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Comune di Benevento

Perifano: ‘Piazza Risorgimento? Un’occasione persa’

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“Con i milioni disponibili grazie al Piano Periferie si è presentata per davvero l’occasione di trasformare radicalmente il quadrante della zona alta che ricomprende Piazza Risorgimento e l’area dell’ex Terminal. Il finanziamento ottenuto presupponeva, infatti, un intervento unitario che riscrivesse il legame spaziale e funzionale tra le due aree contigue. Non è andata così. Sono mancati il coraggio di soluzioni veramente innovative e l’ambizione di una sfida alta sotto il profilo della qualità della progettazione”. Così in una nota Luigi Diego Perifano, consigliere comunale a Benevento.

“A proposito: da quanti anni a Benevento non si bandisce un concorso di progettazione? Eppure un confronto fra le migliori espressioni dell’architettura contemporanea sui processi più significativi di cambiamento dell’assetto urbano non potrebbe che elevare il livello del dibattito pubblico e portare giovamento anche alla crescita delle professionalità locali. Ma veniamo a Piazza Risorgimento. Si dirà: sempre meglio di prima, quando era un parcheggio. Osservazione tanto scontata quanto condivisibile, ma insufficiente per condividere il risultato di un intervento poco incisivo e per diversi aspetti discutibile. Naturalmente ogni giudizio è soggettivo e il mio, in particolare, è espresso col massimo rispetto per la chi pensa diversamente.

Mi soffermo su ciò che mi ha negativamente colpito. Nonostante l’introduzione di alcuni inserti di verde, la piazza rimane una piattaforma di cemento di cui è allo stato resta indefinita la funzione. L’impostazione seguita appare in netta antitesi con la tendenza alla sostituzione degli ambiti urbani cementificati con aree verdi, una delle strategie più innovative e urgenti della rigenerazione urbana contemporanea. La” depavimentazione” non risponde solo a un’esigenza estetica, ma rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: trasformare le superfici ostili e impermeabili delle città in luoghi deputati a migliorare il benessere collettivo. In una fase acuta di cambiamento climatico è scientificamente dimostrato che l’asfalto e il cemento accumulano calore solare, e sostituirli con alberi e prati abbatte le temperature al suolo fino a 10 gradi nelle ore più calde grazie all’ombreggiamento. Per dire, la città di Genova ha formalmente introdotto la depavimentazione all’interno del proprio Piano Urbanistico Comunale (PUC), incentivandola con misure economiche e sgravi burocratici, e a Milano e Roma migliaia di metri quadrati asfaltati sono stati trasformati in zone alberate. E dunque, la vera modernizzazione di una città non passa più per la conservazione o l’aggiunta di nuove “spianate grigie”, ma attraverso la restituzione di spazio vitale alla natura.

Una volta abbracciata una soluzione più “tradizionale”, sembrava, almeno nelle intenzioni dichiarate, che il progetto di Piazza Risorgimento mirasse a valorizzare gli edifici preesistenti, e in particolare il Liceo Giannone concepito da un maestro dell’architettura razionalista, Luigi Piccinato. Il fatto è che, oggi come oggi, la facciata del Liceo si può ammirare, indisturbata e nella sua interezza, solo provenendo da via Perasso, mentre gli altri angoli visuali risentono della interferenza delle colonne del porticato che cinge la piazza su due lati.

Non voglio avventurarmi oltre in valutazioni che richiedono una competenza specialistica che non possiedo, ma credo che, in un contesto urbano consolidato, il valore di un edificio storico non è dato solo dalle sue mura, ma dalle sue relazioni visive con l’intorno. Si è scelto di porre in primo piano un elemento di servizio (il porticato) rispetto all’elemento centrale dal punto di vista architettonico, ovvero l’immobile che ospita il Liceo, riducendone la percezione pubblica della bellezza e dell’importanza.

Altra nota dolente – prosegue Perifano – riguarda, infine, il mancato coordinamento, in termini di integrazione armonica, dell’intervento di Piazza Risorgimento con quello della vicina area dell’ex terminal. Evidenti limiti di visione e sapienza programmatica hanno portato ad una opzione inconcludente, per cui, a poche decine di metri dalla piazza “neo-razionalista”, nell’area contigua dell’ex terminal verrà costruito un anonimo parcheggio multipiano fuori terra: fra i due progetti non emerge alcun comprensibile elemento di connessione, sicché le due aree, anziché comporre, come auspicabile, un gradevole quadro d’insieme, si propongono come due frammenti isolati, non comunicanti, privi del benché minimo collante visivo e funzionale che ne certifichi l’appartenenza allo stesso sistema urbano.

Il rimpianto, a questo punto, riguarda la mancata considerazione di un progetto, redatto da due valenti architetti beneventani (progetto T.I.BE.- Terminal Intermodale Benevento), nel quale si proponeva la pedonalizzazione di tutta l’area compresa tra Piazza Risorgimento e Viale dei Rettori, con la creazione di un parco urbano come luogo di aggregazione e socialità, senza perdere di vista l’adeguamento del terminal, da trasformare in un moderno e funzionale hub di accoglienza turistica data anche la vicinanza strategica ai principali monumenti e siti di interesse cittadini. Peccato, peccato davvero. Si è persa una grande occasione per costruire una città diversa”, conclude Perifano.

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