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Legambiente: ‘A Telese Terme è a rischio tutto il bosco di latifoglie di Monte Pugliano’

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“In questi giorni sono iniziati a Telese Terme i lavori di taglio della “Pineta” di Monte Pugliano, che rientrerà nel prossimo Parco Nazionale del Matese, come espressamente richiesto nel 2019 dal Consiglio Comunale di Telese Terme. Essa è costituita da pini e cipressi piantati negli anni 50 del secolo scorso attraverso un cantiere di lavoro durato diversi anni. La collina – scrive Legambiente Valle Telesina – si presenta oggi con gradonature sul versante, sentieri con gradini in pietra e muretti a secco che furono realizzati contemporaneamente alla piantumazione, visto che i pini di grosse dimensioni, i più antichi, si presentano in filare sui diversi gradoni.

Tra le chiarie, aree senza i pini per i progressivi crolli degli ultimi anni, si è naturalmente rinnovata la vegetazione spontanea di latifoglie costituita da lecci, roverelle, ornielli, alberi di giuda, e qualche carrubo, e alti esemplari di arbusti, alaterni, lentischi, mirti, filliree. In più era presente, un bel filare di bagolari, latifoglie mediterranee, con diametro di circa 30 cm sul ciglio di uno dei due sentieri d’ingresso. I lavori di taglio sono iniziati martedì 2 aprile, e venerdi 5 aprile abbiamo visto che non c’erano più i circa 10 bagolari, che sono stati tagliati dalla ditta boschiva perché davano “fastidio” per il taglio dei pini posti al disopra.

Venerdì 12 aprile, in seguito al taglio di un’ampia area di macchia mediterranea, abbiamo inviato come Legambiente Valle Telesina una richiesta di controllo dei lavori di taglio in atto all’Amministrazione Comunale di Telese Terme e al Direttore dei lavori e di cantiere Agr. Nicola Coppolaro, specificando che questi contravvenivano all’autorizzazione regionale che vieta il taglio e danneggiamento delle latifoglie presenti, sia alberi che arbusti. Infatti, l’autorizzazione regionale dice che si tratta di “un intervento colturale che dovrà mirare essenzialmente all’eliminazione totale delle conifere al fine di consentire alla vegetazione sottoposta di latifoglie autoctone, arboree ed arbustive, di venire alla luce rinforzando il suo già promettente sviluppo” e che “nessuna latifoglia arborea o arbustiva, dovrà essere eliminata”.

Con la lettera – prosegue l’associazione ambientalista – abbiamo altresì informato sul rischio di eliminazione di tutta la vegetazione di Monte Pugliano perché la motivazione che il responsabile nel cantiere della ditta Liberato Trebisondi aveva addotto il 5 aprile, alla presenza del Consigliere delegato al Verde Tommaso Mortaruolo, sul taglio dei bagolari, e che aveva dichiarato di voler seguire anche per tutta l’area di taglio della pineta, era stata quella di dover eliminare preliminarmente tutti gli alberi e arbusti sottostanti ogni pino e cipresso, per rendere “pulita” l’area di taglio a terra dei tronchi degli alberi una volta tagliati.

Perciò, abbiamo sottolineato nella missiva che con questo criterio verrebbe eliminata una gran parte se non la maggioranza degli esemplari di quella macchia mediterranea di lecci, alberi di giuda ed arbusti vari presenti, il cui sviluppo è obiettivo principale dell’autorizzazione al taglio delle conifere. Il Consigliere Mortaruolo stesso, nell’incontro del 5 aprile aveva chiesto di voler capire bene il metodo di taglio, ed aveva espresso la volontà di non far tagliare preventivamente la vegetazione autoctona presente sotto e intorno ai pini.

Lunedì 8 aprile era poi avvenuto il sopralluogo del dott. agronomo Aniello Andreotti della Regione Campania a cui ha partecipato per il Comune di Telese il geom. Fabio Colangelo, coordinatore per l’esecuzione. Dall’incontro era stata ribadita la necessità di svolgere un lavoro a regola d’arte, pur considerando la complessità delle operazioni di taglio.

Nonostante questi confronti, nell’area di taglio, come detto, è continuata l’eliminazione sistematica delle piante arboree ed arbustive sottostanti le conifere poi tagliate, con enorme degrado del versante, e così abbiamo deciso formalizzare la richiesta all’Amministrazione comunale ed al Direttore dei lavori di controllare sui lavori in atto e garantirne la corretta esecuzione.

In particolare abbiamo richiesto di controllare che: 1) non si arrechino ulteriori danni alla “prevalente e pregiata macchia mediterranea consistente in lecci (Quercus Ilex), corbezzoli (Arbutus Unedo), alaterni (Rhamnus Alaternum), lentischi (Pistacia Lentiscus), carrubi (Ceratonia Siliqua), alberi di Giuda (Cercis Siliquastrum), roverelle (Quercus Pubescens), ornielli (Fraxinus Ornus) “ ed alle altre latifoglie, come scritto nell’autorizzazione regionale; 2) non si danneggino i muretti a secco presenti, i terrazzamenti presenti sulla collina e nella dolina; 3) non si danneggino i resti della struttura antica in pietra presente sul fondo della dolina evitando di far rotolare sul fondo i grossi massi posti in bilico sulle pareti della formazione carsica e sui terrazzamenti interni ad essa; 4) non si prelevi il legname degli alberi di latifoglie già improvvidamente tagliati.

Ieri pomeriggio infatti, nel piazzale del cantiere, a terra tra le conifere c’erano anche tanti tronchi a pezzi di latifoglie, e per questo motivo abbiamo inviato al Comune ed al Comando Vigili Urbani una richiesta di stop dei lavori.

“Chiediamo all’Amministrazione comunale di Telese Terme nella persona del Sindaco Giovanni Caporaso e del Consigliere delegato al Verde Tommaso Mortaruolo, e al Direttore dei lavori, l’agr. Nicola Coppolaro – dichiara Grazia Fasano, presidente di Legambiente Valle Telesina – di impedire la prosecuzione della “prassi” seguita dalla ditta di taglio, che porterà all’eliminazione del bosco spontaneo di macchia mediterranea, e di far rispettare l’autorizzazione della Regione Campania. Alle parole, scritte e dette, chiediamo che seguano i fatti, se vogliamo salvaguardare l’integrità di Monte Pugliano. Troppi telefoni in questi giorni squillano senza risposta, troppi mi dispiace non posso, ma noi non ci fermiamo qui.”

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