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La lettera: “Grazie, Giannone: cinque anni che hanno formato una persona, non solo una studentessa”

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Ci sono luoghi in cui il tempo non scorre, si posa. Resta sospeso come polvere d’oro sulle cose, trasformando ogni gesto in un rito, ogni pagina in un passaggio, ogni anno in un gradino verso una forma più alta di sé. Cinque anni fa mia figlia ha varcato questa soglia come si entra in un luogo che ci precede: un luogo in cui le parole hanno peso, il pensiero mette radici e la conoscenza non è un traguardo, ma un’origine. In questi anni l’ho vista cambiare. Tornava a casa con domande nuove, con l’entusiasmo di una scoperta, a volte perfino con il desiderio di continuare una discussione iniziata in classe.

È stato allora che ho capito che quella scuola stava facendo molto più che istruirla: la stava formando. Qui ha incontrato la filosofia come un respiro che allarga il mondo, il greco come una fenditura luminosa attraverso cui guardare la realtà, lingua capace di restituire il significato originario delle cose, il latino come una struttura capace di sostenere e affinare il pensiero. Ha scoperto il λόγος come ordine segreto, l’ἀρετή come misura del coraggio, l’humanitas come gesto quotidiano che dà forma alla vita.

E tutto ciò che oggi è diventata porta la traccia di chi l’ha accompagnata e guidata lungo questo cammino.

Dietro ogni conquista ci sono persone. Per questo sento il bisogno di dire semplicemente grazie.

La prima voce è stata quella della professoressa Anna Aversano, che le ha consegnato il greco come una chiave antica, capace di aprire mondi che esistono solo per chi sa leggerli.

La professoressa Natalia Cosentini ha costruito, attraverso il latino, architetture di rigore e bellezza e, nel greco, ha lasciato una luce discreta ma persistente.

La parola italiana ha trovato respiro grazie al professor Massimiliano Calabrese le ha insegnato che la lingua italiana è un organismo vivo, che chiede cura, precisione e ascolto.

Il pensiero si è fatto struttura con il professor Nicola Sguera, che le ha mostrato la filosofia come un cammino verticale, un esercizio di libertà che non si esaurisce con una risposta, ma continua in ogni domanda.

La matematica ha trovato ordine e chiarezza con il professore Donato Barone che ha trasformato numeri e formule in un modo di guardare il mondo con ordine, lucidità e misura.

L’inglese ha ripreso slancio vitale grazie alla professoressa Rossella Gargano che per lei l’ha sollevata da un limbo dantesco, e l’ha riportata alla luce della lingua viva che si usa, si respira e apre il mondo.

La scienza ha scoperto la sua  voce nella professoressa Adele Carletti che le ha mostrato la la materia come un universo da esplorare, dove ogni fenomeno ha una logica e ogni logica custodisce una meraviglia.

L’educazione civica ha trovato senso nel professor Mario Verrusio che ha insegnato che la responsabilità è un gesto quotidiano, un esercizio di presenza, di consapevolezza, di cittadinanza reale.

L’educazione fisica ha trovato equilibrio con il professore Giampiero Cuordoro che le ha insegnato che il corpo è un alleato, che la disciplina passa anche dai muscoli, che la forza non è solo mentale.

La religione ha incarnato la sua profondità nel professor Corrado Gnerre che ha portato risposte, non solo domande, e lasciando spazio al pensiero prima ancora che al dogma.

Il professor Francesco Morante le ha insegnato a guardare oltre la superficie, riconoscendo nella bellezza un esercizio di attenzione.

Un pensiero speciale va alla Dirigente scolastica, Teresa De Vito, presenza vigile e discreta, custode di un equilibrio che si vede e si sente. La sua guida ha dato forma al cammino di questa comunità: una guida che orienta senza imporre sostiene senza sovrastare che difende la profondità in un tempo che corre.

A tutti voi va la mia gratitudine. Per aver mantenuto saldo il timone. Per aver creduto nel valore del percorso, prima ancora che del risultato. Per aver accompagnato questi anni con competenza, fermezza e gentilezza.

Il Giannone non è soltanto una scuola…È un luogo in cui si impara a diventare”.

E questo, per una madre, vale più di qualsiasi voto, di qualsiasi esame, di qualsiasi diploma.

Francesca D’Alessandro
Madre di una studentessa diplomata nell’anno scolastico 2025-2026 corso CLIO sez. A

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