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Fondi straordinari per le attività produttive dei piccoli comuni: soddisfatto Di Maria

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«Il fondo stanziato dal Governo a favore delle attività produttive dei piccoli Comuni costituisce un passo in avanti per invertire la tendenza all’abbandono dei borghi delle aree interne». E’ quanto ha dichiarato Antonio Di Maria, Presidente della Provincia di Benevento, a proposito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 settembre pubblicato il 4 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale.

Di Maria, tuttavia, ha osservato come bisogna continuare a lavorare nelle Istituzioni a tutti i livelli affinché si acquisisca la consapevolezza sul fatto che le realtà delle aree interne non costituiscono una palla al piede dello sviluppo del Paese, ma, al contrario, contribuiscono in misura determinante alla tenuta ed all’equilibrio eco-sistemico generale.

«Il Dpcm del 24 settembre» – ha dichiarato Di Maria – «mobilita, a partire dal 2020 e per tre anni, 210 milioni di euro a favore delle imprese residenti in 3.101 Comuni: il provvedimento, nello spirito e nella lettera della legge n. 158 del 2017, interviene proprio a favore delle piccole realtà delle aree interne a rischio di desertificazione sociale. Tuttavia, occorrono nuovi e più importanti strumenti per vincere la battaglia dei piccoli centri che non vogliono sparire. Decisiva a questo proposito» – ha spiegato Di Maria – «sarà una fiscalità di vantaggio per i piccoli Comuni: infatti, non è possibile ancora ritenere che i costi dei servizi pubblici nelle aree montane siano eguali a quelli delle aree metropolitane. Questa misura non va confusa con l’assistenzialismo: si tratta, invece, di capire che vivere e lavorare nelle aree montane comporta per i residenti costi economici, sociali ed umani assai superiori che nelle aree metropolitane».

Questa la conclusione sul punto di Di Maria: «Il Governo centrale deve prendere atto che occorrono politiche diversificate di sviluppo a seconda delle diversificate, reali condizioni di vita nei territori. La qualità della vita nelle zone deboli soprattutto del Mezzogiorno non è uguale a quella delle aree forti del Paese: l’entità del reddito pro-capite al Sud è di gran luna più basso di quello del Nord. Dunque è necessario che lo Stato intervenga per restituire competitività alle zone marginali e generare una efficace politica di coesione territoriale. Bisogna dare ruolo e funzione ai territori delle aree interne e montane con un nuovo assetto normativo, idonee politiche fiscali, ed accelerando l’emanazione dei decreti attuativi della legge 158 a favore dei piccoli Comuni e rifinanziando la legge sulla montagna».

Di Maria ha, quindi, voluto ringraziare sia il Presidente che il past President dell’Unione delle Comunità montane nazionale, rispettivamente Marco Bussone e l’on.le Enrico Borghi, per aver proposto quest’emendamento e per tutte le altre iniziative di sostegno e supporto ai territori montani che stanno portando avanti.

Il presidente della Provincia di Benevento ha quindi auspicato che siano spese con celerità le risorse destinate ai piccoli Comuni per le attività produttive, economiche, artigianali e commerciali, in quanto queste sono veri e propri presìdi del territorio delle aree interne ed, in quanto tali, svolgono un essenziale ruolo sociale oltre che economico.

«Non si può perdere questa opportunità concreta di dare un sostegno ad un territorio già debole e martoriato da questa pandemia», ha spiegato Di Maria, che ha condiviso e fatte proprie le indicazioni formalizzate nelle scorse ore dall’Uncem in un documento.

«I Comuni beneficiari ed interessati al provvedimento», si legge tra l’altro nel documento, «rientrano tra quelli che il Cipe ha individuato all’interno delle politiche nazionali per le Aree interne e che rispondono al “criterio della perifericità e della minore dimensione demografica”. I Comuni possono utilizzare il contributo per la realizzazione di azioni di sostegno economico in favore di piccole e micro imprese, anche al fine di contenere l’impatto dell’epidemia da Covid-19, a condizione che svolgano attività economiche attraverso un’unità operativa ubicata nei territori dei Comuni, ovvero intraprendano nuove attività economiche nei suddetti territori comunali; siano regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese; non siano in stato di liquidazione o di fallimento e non siano soggette a procedure di fallimento o di concordato preventivo. Le azioni di sostegno economico possono ricomprendere: erogazione di contributi a fondo perduto per spese di gestione; iniziative che agevolino la ristrutturazione, l’ammodernamento, l’ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività artigianali e commerciali, incluse le innovazioni tecnologiche indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on line e di vendita a distanza, attraverso l’attribuzione alle imprese di contributi in conto capitale ovvero l’erogazione di contributi a fondo perduto per l’acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature varie, per investimenti immateriali, per opere murarie e impiantistiche necessarie per l’installazione e il collegamento dei macchinari e dei nuovi impianti produttivi acquisiti». 

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