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Sindacati

Dimensionamento scolastico, i sindacati: ‘Auspichiamo convergenza su piano quanto più razionale ed efficace’

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“Al termine dell’incontro sul dimensionamento scolastico tenutosi ieri alla Rocca dei Rettori le organizzazioni sindacali del comparto Scuola, FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS E FGU GILDA, che avevano fortemente sollecitato l’amministrazione provinciale affinché si realizzasse un confronto aperto con la deputazione sannita e i sindaci per affrontare il tema della razionalizzazione della rete scolastica e le ricadute che avrà l’applicazione dell’art. 99 dell’ultima legge finanziaria, esprimono innanzitutto il loro apprezzamento per l’avvenuto incontro e il ringraziamento al Presidente della Provincia Nino Lombardi per aver accolto la richiesta, comprendendone e condividendone la ratio, e per aver introdotto i lavori dell’assise manifestando forti preoccupazioni per il previsto dimensionamento con i parametri di 960 alunni per scuola, che determinerebbe una significativa contrazione delle autonomie scolastiche in provincia, esprimendo altresì la necessità di ricercare una soluzione condivisa, espressione di un tavolo ampiamente rappresentativo degli attori coinvolti, al quale erano presenti tutti i sindacati che, in rispetto delle linee guida regionali sul dimensionamento ne fanno parte integrante insieme alla rappresentanza dell’Associazione Nazionale Presidi e all’ufficio scolastico regionale Ambito VIII di Benevento.

Per la deputazione sannita era presente il senatore Matera, assente il deputato Rubano.
Per la regione Campania presenti i consiglieri Abbate e Mortaruolo; assente l’assessore Fortini. Nutrita la delegazione dei sindaci che hanno accolto l’invito ad esserci, sensibili ad una problematica che a breve inciderà non poco sulla vita e sul futuro delle comunità da loro rappresentate.

Gli interventi di tutti i rappresentanti sindacali presenti, sia confederali sia di categoria e di alcuni sindaci, hanno messo in luce le molte e diverse difficoltà che vivono le istituzioni scolastiche della nostra provincia che verrebbero senza ombra di dubbio ulteriormente acuite e amplificate all’indomani di accorpamenti non opportunamente ragionati e la forte unanime preoccupazione che ciò comporti un ulteriore abbassamento della qualità dell’offerta formativa e dell’effettivo diritto allo studio dei nostri ragazzi e dei nostri giovani che vedrebbero ulteriormente depauperato il loro diritto alla cittadinanza attiva. In considerazione delle peculiarità del Sannio e delle contingenti condizioni socio-economiche-infrastrutturali di un’area interna già significativamente penalizzata la richiesta unanime che proviene dal mondo sindacale è che ci si adoperi a tutti i livelli politici affinché si possa ottenere per la Regione Campania un correttivo che abbassi il valore di 960 alunni, proprio in considerazione delle differenti condizioni relative a densità abitativa, comuni montani, viabilità e trasporti ed al principio costituzionale di sussidiarietà che possa quanto diminuire l’impatto di quello che si chiama dimensionamento ma che resta, a nostro giudizio, a tutti gli effetti un taglio netto e lineare sulle risorse da destinare all’Istruzione che ancora una volta viene vista come un capitolo su cui tagliare anziché un bene primario su cui investire. Tagliare dirigenze, tagliare organici, tagliare risorse per decapitare quello che resta della scuola della Costituzione, della scuola pubblica che ancora si adopera, nonostante le violenze subite, per formare i futuri cittadini di questo Paese. A questo proposito ricordiamo che “L’art. 19 comma 5-quinquies della legge n.111/2011, come modificato e integrato dalla legge finanziaria 2023, prevede espressamente che il parametro relativo al numero degli alunni iscritti nelle singole scuole è integrato dal parametro della densità degli abitanti per chilometro quadrato e ciò a salvaguardia delle aree interne e/o disagiate.”

D’altra parte giova anche aggiungere che i fondi PNRR sono attribuiti per colmare il gap socio-economico tra nord e sud, proprio sostenendo investimenti che offrano più tempo scuola, più tempo pieno, più organici, più servizi scolastici sia per abbattere la dispersione scolastica e le classi pollaio nei territori a più alta densità abitativa (e criminale) sia per i territori in cui l’orografia, la viabilità, i trasporti creano serie difficoltà per garantire la Scuola della Costituzione, in cui tutti i ragazzi “hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi”. L’Europa certo ci chiede di adeguare la rete scolastica all’andamento demografico della popolazione cioè indica l’obiettivo ma non ci impone il metodo e gli strumenti per conseguirlo che attengono alle scelte politiche del singolo Stato membro. Non è pensabile di risolvere la crisi demografica prendendo semplicemente atto della curva di decrescita per ridurre con taglio lineare dirigenze e accorpare istituti in proporzione al numero degli alunni. Se ciò accadesse con i coefficienti numerici previsti dalla legge toutcourt sarebbe grave per il Sannio che, con le sue caratteristiche morfologiche, orografiche, la rete viaria, l’inadeguatezza dei mezzi di trasporto, la mancanza di opportunità lavorative e lo spopolamento in atto, rischierebbe davvero di scomparire oltre che registrare un ulteriore arretramento dei livelli di istruzione, con serie conseguenze sul piano economico, sociale e democratico e questo davvero non possiamo permettercelo.

Nonostante il senatore Matera ci abbia rappresentato quanto possano essere infondati i nostri timori e immotivate le nostre preoccupazioni, illustrando la bontà dei provvedimenti in essere e quanto il progetto di autonomia differenziata nulla abbia a che vedere con il dimensionamento su cui ci assicura non avrà ricadute, non ci sentiamo affatto rasserenati e ribadiamo invece quanto sia invece necessario agire in fretta reiterando ai decisori politici la richiesta di adoperarsi a tutti i livelli e senza ulteriori indugi per cercare di depotenziarne i prevedibili effetti.

Auspichiamo quindi che si realizzi con la maggiore convergenza possibile un piano di dimensionamento provinciale quanto più razionale ed efficace che possa anche andare a ridurre, se non eliminare, l’abuso della misura della reggenza, vera iattura per le scuole a prescindere dall’impegno e dalla qualità delle gestioni dirigenziali e a garantire piuttosto una dirigenza dove oggi non c’è, rinnovando il nostro impegno a dare un fattivo contributo in rappresentanza delle comunità scolastiche sannite”.

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