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Sant’Angelo a Sasso e Moscati, domani la manifestazione di protesta contro l’accorpamento
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Si terrà domani, 31 gennaio, alle ore 10.30 la manifestazione di protesta proclamata dalle comunità scolastiche degli Istituti Comprensivi Sant’Angelo a Sasso e Giuseppe Moscati di Benevento. L’appuntamento è alla Rocca dei Rettori, con la partecipazione di docenti, personale ATA, alunni e famiglie. La protesta, insieme allo stato di agitazione e alla richiesta di immediata revisione della delibera regionale, è stata formalmente comunicata agli enti competenti, alle amministrazioni locali, agli uffici scolastici e al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Immediate le adesioni delle organizzazioni sindacali alla mobilitazione.
La mobilitazione nasce dalla decisione di accorpare i due istituti, deliberata dalla Giunta regionale senza alcuna interlocuzione con le scuole, senza confronto sindacale e in assenza di una proposta della Provincia. Un’operazione che colpisce paradossalmente quello che è già l’istituto comprensivo più numeroso della città, in aperto contrasto con le Linee guida regionali, che prevedono il dimensionamento delle scuole sottodimensionate. L’accorpamento determinerebbe la nascita di una scuola-gigante ingestibile, con circa 1.700 alunni e centinaia di dipendenti, articolata su sei plessi dislocati a macchia di leopardo sul territorio urbano, con gravissime criticità didattiche, organizzative e procedurali. A rendere la scelta ancora più grave è la tempistica: la decisione interviene a iscrizioni già aperte, imponendo una modifica sostanziale del PTOF in corso d’anno e generando incertezza per famiglie, studenti e personale.
Il corteo partirà da Piazza Castello, davanti alla Rocca dei Rettori, e si tratterrà nell’area della Prefettura, lungo Corso Garibaldi. La manifestazione avrà carattere civile e non violento e sarà finalizzata a chiedere con forza l’immediata revisione della delibera regionale e l’apertura di un confronto istituzionale reale con l’Ufficio Scolastico Regionale, gli enti territoriali, le organizzazioni sindacali e le comunità scolastiche coinvolte. «Difendere scuole che funzionano, il lavoro di chi le manda avanti ogni giorno e il diritto degli studenti a un’istruzione di qualità – sottolineano le comunità educanti – non è una battaglia ideologica, ma una questione di responsabilità verso il futuro della scuola pubblica».




