Home CRONACA Revoca scorta a Pino Masciari, Agostinelli scrive al prefetto

Revoca scorta a Pino Masciari, Agostinelli scrive al prefetto

Carmine Agostinelli, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, ha inviato una lettera ai prefetti di Benevento e Torino per perorare la causa di Giuseppe (Pino) Masciari, testimone di giustizia e cittadino onorario del comune fortorino.

“Recentemente a Masciari – scrive il sindaco sannita – è stato notificato l’avviso di procedimento finalizzato a revocare a lui e ai suoi familiari le misure tutorie di cui attualmente usufruiscono. Per consentirle di inquadrare con chiarezza quanto le sto comunicando, mi permetto di ricordarle brevemente la storia del signor Masciari.

Pino è un imprenditore e testimone di giustizia calabrese. Dal 1997 al 2010 lui e la sua famiglia sono stati inseriti nello Speciale Programma di Protezione, per richiesta della stessa DDA di Catanzaro, poiché le denunce fatte ai danni delle principali cosche calabresi, oltre che le collusioni con il potere politico-istituzionale, li esponevano a grave e imminente pericolo di vita. Terminato il programma di protezione, poiché ancora attuale e concreto il pericolo di gravi ritorsioni, hanno continuato a vivere sotto scorta. Sabato 15 ottobre, a lui e ai suoi familiari è stato notificato l’atto di avvio del procedimento in capo alla Prefettura di Torino, che porterebbe alla revoca del servizio di scorta per tutti loro. Non sono note le motivazioni di una simile avventata decisione, che giunge peraltro in un momento in cui dagli stessi organi di stampa, non ultimo dalle relazioni della DIA recentemente pubblicate, si ha continua conferma di quanto le cosche e il sistema, denunciati dallo stesso Pino, siano ancora potenti e rappresentino dunque un pericolo concreto per lui e per la sua famiglia.

Pino ha dato tutto per la difesa dei valori costituzionali quali la libertà, il diritto al lavoro, il diritto alla giustizia, e dopo trent’anni di lotte e sacrifici trovo profondamente ingiusto che lo Stato possa decidere di voltargli le spalle, esponendo lui e la sua famiglia a gravi ed irreparabili pericoli. Le chiedo, pertanto, di intervenire con forza affinché lo Stato non abbandoni un cittadino esemplare che ha avuto la forza ed il coraggio di opporsi ad un sistema ormai incancrenito. La ringrazio sin da ora per l’attenzione accordatami e per il suo sicuro impegno a difesa dell’incolumità di un nostro cittadino onorario”.

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