Con l’avvicinarsi di agosto iniziano le segnalazioni di carenze di sangue in diverse regioni. Lo rende noto il Centro Nazionale Sangue. Un problema che, ovviamente, colpisce anche il Sannio e la Campania. Il Cns, infatti, spiega che lo scorso 25 luglio “il sistema informativo Sistra, dove le regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili, segnalava richieste per 235 sacche, a fronte di una disponibilità per la compensazione interregionale di appena 60. L’appello vale per tutto il territorio nazionale, anche perché l’autosufficienza è garantita anche dalla compensazione tra regioni, per cui chi raccoglie di più dona a chi è carente”.
Una situazione di criticità confermata per la nostra città anche da Saverio Cradillo, membro del consiglio di Fratres Benevento.
Ma cosa significa carenza? La risposta immediata è che ci sono poche sacche di sangue rispetto al fabbisogno, ma questa facile considerazione ha dei risvolti complessi: a rischio, infatti, ci sono terapie salvavita, come ad esempio per pazienti leucemici o per le talassemie, ma anche gli interventi chirurgici e le emergenze.
Troppo spesso, però, la donazione di sangue si ‘scopre’ solo nel momento del bisogno di familiari o amici. C’è bisogno, dunque, di un cambio culturale. Da qui l’appello di Fratres perché la regione Campania e in particolar modo Benevento vivano una costante emergenza sangue: “Ogni volta che doniamo sangue – conclude Cardillo -, noi salviamo una vita umana”.