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POLITICA

Maglione (M5s): “Le mani del Pd sulla definitiva svendita delle risorse idriche”

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“Nell’inconsapevolezza generale, Sannio e Irpinia stanno subendo proprio in queste ore l’ennesimo affronto sul tema delle risorse idriche. Nei giorni scorsi è stato posto l’ultimo tassello che mancava al quadro di potere che deciderà il futuro, prossimo e anteriore, di questo settore vitale. Si tratta della nomina del Direttore dell’Ente Idrico Campano (Eic), l’ente cui la legge regionale 15/2015, fortemente voluta dal governatore De Luca e dal Partito democratico, assegna pieni poteri sull’intero ciclo dell’acqua. Per intenderci: definizione del fabbisogno, ripartizione della risorsa, fissazione della tariffa e scelta del gestore, d’ora in avanti saranno tutte decisioni assunte dall’Ente Idrico che subentra agli Ato e alla Regione stessa”. A denunciarlo in una nota è Pasquale Maglione, candidato sannita M5S al collegio proporzionale per la Camera.

In tale quadro, – aggiunge Maglione – il ruolo del Direttore assume una particolare valenza in quanto la legge gli attribuisce compiti di fondamentale importanza nella vita dell’Eic, tanto che finora l’Ente non ha potuto essere operativo proprio a causa della mancanza di tale figura. La scelta è caduta su Vincenzo Belgiorno, docente universitario di Salerno. Il presidente dell’Ente idrico, Luca Mascolo, ha dichiarato pubblicamente nelle scorse ore che “non si è trattato di una scelta discrezionale ma basata su requisiti strettamente tecnici e curriculari”. Legittimo dunque domandarsi quali siano stati i requisiti che hanno portato Belgiorno a prevalere sugli altri 47 candidati in lizza, tutti in possesso di curriculum di assoluto rispetto. Ma è un interrogativo che non troverà mai risposta. Mascolo ha infatti candidamente ammesso che la riunione che ha portato alla scelta si è svolta “a porte chiuse”, e che “trattandosi di giudizi sulle persone e sulla propria professionalità non possiamo entrare nel merito”.

“Ecco, adesso sì che è tutto più chiaro… In pratica – spiega l’esponente dei cinquestelle – non sapremo mai in base a quali valutazioni è stato scelto il massimo dirigente tecnico, amministrativo e contabile del più importante organismo pubblico in materia di risorse idriche. I cittadini si fidino e basta, senza star troppo a chiedersi cosa abbia Belgiorno che gli altri 47 papabili non hanno. Anche perché, ci sarà un motivo se il docente salernitano è risultato già assegnatario negli ultimi tre anni di due importanti designazioni da parte del presidente De Luca: commissario dell’Ato Vesuviano – Sarnese nel 2015; direttore del dipartimento provinciale dell’Arpac di Salerno lo scorso anno. Come dire: non esattamente una figura mal vista dalle parti del Partito democratico…

Del resto proprio il Pd esprime gran parte dei componenti del Comitato esecutivo dell’Eic, compreso il presidente Mascolo del quale a questo punto ci sembra persino superfluo indicare l’appartenenza partitica: un renziano di ferro… Merita invece una riflessione la provenienza geografica di Mascolo, sindaco del Comune napoletano di Agerola. Senza nulla togliere al bellissimo paese dei Monti Lattari, non ci pare di poter dire che si tratti di un territorio centrale nelle dinamiche idriche della Campania. Al contrario invece dell’Irpinia, in particolare, e del Sannio, che da sole producono acqua sufficiente a soddisfare il fabbisogno di quattro province e due regioni. Ma nel risiko delle nomine che si è appena completato, non c’è traccia di Avellino né di Benevento.

E’ evidente che se solleviamo tale tema non è per aspetti sterilmente campanilistici. La gestione del ciclo integrato delle acque è il tema numero uno da mettere in agenda, perché da essa dipenderanno i servizi ricevuti da centinaia di migliaia di famiglie e i relativi costi. Il Movimento Cinque Stelle lo sta facendo da tempo, in particolare con le dettagliate denunce alla magistratura del parlamentare Carlo Sibilia e di Francesca Maio, portavoce del meet up di San Giorgio del Sannio che è tra i più attenti alla problematica. Ovviamente continueremo a essere in prima linea su questo fondamentale tema, augurandoci che anche le altre forze politiche abbandonino la caccia alle poltrone e si dedichino finalmente alla tutela dei nostri territori.

Nessuno più dei cittadini sanniti e irpini alle prese con Alto Calore – conclude Maglione – sa cosa significhi avere un servizio da terzo mondo e bollette da capogiro. Ma purtroppo, quanto accaduto finora con il carrozzone clientelare spolpato dai vecchi partiti potrebbe rivelarsi non tanto grave quanto ciò che ancora ci attende: i colossi del settore sono già sull’uscio pronti a carpire il business dell’acqua e defraudare definitivamente le comunità locali di quel poco che resta in termini di autodeterminazione su un tema tanto cruciale. Eloquenti sono in tal senso le affermazioni rese non più tardi di due giorni fa dallo stesso Mascolo a un giornale on line irpino: “Far passare il concetto che l’acqua pubblica era gratis è stato l’errore fatale del populismo imperante. I costi degli impianti vanno caricati sull’utenza”. E poi non dite che non vi avevano avvisato”.

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