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Libera Benevento e liceo “Virgilio” insieme per un’opera d’arte sulla legalità

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Un invito a costruire la bellezza come impegno quotidiano e a scegliere in maniera consapevole da che parte stare: è quanto emerso dal dibattito sulla legalità dal titolo “Impara l’arte … fai al tua Parte”, svoltosi presso il liceo artistico “Virgilio” di Benevento promosso dall’associazione Libera e che si è focalizzato sull’importanza dell’arte come strumento di denuncia e sul suo nesso con la legalità.

“Un impegno portato avanti da sempre dall’istituto come percorso educativo” – ha spiegato il referente scolastico alla Legalità del liceo artistico “Virigilio”, Mariano Goglia.

A dare testimonianza del legame funzionale tra arte, denuncia, legalità e cambiamento lo street artist Biodpi, Fabio Della Ratta, che ha raccontato con i suoi lavori, improntati all’idea di un uomo neo primitivo, la scelta di stare dalla parte giusta, ripercorrendo la storia evolutiva dell’uomo e promuovendo una nuova visione del mondo basata sul desiderio di migliorarci come forza propulsiva del cambiamento e sull’uso del pensiero senza condizionamenti esterni.

Si tratta di una prima tappa verso il 21 marzo, giornata nazionale delle vittime di mafia che vuole coinvolgere attivamente gli studenti dell’Artistico nell’impegno verso la memoria condivisa.

A loro è stato proposto dal rappresentante del coordinamento provinciale di Libera Benevento, Simone Razzano, di raccontare attraverso l’arte il senso della bellezza e dell’impegno di stare dalla parte giusta ricordando la storia delle vittime innocenti della mafia.

Razzano ha, poi, delineato il ruolo e l’obiettivo di Libera sul territorio provinciale, in Valle Caudina e in Valle Telesina dopo la recrudescenza, evidenziata dalle recenti dichiarazioni del procuratore di Benevento Policastro, della criminalità organizzata e dell’espansione di alcuni clan della zona. “Abbiamo inaugurato un nuovo presidio nell’area per continuare ad essere sentinelle e denunciare ciò che non va”– ha detto Razzano.

Toccante l’intervento di Antonio Iermano, figlio di Aldo vittima della mafia e delle Brigate rosse, insieme all’allora assessore regionale al Lavoro, Raffaele Delcogliano nell’attentato del 27 aprile 1982.

Ha ricordato il momento in cui ha deciso quattro anni di impegnarsi in prima persona “affinché – ha detto – il ricordo personale di quell’evento, i 35 anni che sono seguiti e il caro prezzo di sangue che il Sannio ha pagato alle mafie e alle brigate rosse anche a causa della connivenza tra queste e la politica, diventasse memoria condivisa.”

Le dichiarazioni nel servizio video

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