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Mensa scolastica, Altrabenevento attacca: “Ridicole limitazioni al pasto alternativo”

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“Il sindaco Mastella ha inondato di comunicati e dichiarazioni gli organi di informazione per assicurare che intende rispettare (bontà sua) alcune recenti sentenze di Tribunali piemontesi con le quali ai genitori che non scelgono il servizio di mensa organizzato dai comuni è stato riconosciuto il diritto di fornire ai propri figli pasti alternativi. In qualche scuola gruppi di genitori insieme ai Dirigenti scolastici, avevano anche sondato la disponibilità di alcuni ristoratori di fornire i pasti, ma poi il clima è cambiato improvvisamente non appena il Comune ha affidato alla Quadrelle 2001 l’incarico di fornire 1.000 pasti con l’obbligo di pagarne comunque 600 anche se non richiesti e quindi non preparati”. Così in una nota l’associazione Altrabenevento interviene nuovamente sulla questione della mensa scolastica.

“Si tratta indubbiamente di un grande vantaggio per la ditta e non si capisce come abbiano fatto Mastella e Ingaldi a stabilire il numero di pasti se non erano state avviate neppure le iscrizioni al servizio mensa che sono ancora in corso. Neppure tali amministratori potevano ritenere congruo questo numero considerato che a maggio scorso, prima che l’incarico alla stessa Quadrelle 2001 fosse revocato per violazioni contrattuali, i pasti serviti ai bambini erano 300-400.

L’Amministrazione Mastella anche per evitare possibili danni alle casse comunali nel caso non si dovesse raggiunge il numero di 600 pasti, – spiega il comunicato – sta tentando di convincere i genitori a iscrivere i propri figli al servizio mensa con la stessa società duramente contestata durante il trascorso anno scolastico.

Intanto, però, il diritto al pasto alternativo viene in parte compromesso da scelte inspiegabili sul piano organizzativo. Infatti, il sindaco Mastella per bocca dell’assessora Amina Ingaldi, ha stabilito che a scuola non possono accedere né i ristoratori né i fornitori e quindi i pasti alternativi devono essere portati direttamente dai genitori. Non si comprende, però, perché non possono provvedere alla consegna altri soggetti incaricati (familiari, collaboratori domestici, o ditte incaricate dai genitori). Ma il diritto al pasto alternativo è compromesso ulteriormente dalle disposizioni dei Dirigenti scolastici i quali, in accordo con il Comune, vietano ai genitori la possibilità di provvedere anche direttamente a portare il pasto a scuola all’ora di pranzo. I dirigenti, infatti, scrivono nelle circolari: “i genitori dovranno provvedere a fornire il pasto già all’orario d’ingresso a scuola”.

E’ una decisione assurda – conclude Altrabenevento – perché vuol dire che quei bambini dovranno mangiare sempre il panino o le pietanze fredde. Si noti, infine, che il Capitolato per il servizio mensa prevede che il pasto per non perdere le capacità organolettiche deve essere mangiato entro un’ora e mezza (90 minuti) dalla fine della cottura, invece i bambini che se lo portano da casa alle 8 del mattino lo mangeranno dopo 5 ore (300 minuti). Perché? Che ne pensa la dottoressa Pedà nutrizionista e consigliere comunale di maggioranza?”.

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