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“L’arte negata in mostra”, a Roma le sculture del Museo del Sannio

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Stamani sono partite dal Museo del Sannio di Benevento per Roma le opere scultoree di Nicola da Monteforte che saranno esposte nelle Sale Terrene dei Musei Capitolini per l’evento: “L’arte negata in mostra. Recuperi, Ritrovamenti e Confronti”, promosso dalle Soprintendenze Capitoline per la cura di Vega de Martini. La trasferta, approvata da Claudio Ricci, Presidente della Provincia di Benevento al cui patrimonio monumentale, artistico e storico è iscritto il Museo del Sannio, durerà fino al 27 novembre prossimo, mentre il Visitatore sarà ammesso al cospetto delle sculture a partire dal 1° giugno.

Le opere di Nicola da Monteforte partite dal Museo del Sannio sono elementi in marmo del 1311 degli amboni della Cattedrale, scampati nel 1943 alla furia distruttrice delle bombe dell’Aviazione alleata che si accanì sul Duomo del capoluogo sannita, e cioé: 1) “San Giovanni Evangelista”, scultura frammentaria; 2) “San Bartolomeo”, scultura frammentaria; 3) “Nicola da Monteforte ai piedi del crocifisso”, bassorilievo; 4) “Madonna con Bambino”, scultura frammentaria; 5) “San Gennaro”, scultura frammentaria composta da due elementi.

La Mostra presso i Musei Capitolini, divisa in più Sezioni, vuole portare all’attenzione del pubblico quanto si riteneva perduto per sempre e che è stato possibile recuperare grazie al lavoro degli archeologi e delle Forze dell’Ordine. Infatti, l’Arte negata è quella trafugata da ladri, rapinatori e tombaroli, poi restituita alla pubblica fruizione a seguito di indagini di Polizia; oppure quella colpita dalla guerra o dai terremoti che gli specialisti hanno recuperato, spesso dal sottosuolo, e restaurato. Secondo la curatrice Vega de Martini, è emblematico “quanto accaduto al patrimonio della cattedrale di Benevento (…).

Fino al 1980 era opinione comune che dei due amboni del duomo gli unici elementi superstiti fossero quelli conservati ed esposti presso il Museo del Sannio a Benevento e il Museo Diocesano a Benevento: ed invece, a seguito di lavori di scavo archeologico sono stati rinvenuti i marmi depositati in uno dei locali adiacenti alla cripta: e dalla cripta sono venuti fuori ad uno ad uno tutti i leoni che facevano parte dei due pergami e, in frammenti, le colonne che li sormontavano, alcuni capitelli ed ancora elementi di sculture e di lastre marmoree che ne costituivano le fiancate, nonché la base con figure di mostruose cariatidi del cero pasquale ed il fuso spiraliforme della colonna che su essa si impostava”.

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