigenti esterni che getta ombre sull’operato del privato e della Provincia di Benevento, impegnati per due anni in un rimpallo di accuse e responsabilità. D’altra parte, dopo un lungo tira e molla, la Provincia ha saldato i suoi debiti con una nuova ricapitalizzazione, concludendo il suo iter di ente proprietario e si avvia ora alla cessione del 100% del pacchetto azionario, lasciando che sia il privato a sporcarsi le mani. Intanto, la società avellinese proprietaria del MARSec si è già trasferita negli uffici di Piano Cappelle, un bene patrimoniale dello stato del quale potrà beneficiare per diversi anni.

Da quando l’azienda si è avviata verso la privatizzazione, la situazione dei lavoratori è diventata sempre più drammatica con continui sacrifici richiesti ai soli dipendenti, non ultimo la Cassa integrazione straordinaria che da quasi un anno grava su 10 unità e sulla quale non è stato mai concesso ai sindacati di effettuare un monitoraggio.

Tali sacrifici (tra cui si annoverano anche dilazioni nel pagamento degli stipendi, sospensione di una voce mensile dello stipendio sinteticamente chiamata “quattordicesima” con scelta unilaterale da parte dell’azienda, part time ecc…) sono stati sempre accolti dai dipendenti con spirito costruttivo e fiducia nell’operato della proprietà e della dirigenza, perché i lavoratori hanno sempre creduto possibile la strada della privatizzazione e il rilancio del MARSec nel mercato internazionale.

A distanza di due anni, i dipendenti sono costretti a constatare che alla società mancano completamente una visione strategica, un piano commerciale serio e concreto e una gestione trasparente ed adeguata.

Di fronte all’assoluta mancanza di prospettive future – che rischiano di trasformare l’ex fiore all’occhiello del Sannio in una succursale della società avellinese che l’ha acquistata – i dipendenti hanno deciso di dar vita a una serie di proteste e scioperi che verranno comunicati di volta in volta, fino a quando non saranno fornite loro spiegazioni concrete sulle reali intenzioni dei principali responsabili di questo spreco di denaro pubblico. Infatti, a prescindere dalle scelte professionali che ognuno di loro farà nel futuro, i dipendenti credono fortemente che sia giunto il momento di uscire dalla coltre di silenzio da cui è avvolto il MARSec per parlare chiaramente non solo ai diretti interessati, ma anche all’opinione pubblica.

Per tale motivo, i lavoratori hanno deciso di convocare uno sciopero di 8 ore nella giornata dell’11 marzo 2014, prevedendo di effettuare due presidi: il primo, alle ore 10, sotto la Rocca dei Rettori. Il secondo, alle 17.30, sotto la sede di Confindustria Benevento, in contemporanea con l’incontro tra l’azienda e le parti sociali sulla mobilità (incontro del quale non è stata trasmessa alcuna comunicazione alla RSU). Successivamente, e a cadenza periodica, i lavoratori informeranno la stampa di ogni episodio poco chiaro – e poco edificante – di cui la proprietà e la dirigenza sono stati artefici e anticipano che la prossima nota riguarderà l’adozione di un provvedimento dichiarato illegittimo dal Tribunale del Lavoro nei confronti di uno dei lavoratori.”

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