PRIMO PIANO
Discarica di via Tre Magi a San Lorenzello, l’ex assessore Tortora passa alle vie legali: esposti a Procura e Corte dei Conti
Ascolta la lettura dell'articolo
La vicenda della discarica abusiva di via Tre Magi, a San Lorenzello, approda ora sul tavolo della magistratura. Dopo mesi di segnalazioni, diffide e richieste di intervento rimaste, secondo quanto denunciato, senza esito concreto, l’ex assessore comunale Alfonso Tortora ha presentato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Benevento, un esposto alla Corte dei Conti della Campania per presunto danno erariale e una formale denuncia in Questura, chiedendo di fare piena luce sulla gestione della vicenda e sull’eventuale sussistenza di responsabilità amministrative e penali. Al centro dell’iniziativa c’è il sito di via Tre Magi, dove da mesi viene segnalata la presenza di rifiuti speciali abbandonati, tra cui manufatti riconducibili a cemento-amianto in stato di degrado, apparecchiature elettriche fuori uso (RAEE), pneumatici, fusti e altri materiali.
Nel documento trasmesso alla Procura, Tortora ricostruisce in maniera dettagliata l’intera vicenda amministrativa, sostenendo che, nonostante gli accertamenti effettuati dagli organi competenti e le successive diffide, il Comune non avrebbe ancora adottato gli interventi di bonifica e messa in sicurezza del sito.
L’esposto ipotizza la possibile configurabilità del reato di omissione di atti d’ufficio (articolo 328 del Codice Penale), oltre a eventuali violazioni della normativa ambientale prevista dal Decreto Legislativo 152 del 2006. Sarà naturalmente la Procura a valutare se vi siano elementi tali da giustificare l’apertura di un procedimento e l’eventuale individuazione di responsabilità.
Tra le richieste formulate figura anche quella di valutare un’ispezione giudiziaria dell’area e l’adozione di eventuali provvedimenti urgenti di messa in sicurezza, considerata la vicinanza del sito alle abitazioni e al plesso scolastico dell’Istituto Comprensivo “N. Giustiniani”. La vicenda prende avvio il 22 aprile 2026, quando Tortora invia una PEC agli enti competenti segnalando la presenza di una discarica abusiva lungo la traversa che conduce agli impianti dell’Alto Calore Servizi.
Pochi giorni dopo, il 5 maggio, la Polizia Municipale effettua un sopralluogo con rilievi fotografici, accertando la presenza dei rifiuti segnalati. Successivamente, il 12 maggio, il Comando della Polizia Municipale trasmette l’esito del sopralluogo al responsabile dell’Ufficio Tecnico e al sindaco, evidenziando l’impossibilità di individuare nell’immediato gli autori dell’abbandono dei rifiuti e chiedendo l’avvio delle procedure ritenute necessarie per la bonifica.
Nell’esposto, Tortora osserva inoltre che nella relazione interna non verrebbe espressamente richiamata la presenza di manufatti contenenti amianto, nonostante – sostiene – la documentazione fotografica allegata. Un passaggio ritenuto centrale è rappresentato dalla nota dell’ARPAC del 10 giugno 2026, nella quale l’Agenzia, richiamando l’articolo 192 del Testo Unico Ambientale, evidenzia che, in presenza di rifiuti abbandonati da ignoti su suolo pubblico, spetta al Comune provvedere alla rimozione e al successivo smaltimento, sottolineando inoltre l’urgenza di evitare possibili incendi che potrebbero aggravare i rischi ambientali e sanitari.
Il 24 giugno, preso atto dell’assenza di interventi, Tortora invia una formale diffida al sindaco e al responsabile dell’Ufficio Tecnico, trasmettendola per conoscenza anche al Prefetto di Benevento e ai Carabinieri Forestali. La risposta arriva il 1° luglio con una nota del responsabile del Servizio Tecnico nella quale il Comune comunica di aver richiesto un preventivo a una ditta specializzata e precisa che gli interventi potranno essere avviati una volta perfezionati gli atti amministrativi e l’impegno di spesa. Una risposta che, secondo Tortora, confermerebbe come, a distanza di quasi due mesi dal sopralluogo della Polizia Municipale, non fossero stati ancora adottati provvedimenti concreti di bonifica né misure temporanee di sicurezza.
Tra gli aspetti maggiormente evidenziati nell’esposto vi è l’assenza, secondo l’ex assessore, di interventi provvisori di messa in sicurezza. In particolare viene sostenuto che il sito sarebbe rimasto accessibile, senza transennamenti, delimitazioni o cartelli di pericolo, nonostante la presenza di rifiuti potenzialmente pericolosi e la vicinanza del plesso scolastico. Circostanza che, sempre secondo quanto rappresentato nell’esposto, avrebbe determinato il protrarsi di una situazione di rischio ambientale e sanitario.
Nel commentare il deposito degli esposti, l’ex assessore ribadisce la propria preoccupazione per i ritardi accumulati nella gestione della vicenda. «Ritengo che su una questione che riguarda la salute pubblica fosse necessario intervenire con maggiore tempestività. Per questo ho deciso di rivolgermi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso e siano valutate eventuali responsabilità».
Tortora sottolinea inoltre come, a suo giudizio, il rischio principale sia rappresentato dal permanere dei rifiuti nell’area, soprattutto durante il periodo estivo. «La presenza di materiali che potrebbero essere pericolosi, in una zona già interessata in passato da incendi, rende indispensabile procedere rapidamente alla bonifica e alla messa in sicurezza del sito. L’obiettivo è esclusivamente quello di tutelare la salute dei cittadini».
L’ex amministratore annuncia inoltre la costituzione di un comitato civico che si occuperà di censire e segnalare eventuali altre discariche abusive presenti sul territorio comunale. «L’iniziativa nasce dall’esigenza di collaborare affinché situazioni di degrado ambientale vengano individuate e affrontate nel più breve tempo possibile. Qualora si rendessero necessari ulteriori approfondimenti tecnici, valuteremo anche verifiche indipendenti da mettere a disposizione delle autorità competenti».
Con il deposito dell’esposto si apre adesso la fase delle verifiche da parte della Procura della Repubblica di Benevento, cui spetterà valutare il contenuto della documentazione trasmessa e stabilire se sussistano elementi per avviare eventuali approfondimenti investigativi.
Parallelamente, la Corte dei Conti potrà valutare gli aspetti di propria competenza sotto il profilo dell’eventuale danno erariale, mentre resta sullo sfondo la necessità, più volte evidenziata nella documentazione, di arrivare alla bonifica e alla definitiva messa in sicurezza dell’area.




