SANNIO
San Salvatore Telesino, il 27 marzo la presentazione della DMO Sannio Matesino all’Abbazia Benedettina
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Prosegue il percorso istituzionale per la costruzione della Destination Management Organization (DMO) Sannio Matesino. Nei giorni scorsi il consigliere comunale delegato alle Politiche del Turismo per il Comune di San Salvatore Telesino, Stefano Avitabile, ha incontrato a Napoli l’assessore regionale al Turismo, Promozione del territorio e Transizione digitale, Enzo Maraio, in un momento di coordinamento ritenuto strategico per allineare le esigenze del territorio con la programmazione operativa della Regione Campania.
Nel corso dell’incontro, Maraio ha confermato la sua presenza a San Salvatore Telesino il prossimo 27 marzo alle ore 10.30, presso l’Abbazia Benedettina, in occasione della presentazione ufficiale della DMO. All’appuntamento interverrà anche l’amministratore delegato del GAL Titerno, Elio Mendillo, che illustrerà la strategia e gli strumenti per il riconoscimento della destinazione turistica regionale “Sannio Matesino”, insieme a rappresentanti istituzionali e operatori dei settori turistico e agroalimentare.
La DMO Sannio Matesino coinvolge un ampio territorio che comprende le Valli Telesina e del Titerno, l’Alto Tammaro, il Fortore, il Volturno e l’Isclero. L’obiettivo è quello di strutturare un sistema turistico integrato, capace di superare la frammentazione dell’offerta e valorizzare le specificità locali all’interno di una visione condivisa.
«È una scelta programmatica che ha visto convergere 36 Comuni, 11 enti e associazioni, l’Ufficio turistico religioso della Diocesi e numerose Pro Loco attorno al GAL Titerno, creando un vero sistema di alleanze», ha dichiarato Avitabile. «Grazie all’assistenza tecnica del GAL è stato inoltre elaborato il Patto di Destinazione, che sarà presentato alla Direzione generale Politiche culturali e Turismo della Regione Campania e all’assessore Maraio. Si tratta di uno strumento attraverso il quale enti locali, operatori economici e terzo settore si impegnano a condividere valori, obiettivi e standard comuni».
Sulla solidità del progetto si è soffermato anche Elio Mendillo, sottolineando come «la strategia sia stata monitorata da un pool accademico composto da ricercatori di diverse università, a garanzia non solo della legittimità politica, ma anche della solidità metodologica del percorso».
Quanto alla governance, Mendillo ha evidenziato che «il modello in costruzione si ispira ai principi europei dei Gruppi di Azione Locale: nessuna componente, pubblica o privata, potrà detenere oltre il 49% dell’influenza negli organi decisionali». Un equilibrio che, ha concluso, «traduce formalmente una scelta precisa: la DMO deve appartenere all’intero territorio, e non a una sua singola parte».



