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Questione tetracloroetilene, Corona: “Acqua zona bassa, alti valori di nitrati”

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“Gli esami effettuati negli ultimi otto mesi dall’ARPAC sui campioni di acqua prelevati nella falda  hanno più volte evidenziato la presenza costante di tetracloroetilene e in qualche caso anche di triclorometano e bromodiclorometano, oltre la Soglia di Contaminazione.

La GESESA, società che gestisce il servizio idrico di Benevento, costretta ad ammettere la Contaminazione dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni da tetracloroetilene, – scrive il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona – non ha mai fatto riferimento alla presenza degli altri due inquinanti e sul suo sito internet pubblica dati confusi ed incomprensibili sulla qualità delle acque servite in città.

Infatti, sul portale ACEA-GESESA, alla voce “Qualità”, sono pubblicati i risultati di esami per le acque dei diversi paesi della provincia, mentre per Benevento si fa riferimento a quattro tipi diversi di acqua per provenienza, cioè Biferno, Pietrafitta, Pezzapiana e Pezzapiana-Campo Mazzoni ma non sono indicate le zone servite.

Quindi – prosegue la nota – gli utenti della città non possono sapere quale acqua usano perché non sanno da dove proviene. Solo Altrabenevento da otto mesi si sforza di dare informazioni sulla qualità della risorsa idrica e sul funzionamento dell’acquedotto cittadino mentre il gestore del servizio, la Gesesa, ha assunto diversi giornalisti e spende risorse ingenti solo per fare campagne propagandistiche.

Si evidenzia, inoltre, che dalle tabelle pubblicate sul sito di Gesesa, relative alla presenza di inquinanti nelle quattro fonti di approvvigionamento di Benevento,  risultano alte concentrazioni di Nitrati, fino a 36,3 milligrammi per litro (limite di potabilità 50,0 mg/l ) nell’acqua pompata dai pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni che alimentano i rioni Libertà, Ferrovia e Centro Storico.

Invece nell’acqua del Biferno che viene fornita alla parte alta di Benevento, la concentrazione di Nitrati è di 3,1 mg/litro cioè dodici volte in meno rispetto a quella servita ai rioni Libertà, Ferrovia e Centro Storico.

Da dicembre ad oggi la Regione Campania ha aumentato la fornitura dal Biferno di 80 litri al secondo per servire acqua buonissima anche alla parte bassa della città ma i pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni non sono stati chiusi.

Che fine fa l’acqua del Biferno? Il presidente di Gesesa, Luigi Abbate, di fede mastelliana, e l’amministratore delegato, Vittorio Cuciniello, dirigente del Partito Democratico, non rispondono ma di certo non possono negare che buona parte della maggiore fornitura della preziosa acqua del Biferno finisce nella zona industriale di Ponte Valentino o  viene utilizzata per irrigare le aiuole di Capodimonte e parte alta della città, nonostante una ordinanza del sindaco che vieta l’uso di acqua potabile per tale scopo.

Che dice a tal proposito – conclude Corona – il consigliere delegato al verde pubblico, Angelo Feleppa?”.

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