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ECONOMIA

Trasporto ferroviario, il Sannio tra tagli e proposte: la fotografia di Pendolaria 2016

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Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto. È questo il dato saliente del rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente, presentato lo scorso 24 gennaio a Palermo.

Nelle ultime settimane, il tema del trasporto pubblico locale è al centro dell’agenda politica regionale, provinciale e comunale. Il dato principale è una sostanziale riduzione del servizio per i pendolari sanniti – studenti e lavoratori – che si spostano dalla provincia di Benevento verso Napoli e Roma.

L’incontro in Regione dello scorso 27 gennaio, al quale hanno preso parte Luca Cascone, presidente della Commissione Trasporti della Regione Campania, il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo e sindaco della città di Benevento Clemente Mastella e gli esponenti dell’Unione dei Comuni “Città Caudina” è solo l’ultimo atto di una vicenda che rischia di portare il Sannio verso l’isolamento. Un concetto ribadito anche dall’associazione “Pendolari Sannio”, dalla Filt Cgil e dal presidente della Rocca dei Rettori, Claudio Ricci.

Un coro unanime suffragato anche dai dati di Legambiente. Il rapporto 2016, infatti, chiarisce che la crescita dei pendolari nel Paese è un dato con differenze macroscopiche. “L’utenza – si legge nel rapporto – aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi. In Campania si parla di un -15,1% treni e -40,3% passeggeri”.

Un’equazione che potrebbe sembrare logica, ma che invece rappresenta il classico “cane che si morde la coda”. In sostanza, i tagli avvengono perché non ci sarebbe domanda che, però, è in calo – secondo le statistiche – esclusivamente per la mancanza di offerta. A questo si aggiunge la chiusura di alcune linee, tra queste la Bosco Redole-Benevento che collegava il Sannio con Campobasso. Un circolo vizioso, dunque, che dovrà essere necessariamente interrotto per rilanciare le zone interne.

Un primo passo, però, sembra essere stato fatto. Sempre dall’incontro in Regione è emersa la volontà dell’immissione in servizio – a metà febbraio – del primo dei sette treni previsti sulla linea ferroviaria Napoli-Benevento. Inoltre, è in corso la progettazione per l’adeguamento dei sistemi di segnalamento della linea ferroviaria che saranno realizzati ed attivati entro il 2018. Ciò consentirà, a regime, di ottenere un risparmio di tempo di 15-20 minuti sull’intera percorrenza. Legata, invece, all’effettiva domanda di mobilità anche un’eventuale riapertura del servizio ferroviario anche nelle giornate festive. Una boccata d’ossigeno per il Sannio che si trova a fare i conti anche con una viabilità stradale al collasso, come emerso nell’Assemblea dei sindaci convocata dalla Provincia.

“Per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni – ha spiegato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente –. E’ una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo”.

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